XIII^ LEGISLATURA
COMMISSIONE CONTRO IL FENOMENO
DELLA 'NDRANGHETA, DELLA CORRUZIONE
E DELL'ILLEGALITÀ DIFFUSA
congiunta con
COMMISSIONE SPECIALE DI VIGILANZA
N. 7
RESOCONTO
SOMMARIO
_________
SEDUTA DI
lunedì 19 ottobre 2026
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MARCO POLIMENI
E DEL PRESIDENTE RICCARDO ROSA
Inizio
lavori h. 14,06
Fine
lavori h. 16,06
INDICE
PRESIDENTE POLIMENI, *, *, *, *, *
BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)
COSTARELLA
Domenico, dirigente generale Dipartimento protezione civile, *, *, *, *
FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)
IIRITI Daniela (Fratelli d’Italia), *
MANGIARDI
Raffaele, dirigente Settore difesa del suolo, tutela del territorio,
prevenzione calamità forestali, *, *
PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli
d’Italia), *
Presidenza del presidente Marco
Polimeni e del presidente Riccardo Rosa
La seduta inizia alle 14,06
Verifica
anch’egli la presenza del numero legale dei componenti della
Commissione contro il fenomeno della 'ndrangheta, della corruzione e
dell'illegalità diffusa e dà per letto e approvato il verbale della seduta
precedente.
Verifica la presenza del
numero legale dei componenti della Commissione speciale di vigilanza e dà per
letto e approvato il verbale della seduta precedente.
Salutati i dirigenti della Giunta regionale presenti e il dottor
Massimiliano Vigilante, delegato del direttore generale di Calabria Verde,
evidenzia la rilevanza della seduta congiunta odierna. Richiamate le competenze
delle Commissioni e le finalità dell'incontro, sottolinea il significativo
impiego di risorse umane e strumentali assicurato dalla Regione Calabria nelle
attività di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi, riconoscendo
l'impegno profuso dagli operatori coinvolti nella tutela del patrimonio
forestale e del territorio regionale.
Ricordato il percorso di ammodernamento del sistema antincendio
regionale, caratterizzato dal potenziamento di uomini e mezzi, richiama le
recenti denunce pubbliche formulate dal dottor Costarella, attraverso la
condivisione di materiale video contenente episodi dolosi di innesco di
incendi. Evidenzia, pertanto, il dovere delle istituzioni di approfondire ogni
possibile ambito di miglioramento del sistema e invita i dirigenti presenti a
riferire sullo stato dell'arte delle attività svolte e delle criticità
riscontrate, affinché il Consiglio regionale possa valutare eventuali
iniziative di propria competenza.
In apertura, evidenziato come gli incendi arrechino gravi danni al
territorio regionale e al patrimonio ambientale della Calabria, esprime
apprezzamento per i risultati conseguiti nell’attività di contrasto al
fenomeno, riconoscendo l’impegno del presidente Occhiuto e del dottor
Costarella. Richiama, quindi, i numerosi procedimenti avviati nei confronti dei
responsabili di incendi dolosi e colposi e sottolinea le pesanti conseguenze
che tali eventi producono sulla macchia mediterranea e sugli ecosistemi, spesso
con effetti difficilmente reversibili.
Ribadita la necessità di mantenere alta l’attenzione sul tema,
sostenendo un approccio improntato alla massima fermezza e alla concreta
attuazione delle attività di prevenzione, vigilanza e repressione, richiama il
senso di responsabilità delle istituzioni e l'esigenza di individuare e
perseguire i responsabili dei reati, rimarcando il valore strategico del
patrimonio boschivo regionale.
Pur riconoscendo che permangono criticità e che ulteriori iniziative
risultano necessarie, invita a proseguire con determinazione lungo il percorso
intrapreso, escludendo qualsiasi arretramento o rassegnazione rispetto a
situazioni di degrado che in passato hanno interessato il territorio. Assicura,
pertanto, il costante impegno dell’intero Consiglio regionale nella tutela
dell’ambiente, considerato una risorsa strategica per lo sviluppo turistico, la
salvaguardia dell’occupazione e la valorizzazione dell’intero patrimonio
paesaggistico regionale.
