XIII^ LEGISLATURA

 

COMMISSIONE SPECIALE DI VIGILANZA

congiunta con

 COMMISSIONE CONTRO IL FENOMENO

DELLA 'NDRANGHETA, DELLA CORRUZIONE

E DELL'ILLEGALITÀ DIFFUSA

 

N. 6

RESOCONTO SOMMARIO

_________

SEDUTA DI lunedì 19 ottobre 2026

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE RICCARDO ROSA

E DEL PRESIDENTE MARCO POLIMENI

Inizio lavori h. 14.06

Fine lavori h.  16.06

INDICE

 

PRESIDENTE POLIMENI 3

PRESIDENTE ROSA  3

Approfondimento e verifica dello stato di attuazione della programmazione regionale in materia di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi, con particolare riferimento ai sistemi di allerta e monitoraggio, all'efficacia degli interventi realizzati, all'impiego delle risorse finanziarie regionali, alle dotazioni strumentali disponibili e alle misure adottate per il contrasto dei fenomeni di illegalità connessi 3

PRESIDENTE POLIMENI 10,*,*,*,*,*

PRESIDENTE ROSA  10,*,*,*

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente) 9

COSTARELLA Domenico, dirigente generale Dipartimento protezione civile  4,*,*,*,*

FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico) 9

IIRITI Daniela (Fratelli d’Italia) 10,*

MANGIARDI Raffaele, dirigente Settore difesa del suolo, tutela del territorio, prevenzione calamità forestali 6,*,*

PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia) 13,*

 

Presidenza del presidente Riccardo Rosa e del presidente Marco Polimeni

La seduta inizia alle 14.06

PRESIDENTE ROSA

Verifica la presenza del numero legale dei componenti della Commissione speciale di vigilanza e dà per letto e approvato il verbale della seduta precedente.

PRESIDENTE POLIMENI

Verifica anch’egli la presenza del numero legale dei componenti della Commissione contro il fenomeno della 'ndrangheta, della corruzione e dell'illegalità diffusa e dà per letto e approvato il verbale della seduta precedente.

Approfondimento e verifica dello stato di attuazione della programmazione regionale in materia di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi, con particolare riferimento ai sistemi di allerta e monitoraggio, all'efficacia degli interventi realizzati, all'impiego delle risorse finanziarie regionali, alle dotazioni strumentali disponibili e alle misure adottate per il contrasto dei fenomeni di illegalità connessi

PRESIDENTE ROSA

Salutati i dirigenti della Giunta regionale presenti e il dottor Massimiliano Vigilante, delegato del direttore generale di Calabria Verde, evidenzia la rilevanza della seduta congiunta odierna. Richiamate le competenze delle Commissioni e le finalità dell'incontro, sottolinea il significativo impiego di risorse umane e strumentali assicurato dalla Regione Calabria nelle attività di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi, riconoscendo l'impegno profuso dagli operatori coinvolti nella tutela del patrimonio forestale e del territorio regionale.

Ricordato il percorso di ammodernamento del sistema antincendio regionale, caratterizzato dal potenziamento di uomini e mezzi, richiama le recenti denunce pubbliche formulate dal dottor Costarella, attraverso la condivisione di materiale video contenente episodi dolosi di innesco di incendi. Evidenzia, pertanto, il dovere delle istituzioni di approfondire ogni possibile ambito di miglioramento del sistema e invita i dirigenti presenti a riferire sullo stato dell'arte delle attività svolte e delle criticità riscontrate, affinché il Consiglio regionale possa valutare eventuali iniziative di propria competenza.

PRESIDENTE POLIMENI

In apertura, evidenziato come gli incendi arrechino gravi danni al territorio regionale e al patrimonio ambientale della Calabria, esprime apprezzamento per i risultati conseguiti nell’attività di contrasto al fenomeno, riconoscendo l’impegno del presidente Occhiuto e del dottor Costarella. Richiama, quindi, i numerosi procedimenti avviati nei confronti dei responsabili di incendi dolosi e colposi e sottolinea le pesanti conseguenze che tali eventi producono sulla macchia mediterranea e sugli ecosistemi, spesso con effetti difficilmente reversibili.

Ribadita la necessità di mantenere alta l’attenzione sul tema, sostenendo un approccio improntato alla massima fermezza e alla concreta attuazione delle attività di prevenzione, vigilanza e repressione, richiama il senso di responsabilità delle istituzioni e l'esigenza di individuare e perseguire i responsabili dei reati, rimarcando il valore strategico del patrimonio boschivo regionale.