Cede, quindi, la parola al dottor Costarella.
Condivisa l'opportunità di svolgere la seduta nella fase conclusiva
delle attività stagionali di contrasto agli incendi, evidenzia come i
cambiamenti climatici stiano determinando fenomeni meteorologici sempre più
estremi, con significative ripercussioni sul territorio e un aumento delle
condizioni favorevoli all'innesco e alla propagazione dei roghi.
Avvalendosi del supporto di slide, illustra il quadro delle competenze
regionali in materia di antincendio boschivo, precisando che la normativa di
settore configura un sistema particolarmente articolato di funzioni e
responsabilità. Richiama, in particolare, la Legge n. 353 del 2000,
evidenziandone il ruolo centrale nell'individuazione delle responsabilità
connesse agli incendi boschivi, e ricorda che la legge regionale del 2017
disciplina l'organizzazione e i compiti dei soggetti coinvolti nel sistema
regionale antincendio.
Attribuendo la diffusione degli incendi alla concomitanza di condizioni
climatiche particolarmente favorevoli e all'azione dell'uomo, cui risulta
riconducibile la quasi totalità degli episodi, a titolo doloso o colposo,
richiama il tragico bilancio del 2021, segnato anche dalla perdita di vite
umane durante le operazioni di spegnimento e dalla conseguente dichiarazione
dello stato di emergenza.
Individua, pertanto, nel 2021 un punto di svolta per la costruzione di
un nuovo modello organizzativo regionale e riferisce che, già dall'anno
successivo, è stata avviata una sperimentazione basata sull'impiego dei droni
per il controllo del territorio, mediante la costituzione di squadre di
dronisti e la formazione di operatori specializzati, evidenziando come tale
esperienza abbia prodotto risultati significativi sia nell'individuazione delle
cause degli incendi sia nell'attività di contrasto e repressione del fenomeno.
Ricorda, poi, che gli incendi più devastanti non si concentrano
esclusivamente nei mesi estivi, osservando come numerosi eventi di particolare
gravità si registrino anche nel mese di settembre, sottolineando, in proposito,
che le condizioni della vegetazione e del territorio, soprattutto nei periodi
successivi alla seconda metà di luglio e alla metà di settembre, accrescono il
rischio di propagazione del fuoco.
Illustra, quindi, il percorso che ha consentito alla Calabria di passare
da un sistema prevalentemente orientato all'intervento emergenziale a un
modello fondato sulla prevenzione e sul controllo del territorio. In tale
contesto richiama il progetto "Tolleranza Zero", nato in via
sperimentale e successivamente consolidato, evidenziando il ruolo decisivo dei
Carabinieri Forestali nella tempestiva verifica delle immagini acquisite e
nell'attivazione delle conseguenti misure investigative e repressive.
Descrive, poi, il sistema antincendio regionale come una struttura
integrata che coinvolge Regione Calabria, Vigili del fuoco, Carabinieri
Forestali, Calabria Verde e volontariato di protezione civile, impiegato sia
nelle attività di avvistamento sia nelle operazioni di spegnimento, il cui
contributo risulta determinante anche nella gestione degli incendi di maggiore
estensione.
Evidenziato che l'azione di spegnimento trova il proprio fulcro nelle
squadre operanti a terra, mentre i mezzi aerei svolgono una funzione di
supporto e contenimento, rivolge un sentito ringraziamento a tutti i volontari
impegnati nelle attività di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi e
riferisce, inoltre, dell'esperienza dei gemellaggi operativi con altre Regioni,
avviata nel 2021 e successivamente strutturata in forma stabile, evidenziandone
i benefici in termini di crescita professionale, scambio di competenze e
rafforzamento della capacità operativa del sistema regionale. Segnala, in particolare,
che nel 2026 hanno prestato supporto squadre provenienti da Liguria, Veneto,
Piemonte, ANA Alpini e altre, destinate alle aree maggiormente esposte al
rischio incendi.
Infine, richiamate le iniziative finalizzate al potenziamento delle
dotazioni disponibili, tra cui la concessione in uso gratuito di mezzi
antincendio, evidenzia, tuttavia, la necessità di ulteriori investimenti,
facendo riferimento alle misure programmate nell'ambito del Programma regionale
per il rafforzamento del sistema antincendio e per il sostegno al volontariato
di protezione civile.
Anch’egli avvalendosi della proiezione di slide, ripercorre il lavoro svolto dal 2022 per rafforzare il sistema regionale antincendio, precisando che si è passati da una serie di iniziative isolate a un sistema integrato, basato sul Piano regionale antincendio boschivo, che disciplina tutte le attività di prevenzione, monitoraggio e contrasto agli incendi.
Sottolinea, poi, che negli ultimi anni la Regione ha investito soprattutto sulla prevenzione, avviando, nel 2026, tavoli nelle Prefetture per affrontare il problema degli incendi nelle aree urbano-rurali e di interfaccia, che rappresentano oggi una delle principali criticità in termini di sicurezza pubblica. Ricorda, inoltre, che il Piano contiene la mappatura della propensione agli incendi dei diversi territori, l’analisi storica dei fenomeni, le misure di prevenzione, la tutela delle aree protette e le attività di formazione.
Descrive poi il funzionamento del sistema antincendio regionale, composto dalla Regione, da Calabria Verde, dai Vigili del fuoco, dai Carabinieri forestali, da ARPACal, dai Comuni, dalle associazioni di volontariato e dagli Enti parco, evidenziando come Calabria Verde rappresenti il principale soggetto operativo attraverso squadre, vedette, DOS e sale operative, mentre i Vigili del fuoco operano tramite specifiche convenzioni che consentono di rafforzare il dispositivo regionale.
Si sofferma, poi, sulle innovazioni introdotte nel 2026, evidenziando che il Piano contiene per la prima volta una proiezione sugli effetti del cambiamento climatico con simulazioni che mostrano che le aree ad alto rischio incendio potrebbero passare dal 23% del territorio registrato nel 2023 al 41% negli scenari compresi tra il 2071 e il 2100, rendendo necessario integrare questi dati nella pianificazione territoriale futura.
Ancora, dedica un ampio spazio alla Control Room regionale e al progetto “Tolleranza Zero”, illustrando come il monitoraggio tramite droni sia diventato uno strumento centrale sia per la prevenzione sia per l’individuazione precoce degli incendi, con informazioni raccolte e trasmesse in tempo reale alle sale operative che consentono di individuare immediatamente la posizione dell’incendio, la tipologia di vegetazione coinvolta e le condizioni meteorologiche locali.
Precisa, inoltre, che sono stati sviluppati algoritmi basati sull’intelligenza artificiale per simulare la propagazione degli incendi e supportare le decisioni operative e che nel sistema operano anche analisti AIB appartenenti a più enti, tra cui Vigili del fuoco, Università della Calabria, ArpaCal, Calabria Verde, Protezione Civile e Dipartimenti regionali, che elaborano quotidianamente bollettini di supporto alle sale operative.
Riferisce, poi, che il Piano regionale dispone di circa 9 milioni di euro per garantire il servizio aereo, la manutenzione dei mezzi, la formazione e le convenzioni con Vigili del fuoco, volontari e Carabinieri forestali, a cui si aggiungono risorse FSC e fondi europei destinati al potenziamento del sistema.
Per quanto riguarda i risultati, sottolinea che il 2026 è stato uno degli anni migliori, rispetto alla media del periodo 2015-2024, con il numero degli incendi che si è ridotto del 41%, evidenziando il miglioramento nella capacità di risposta del sistema, che ha prodotto una riduzione delle giornate con incendi contemporanei e della superficie mediana degli incendi.
Sul fronte repressivo segnala una crescita delle segnalazioni di illeciti, con tre arresti in flagranza per incendi boschivi, dato che considera particolarmente significativo poiché raramente registrato a livello nazionale.