Pur riconoscendo che permangono criticità e che ulteriori iniziative risultano necessarie, invita a proseguire con determinazione lungo il percorso intrapreso, escludendo qualsiasi arretramento o rassegnazione rispetto a situazioni di degrado che in passato hanno interessato il territorio. Assicura, pertanto, il costante impegno dell’intero Consiglio regionale nella tutela dell’ambiente, considerato una risorsa strategica per lo sviluppo turistico, la salvaguardia dell’occupazione e la valorizzazione dell’intero patrimonio paesaggistico regionale.

Cede, quindi, la parola al dottor Costarella.

COSTARELLA Domenico, dirigente generale Dipartimento protezione civile

Condivisa l'opportunità di svolgere la seduta nella fase conclusiva delle attività stagionali di contrasto agli incendi, evidenzia come i cambiamenti climatici stiano determinando fenomeni meteorologici sempre più estremi, con significative ripercussioni sul territorio e un aumento delle condizioni favorevoli all'innesco e alla propagazione dei roghi.

Avvalendosi del supporto di slide, illustra il quadro delle competenze regionali in materia di antincendio boschivo, precisando che la normativa di settore configura un sistema particolarmente articolato di funzioni e responsabilità. Richiama, in particolare, la Legge n. 353 del 2000, evidenziandone il ruolo centrale nell'individuazione delle responsabilità connesse agli incendi boschivi, e ricorda che la legge regionale del 2017 disciplina l'organizzazione e i compiti dei soggetti coinvolti nel sistema regionale antincendio.

Attribuendo la diffusione degli incendi alla concomitanza di condizioni climatiche particolarmente favorevoli e all'azione dell'uomo, cui risulta riconducibile la quasi totalità degli episodi, a titolo doloso o colposo, richiama il tragico bilancio del 2021, segnato anche dalla perdita di vite umane durante le operazioni di spegnimento e dalla conseguente dichiarazione dello stato di emergenza.

Individua, pertanto, nel 2021 un punto di svolta per la costruzione di un nuovo modello organizzativo regionale e riferisce che, già dall'anno successivo, è stata avviata una sperimentazione basata sull'impiego dei droni per il controllo del territorio, mediante la costituzione di squadre di dronisti e la formazione di operatori specializzati, evidenziando come tale esperienza abbia prodotto risultati significativi sia nell'individuazione delle cause degli incendi sia nell'attività di contrasto e repressione del fenomeno.

Ricorda, poi, che gli incendi più devastanti non si concentrano esclusivamente nei mesi estivi, osservando come numerosi eventi di particolare gravità si registrino anche nel mese di settembre, sottolineando, in proposito, che le condizioni della vegetazione e del territorio, soprattutto nei periodi successivi alla seconda metà di luglio e alla metà di settembre, accrescono il rischio di propagazione del fuoco.

Illustra, quindi, il percorso che ha consentito alla Calabria di passare da un sistema prevalentemente orientato all'intervento emergenziale a un modello fondato sulla prevenzione e sul controllo del territorio. In tale contesto richiama il progetto "Tolleranza Zero", nato in via sperimentale e successivamente consolidato, evidenziando il ruolo decisivo dei Carabinieri Forestali nella tempestiva verifica delle immagini acquisite e nell'attivazione delle conseguenti misure investigative e repressive.

Descrive, poi, il sistema antincendio regionale come una struttura integrata che coinvolge Regione Calabria, Vigili del fuoco, Carabinieri Forestali, Calabria Verde e volontariato di protezione civile, impiegato sia nelle attività di avvistamento sia nelle operazioni di spegnimento, il cui contributo risulta determinante anche nella gestione degli incendi di maggiore estensione.

Evidenziato che l'azione di spegnimento trova il proprio fulcro nelle squadre operanti a terra, mentre i mezzi aerei svolgono una funzione di supporto e contenimento, rivolge un sentito ringraziamento a tutti i volontari impegnati nelle attività di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi e riferisce, inoltre, dell'esperienza dei gemellaggi operativi con altre Regioni, avviata nel 2021 e successivamente strutturata in forma stabile, evidenziandone i benefici in termini di crescita professionale, scambio di competenze e rafforzamento della capacità operativa del sistema regionale. Segnala, in particolare, che nel 2026 hanno prestato supporto squadre provenienti da Liguria, Veneto, Piemonte, ANA Alpini e altre, destinate alle aree maggiormente esposte al rischio incendi.