Conclude mostrando come la distribuzione strategica delle squadre e l’integrazione tra tutte le componenti del sistema abbiano permesso di aumentare notevolmente l’efficacia della risposta sul territorio e ribadendo che resta fondamentale investire nella prevenzione e proponendo di istituire fondi dedicati ai Comuni per realizzare interventi di manutenzione e riduzione del combustibile nelle aree maggiormente esposte al rischio incendio.
Condivisa l’esigenza di approfondimento che costituisce una delle ragioni dell’audizione, ringrazia l’ingegnere Mangiardi per il contributo fornito e precisa che i consiglieri potranno formulare ulteriori quesiti. Cede quindi la parola al dottor Massimiliano Vigilante, intervenuto in rappresentanza della direzione generale di Calabria Verde.
Ringrazia il rappresentante di Calabria Verde per l’illustrazione delle attività aziendali e apre la fase degli interventi dei consiglieri.
Esprime apprezzamento per l’attività svolta dalla rete regionale di prevenzione e contrasto agli incendi, sottolineando il contributo della Protezione civile e del volontariato, anche in occasione degli eventi calamitosi che hanno interessato l’area grecanica e le comunità di Melito e San Lorenzo. Chiede chiarimenti sull’incidenza dei vincoli di tutela nella zona di riserva integrale del Parco nazionale dell’Aspromonte, con particolare riferimento alla possibilità di effettuare interventi di taglio, pulizia e manutenzione preventiva. Richiama, al riguardo, i gravi incendi del 2021 e domanda se tali vincoli costituiscano un ostacolo alle attività di prevenzione o se debbano essere mantenuti nella loro attuale configurazione. Con riferimento all’ipotesi di istituire un fondo destinato ai Comuni per la prevenzione degli incendi, evidenzia che le risorse finanziarie devono essere accompagnate dalla disponibilità di personale e mezzi. Invita pertanto a valutare se sia più efficace destinare le risorse a Calabria Verde oppure rafforzare direttamente la capacità operativa degli enti locali.
Propone, per esigenze di organizzazione dei lavori, di raccogliere preliminarmente tutti gli interventi dei consiglieri e di riservare successivamente agli auditi una fase unitaria di risposta. Cede quindi la parola al consigliere Falcomatà.
Ringrazia i rappresentanti della Protezione civile
e di Calabria Verde per la chiarezza delle relazioni. Ricorda la riunione
tenutasi in Prefettura il 6 agosto 2021, a seguito della grave emergenza
incendi, quale momento di avvio di una riflessione sulla necessità di superare
la gestione esclusivamente emergenziale attraverso una programmazione
strutturata. Chiede di conoscere l’entità degli oneri a carico della Regione
derivanti dalle convenzioni stipulate con i Vigili del fuoco e con gli altri
soggetti coinvolti. Domanda, inoltre, se sia stato effettuato un monitoraggio
sull’attuazione degli strumenti comunali di prevenzione e dei Piani di
protezione civile, tenuto conto delle difficoltà organizzative e finanziarie
dei Comuni, soprattutto di quelli di minori dimensioni. Chiede, altresì, se la
mappa di pericolosità illustrata sia destinata agli enti e alle associazioni
oppure anche ai cittadini, sottolineando, in quest’ultimo caso, la necessità di
adeguate iniziative di divulgazione. Richiama, infine, le proiezioni climatiche
relative al 2070 e agli anni successivi, che prospettano un progressivo
mutamento delle condizioni ambientali regionali. Propone di valutare fin d’ora
la piantumazione di specie arboree maggiormente adatte a un clima più caldo, nell’ambito
di una strategia di lungo periodo per la prevenzione degli incendi e del
dissesto idrogeologico.
Esprime apprezzamento per l’impostazione
programmatoria del sistema regionale antincendio, rilevando il superamento di
una gestione fondata prevalentemente sull’emergenza. Ritiene tuttavia
necessario affiancare al dispositivo operativo un sistema capillare di
prevenzione territoriale, con particolare attenzione alle difficoltà
economico-finanziarie dei Comuni.
Richiamata l’esperienza maturata alla
presidenza di una comunità montana e sottolineata l’importanza della
realizzazione preventiva delle fasce tagliafuoco, da programmare prima della
stagione estiva, evidenzia che l’abbandono incontrollato dei rifiuti e la
presenza di microdiscariche costituiscono fattori di
aggravamento del rischio incendi, oltre a determinare danni ambientali.
Ricorda, al riguardo, le esperienze dei progetti «Calabria Pulita» e «Fiumare
Pulite» realizzati nei primi anni 2000, ritenendoli utili anche sotto il profilo
della prevenzione. Auspica, pertanto, il rafforzamento di un sistema integrato
di tutela e manutenzione del territorio.
Richiama il riferimento al «bosco curato» quale
misura di prevenzione e chiede se tale concetto comprenda anche la
realizzazione di strade di contenimento e fasce antincendio. Domanda, inoltre,
se il sostegno economico ai Comuni possa finanziare tali interventi e
rafforzarne il ruolo nella prevenzione e nel primo intervento.
Ringrazia gli auditi per la completezza delle relazioni e per la documentazione illustrata. Con riferimento alle competenze della Commissione, chiede se, nell’attività di prevenzione e contrasto agli incendi, siano emersi elementi, segnalazioni o sospetti di interferenze della criminalità organizzata, anche connesse ad interessi economici e all’origine dolosa di alcuni incendi. Domanda, altresì, se siano necessari ulteriori strumenti per rendere più incisiva l’azione del sistema regionale contro eventuali condizionamenti criminali.
COSTARELLA
Domenico, dirigente generale Dipartimento protezione civile
Precisa che fornirà alcune risposte preliminari,
riservandosi di integrare successivamente con il contributo dell’ingegnere
Mangiardi gli aspetti di maggiore competenza tecnica. Con riferimento alla
questione dei vincoli nell’area dell’Aspromonte, sollevata dalla consigliera Iiriti, evidenzia come tali vincoli siano necessari in
quanto derivano dalla normativa nazionale, posta a
tutela dell’ecosistema aspromontano, analogamente a quanto previsto per gli
altri ecosistemi presenti nel territorio regionale.
Sottolinea, inoltre, che la Calabria è comunemente
conosciuta per il proprio patrimonio costiero, con circa 800 chilometri di
litorale affacciato sul Mar Tirreno e sul Mar Ionio, ma ricorda, altresì, che
la Regione vanta uno dei più rilevanti patrimoni boschivi d’Italia. Evidenzia,
quindi, la presenza di tre Parchi nazionali, un parco regionale e diverse
riserve regionali di particolare pregio naturalistico. Alla luce di tali
peculiarità ambientali, ribadisce che l’applicazione dei vincoli di tutela
risulta indispensabile per garantire la conservazione e il corretto
mantenimento degli ecosistemi regionali.
Sottolinea che la sua domanda è finalizzata a
meglio comprendere le linee tagliafuoco e martellatura nella zona A.
COSTARELLA
Domenico, dirigente generale Dipartimento protezione civile
Evidenzia che nelle aree soggette a maggiori vincoli è
possibile realizzare interventi di prevenzione, richiamando l’esempio delle
fasce parafuoco predisposte dopo gli incendi del 2021.
Riferisce che tutti i Comuni calabresi sono oggi dotati
di un piano di protezione civile (soltanto un Comune in provincia di Crotone
non è dotato di piano) e che il Dipartimento ha semplificato le linee guida,
finanziando con oltre 7 milioni di euro
l’aggiornamento e la digitalizzazione dei piani, al fine di renderli più
accessibili e utili ai cittadini.
Richiama, inoltre, gli investimenti effettuati per la
cartellonistica informativa e sottolinea l’importanza di rafforzare la cultura
della protezione civile attraverso una maggiore sensibilizzazione della
popolazione.
Osservato che il rischio zero non esiste, evidenzia come
le attività di prevenzione abbiano consentito di migliorare la gestione degli
incendi boschivi, adottando un approccio sempre più orientato all’anticipazione
delle emergenze.