Infine, richiamate le iniziative finalizzate al potenziamento delle dotazioni disponibili, tra cui la concessione in uso gratuito di mezzi antincendio, evidenzia, tuttavia, la necessità di ulteriori investimenti, facendo riferimento alle misure programmate nell'ambito del Programma regionale per il rafforzamento del sistema antincendio e per il sostegno al volontariato di protezione civile.

MANGIARDI Raffaele, dirigente Settore difesa del suolo, tutela del territorio, prevenzione calamità forestali

Anch’egli avvalendosi della proiezione di slide, ripercorre il lavoro svolto dal 2022 per rafforzare il sistema regionale antincendio, precisando che si è passati da una serie di iniziative isolate a un sistema integrato, basato sul Piano regionale antincendio boschivo, che disciplina tutte le attività di prevenzione, monitoraggio e contrasto agli incendi.

Sottolinea, poi, che negli ultimi anni la Regione ha investito soprattutto sulla prevenzione, avviando, nel 2026, tavoli nelle Prefetture per affrontare il problema degli incendi nelle aree urbano-rurali e di interfaccia, che rappresentano oggi una delle principali criticità in termini di sicurezza pubblica. Ricorda, inoltre, che il Piano contiene la mappatura della propensione agli incendi dei diversi territori, l’analisi storica dei fenomeni, le misure di prevenzione, la tutela delle aree protette e le attività di formazione.

Descrive poi il funzionamento del sistema antincendio regionale, composto dalla Regione, da Calabria Verde, dai Vigili del fuoco, dai Carabinieri forestali, da ARPACal, dai Comuni, dalle associazioni di volontariato e dagli Enti parco, evidenziando come Calabria Verde rappresenti il principale soggetto operativo attraverso squadre, vedette, DOS e sale operative, mentre i Vigili del fuoco operano tramite specifiche convenzioni che consentono di rafforzare il dispositivo regionale.

Si sofferma, poi, sulle innovazioni introdotte nel 2026, evidenziando che il Piano contiene per la prima volta una proiezione sugli effetti del cambiamento climatico con simulazioni che mostrano che le aree ad alto rischio incendio potrebbero passare dal 23% del territorio registrato nel 2023 al 41% negli scenari compresi tra il 2071 e il 2100, rendendo necessario integrare questi dati nella pianificazione territoriale futura.

Ancora, dedica un ampio spazio alla Control Room regionale e al progetto “Tolleranza Zero”, illustrando come il monitoraggio tramite droni sia diventato uno strumento centrale sia per la prevenzione sia per l’individuazione precoce degli incendi, con informazioni raccolte e trasmesse in tempo reale alle sale operative che consentono di individuare immediatamente la posizione dell’incendio, la tipologia di vegetazione coinvolta e le condizioni meteorologiche locali.

Precisa, inoltre, che sono stati sviluppati algoritmi basati sull’intelligenza artificiale per simulare la propagazione degli incendi e supportare le decisioni operative e che nel sistema operano anche analisti AIB appartenenti a più enti, tra cui Vigili del fuoco, Università della Calabria, ArpaCal, Calabria Verde, Protezione Civile e Dipartimenti regionali, che elaborano quotidianamente bollettini di supporto alle sale operative.

Riferisce, poi, che il Piano regionale dispone di circa 9 milioni di euro per garantire il servizio aereo, la manutenzione dei mezzi, la formazione e le convenzioni con Vigili del fuoco, volontari e Carabinieri forestali, a cui si aggiungono risorse FSC e fondi europei destinati al potenziamento del sistema.

Per quanto riguarda i risultati, sottolinea che il 2026 è stato uno degli anni migliori, rispetto alla media del periodo 2015-2024, con il numero degli incendi che si è ridotto del 41%, evidenziando il miglioramento nella capacità di risposta del sistema, che ha prodotto una riduzione delle giornate con incendi contemporanei e della superficie mediana degli incendi.

Sul fronte repressivo segnala una crescita delle segnalazioni di illeciti, con tre arresti in flagranza per incendi boschivi, dato che considera particolarmente significativo poiché raramente registrato a livello nazionale.