Sottolinea, inoltre, che una delle principali criticità è
rappresentata dall’abbandono e dalla mancata manutenzione dei terreni da parte
dei privati, fattore che favorisce la propagazione degli incendi e ribadisce,
quindi, la necessità di una costante cura del territorio sia da parte degli
enti pubblici sia dei proprietari.
Con riferimento ai possibili collegamenti tra incendi e
criminalità organizzata, precisa che non vi sono elementi certi che consentano
di attribuire il fenomeno alla ’ndrangheta, pur ritenendo opportuno
approfondire e monitorare costantemente la questione con il supporto delle
Forze dell’ordine e dei Carabinieri forestali.
Approfondisce alcuni aspetti relativi alla prevenzione
degli incendi boschivi, evidenziando che, anche in presenza di particolari
vincoli ambientali, è possibile intervenire attraverso attività di vigilanza,
monitoraggio tempestivo dei focolai e misure preventive volte a ridurre il
rischio di propagazione.
Con riferimento alle risorse disponibili, sottolinea la
necessità di prevedere strumenti di sostegno economico a favore dei Comuni per
la realizzazione di interventi di prevenzione, considerata la ridotta
disponibilità di personale di Calabria Verde e la molteplicità delle attività
ad essa demandate, riferendo che tali risorse potrebbero essere impiegate sia
per la gestione del patrimonio boschivo sia per la realizzazione e manutenzione
delle fasce parafuoco.
Riferisce, inoltre, che la Regione ha messo a
disposizione una piattaforma informatica consultabile dai cittadini e dagli
enti locali, contenente dati aggiornati sulla pericolosità degli incendi, sulle
caratteristiche del territorio, sulla vegetazione, sugli incendi pregressi e
sugli elementi maggiormente esposti al rischio, consentendo ai Comuni di
individuare le aree prioritarie sulle quali concentrare gli interventi di
prevenzione e mitigazione.
In merito ai possibili collegamenti tra incendi e
criminalità organizzata, evidenzia che sono in corso attività di analisi e
collaborazione con le Forze dell’ordine. Precisa, tuttavia, che occorre
distinguere tra l’esecutore materiale dell’incendio e l’eventuale mandante.
Sottolinea, infine, che l’attività di monitoraggio e studio del fenomeno mira a
individuare sia le aree più esposte sia le possibili motivazioni alla base
degli eventi incendiari, al fine di rafforzarne la prevenzione e il contrasto.
Chiede se, nell’ambito delle attività di contrasto agli
incendi boschivi, vi siano state dichiarazioni rese da soggetti colti in
flagranza che abbiano fatto emergere possibili collegamenti tra gli esecutori
materiali degli incendi e fenomeni organizzati.
Domanda, in particolare, se siano emersi elementi idonei
a delineare un rapporto tra chi appicca concretamente il fuoco e un’eventuale
organizzazione criminale, ovvero se tali aspetti rientrino esclusivamente
nell’ambito delle indagini svolte dai Carabinieri forestali e dalle altre Forze
dell’ordine, senza che il Dipartimento ne abbia diretta conoscenza.
Precisato che gli eventuali collegamenti tra incendi e
fenomeni criminali organizzati rientrano principalmente nell'ambito delle
indagini delle Forze dell'ordine, evidenzia, tuttavia, come emerga con
chiarezza un uso diffuso del fuoco sul territorio regionale, testimoniato dalle
numerose segnalazioni per bruciamento illecito di residui vegetali e da
pratiche tradizionali ancora diffuse, quali la pulizia dei terreni o la
rigenerazione dei pascoli mediante incendi. Segnala, inoltre, ulteriori
fenomeni, legati ad esempio alla raccolta di asparagi e lumache, che possono
contribuire all'innesco di incendi, pur in assenza di evidenze che consentano
di collegarli a organizzazioni criminali.