Conclude mostrando come la distribuzione strategica delle squadre e l’integrazione tra tutte le componenti del sistema abbiano permesso di aumentare notevolmente l’efficacia della risposta sul territorio e ribadendo che resta fondamentale investire nella prevenzione e proponendo di istituire fondi dedicati ai Comuni per realizzare interventi di manutenzione e riduzione del combustibile nelle aree maggiormente esposte al rischio incendio.

PRESIDENTE ROSA

Condivisa l’esigenza di approfondimento che costituisce una delle ragioni dell’audizione, ringrazia l’ingegnere Mangiardi per il contributo fornito e precisa che i consiglieri potranno formulare ulteriori quesiti. Cede quindi la parola al dottor Massimiliano Vigilante, intervenuto in rappresentanza della direzione generale di Calabria Verde.

(Viene audito il rappresentante della direzione generale di Calabria Verde)

PRESIDENTE POLIMENI

Ringrazia il rappresentante di Calabria Verde per l’illustrazione delle attività aziendali e apre la fase degli interventi dei consiglieri.

IIRITI Daniela (Fratelli d’Italia)

Esprime apprezzamento per l’attività svolta dalla rete regionale di prevenzione e contrasto agli incendi, sottolineando il contributo della Protezione civile e del volontariato, anche in occasione degli eventi calamitosi che hanno interessato l’area grecanica e le comunità di Melito e San Lorenzo. Chiede chiarimenti sull’incidenza dei vincoli di tutela nella zona di riserva integrale del Parco nazionale dell’Aspromonte, con particolare riferimento alla possibilità di effettuare interventi di taglio, pulizia e manutenzione preventiva. Richiama, al riguardo, i gravi incendi del 2021 e domanda se tali vincoli costituiscano un ostacolo alle attività di prevenzione o se debbano essere mantenuti nella loro attuale configurazione. Con riferimento all’ipotesi di istituire un fondo destinato ai Comuni per la prevenzione degli incendi, evidenzia che le risorse finanziarie devono essere accompagnate dalla disponibilità di personale e mezzi. Invita pertanto a valutare se sia più efficace destinare le risorse a Calabria Verde oppure rafforzare direttamente la capacità operativa degli enti locali.

PRESIDENTE POLIMENI

Propone, per esigenze di organizzazione dei lavori, di raccogliere preliminarmente tutti gli interventi dei consiglieri e di riservare successivamente agli auditi una fase unitaria di risposta. Cede quindi la parola al consigliere Falcomatà.

FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)

Ringrazia i rappresentanti della Protezione civile e di Calabria Verde per la chiarezza delle relazioni. Ricorda la riunione tenutasi in Prefettura il 6 agosto 2021, a seguito della grave emergenza incendi, quale momento di avvio di una riflessione sulla necessità di superare la gestione esclusivamente emergenziale attraverso una programmazione strutturata. Chiede di conoscere l’entità degli oneri a carico della Regione derivanti dalle convenzioni stipulate con i Vigili del fuoco e con gli altri soggetti coinvolti. Domanda, inoltre, se sia stato effettuato un monitoraggio sull’attuazione degli strumenti comunali di prevenzione e dei Piani di protezione civile, tenuto conto delle difficoltà organizzative e finanziarie dei Comuni, soprattutto di quelli di minori dimensioni. Chiede, altresì, se la mappa di pericolosità illustrata sia destinata agli enti e alle associazioni oppure anche ai cittadini, sottolineando, in quest’ultimo caso, la necessità di adeguate iniziative di divulgazione. Richiama, infine, le proiezioni climatiche relative al 2070 e agli anni successivi, che prospettano un progressivo mutamento delle condizioni ambientali regionali. Propone di valutare fin d’ora la piantumazione di specie arboree maggiormente adatte a un clima più caldo, nell’ambito di una strategia di lungo periodo per la prevenzione degli incendi e del dissesto idrogeologico.

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)

Esprime apprezzamento per l’impostazione programmatoria del sistema regionale antincendio, rilevando il superamento di una gestione fondata prevalentemente sull’emergenza. Ritiene tuttavia necessario affiancare al dispositivo operativo un sistema capillare di prevenzione territoriale, con particolare attenzione alle difficoltà economico-finanziarie dei Comuni.

Richiamata l’esperienza maturata alla presidenza di una comunità montana e sottolineata l’importanza della realizzazione preventiva delle fasce tagliafuoco, da programmare prima della stagione estiva, evidenzia che l’abbandono incontrollato dei rifiuti e la presenza di microdiscariche costituiscono fattori di aggravamento del rischio incendi, oltre a determinare danni ambientali. Ricorda, al riguardo, le esperienze dei progetti «Calabria Pulita» e «Fiumare Pulite» realizzati nei primi anni 2000, ritenendoli utili anche sotto il profilo della prevenzione. Auspica, pertanto, il rafforzamento di un sistema integrato di tutela e manutenzione del territorio.