Riferisce che i soggetti individuati come responsabili di
alcuni incendi risultano spesso appartenere al mondo agricolo e pastorale e
che, in diversi casi, le cause sono riconducibili a fuochi sfuggiti al
controllo. Ribadisce pertanto la necessità di rafforzare la sensibilizzazione
dei privati rispetto agli obblighi di manutenzione e prevenzione previsti dalla
normativa.
Illustra, inoltre, il sistema di prevenzione e contrasto
agli incendi boschivi, richiamando le convenzioni sottoscritte con i Vigili del
fuoco e con le associazioni di volontariato, che garantiscono un significativo
supporto operativo durante la campagna antincendio. Evidenzia anche
l'introduzione di meccanismi premiali destinati ai territori che riescono a
contenere le superfici percorse dal fuoco.
Infine, soffermandosi sugli effetti dei cambiamenti
climatici, riferisce che il Dipartimento ha sviluppato specifici strumenti di
analisi del rischio basati sull'evoluzione delle temperature e delle condizioni
ambientali, al fine di supportare la pianificazione territoriale e individuare
con maggiore precisione le aree più esposte a futuri incrementi del rischio
incendio e ai processi di degrado del territorio.
Esprime apprezzamento per l’attività svolta dal
Dipartimento e, richiamando il tema del “triangolo del fuoco”, osserva che la
componente dell’innesco è quasi sempre riconducibile all’azione umana. Rileva
che le cause possono essere diverse, dalla criminalità a interessi economici o
pratiche tradizionali, ma sottolinea che all’origine vi è comunque un
comportamento dell’uomo.
Propone, pertanto, di valutare l’attivazione di programmi
di educazione e sensibilizzazione nelle scuole sul rischio incendi,
integrandoli con i percorsi già esistenti in materia di legalità e sicurezza.
Evidenzia come la prevenzione degli incendi debba essere considerata non solo
una questione di tutela ambientale, ma anche di educazione civica e rispetto
delle regole, affinché le nuove generazioni sviluppino una maggiore
consapevolezza e contribuiscano a contrastare comportamenti che possono
favorire l’insorgere degli incendi boschivi.
Riferisce che il Dipartimento della Protezione civile ha
già avviato un progetto denominato “Scuola di Protezione Civile”,
consistente in una piattaforma attualmente in fase di sperimentazione e
prossima all’attivazione nel corso dell’anno scolastico. Precisa che
l’iniziativa sarà presentata anche nell’ambito del Festival delle Regioni e che
è finalizzata a far conoscere agli studenti i principali rischi presenti sul
territorio e le conseguenze dei comportamenti individuali in materia di
protezione civile.
Accoglie favorevolmente il suggerimento di integrare il
progetto con specifici contenuti legati alla legalità, in particolare con
riferimento alla prevenzione degli incendi boschivi ed evidenzia come
l’attività del Dipartimento sia orientata a rafforzare la consapevolezza del
rischio, ritenendo, tuttavia, utile estendere tale percorso anche alla
sensibilizzazione sui comportamenti corretti e sul rispetto delle regole, così
da promuovere una maggiore cultura della prevenzione e della responsabilità
civica tra le nuove generazioni.
Evidenzia l’opportunità di sviluppare il programma nelle
scuole, in collaborazione con il Dipartimento competente in materia di
istruzione e con l’Ufficio scolastico regionale, ritenendo l’iniziativa
particolarmente utile per accrescere la sensibilizzazione degli studenti.
Conferma che è già attiva una collaborazione e un
partenariato con l’Ufficio scolastico regionale nell’ambito del progetto
avviato dal Dipartimento e sottolinea l’importanza di ampliare i contenuti
formativi affinché gli studenti non solo apprendano come tutelare sé stessi dai
rischi, ma comprendano anche le conseguenze che comportamenti scorretti possono
determinare sull’ambiente, sviluppando una maggiore consapevolezza e senso di
responsabilità civica.
Sottolinea la sua
volontà e del presidente Rosa di approfondire la tematica, indi chiude i lavori
della Commissione.
La seduta termina alle 16,06
La funzionaria IEQ
Dott.ssa Giada Katia Helen Romeo