PRESIDENTE ROSA

Richiama il riferimento al «bosco curato» quale misura di prevenzione e chiede se tale concetto comprenda anche la realizzazione di strade di contenimento e fasce antincendio. Domanda, inoltre, se il sostegno economico ai Comuni possa finanziare tali interventi e rafforzarne il ruolo nella prevenzione e nel primo intervento.

PRESIDENTE POLIMENI

Ringrazia gli auditi per la completezza delle relazioni e per la documentazione illustrata. Con riferimento alle competenze della Commissione, chiede se, nell’attività di prevenzione e contrasto agli incendi, siano emersi elementi, segnalazioni o sospetti di interferenze della criminalità organizzata, anche connesse ad interessi economici e all’origine dolosa di alcuni incendi. Domanda, altresì, se siano necessari ulteriori strumenti per rendere più incisiva l’azione del sistema regionale contro eventuali condizionamenti criminali.

COSTARELLA Domenico, dirigente generale Dipartimento protezione civile

Precisa che fornirà alcune risposte preliminari, riservandosi di integrare successivamente con il contributo dell’ingegnere Mangiardi gli aspetti di maggiore competenza tecnica. Con riferimento alla questione dei vincoli nell’area dell’Aspromonte, sollevata dalla consigliera Iiriti, evidenzia come tali vincoli siano necessari in quanto derivano dalla normativa nazionale, posta a tutela dell’ecosistema aspromontano, analogamente a quanto previsto per gli altri ecosistemi presenti nel territorio regionale.

Sottolinea, inoltre, che la Calabria è comunemente conosciuta per il proprio patrimonio costiero, con circa 800 chilometri di litorale affacciato sul Mar Tirreno e sul Mar Ionio, ma ricorda, altresì, che la Regione vanta uno dei più rilevanti patrimoni boschivi d’Italia. Evidenzia, quindi, la presenza di tre Parchi nazionali, un parco regionale e diverse riserve regionali di particolare pregio naturalistico. Alla luce di tali peculiarità ambientali, ribadisce che l’applicazione dei vincoli di tutela risulta indispensabile per garantire la conservazione e il corretto mantenimento degli ecosistemi regionali.

IIRITI Daniela (Fratelli d’Italia)

Sottolinea che la sua domanda è finalizzata a meglio comprendere le linee tagliafuoco e martellatura nella zona A.

COSTARELLA Domenico, dirigente generale Dipartimento protezione civile

Evidenzia che nelle aree soggette a maggiori vincoli è possibile realizzare interventi di prevenzione, richiamando l’esempio delle fasce parafuoco predisposte dopo gli incendi del 2021.

Riferisce che tutti i Comuni calabresi sono oggi dotati di un piano di protezione civile (soltanto un Comune in provincia di Crotone non è dotato di piano) e che il Dipartimento ha semplificato le linee guida, finanziando con oltre 7 milioni di euro l’aggiornamento e la digitalizzazione dei piani, al fine di renderli più accessibili e utili ai cittadini.

Richiama, inoltre, gli investimenti effettuati per la cartellonistica informativa e sottolinea l’importanza di rafforzare la cultura della protezione civile attraverso una maggiore sensibilizzazione della popolazione.

Osservato che il rischio zero non esiste, evidenzia come le attività di prevenzione abbiano consentito di migliorare la gestione degli incendi boschivi, adottando un approccio sempre più orientato all’anticipazione delle emergenze.

Sottolinea, inoltre, che una delle principali criticità è rappresentata dall’abbandono e dalla mancata manutenzione dei terreni da parte dei privati, fattore che favorisce la propagazione degli incendi e ribadisce, quindi, la necessità di una costante cura del territorio sia da parte degli enti pubblici sia dei proprietari.

Con riferimento ai possibili collegamenti tra incendi e criminalità organizzata, precisa che non vi sono elementi certi che consentano di attribuire il fenomeno alla ’ndrangheta, pur ritenendo opportuno approfondire e monitorare costantemente la questione con il supporto delle Forze dell’ordine e dei Carabinieri forestali.

MANGIARDI Raffaele, dirigente Settore difesa del suolo, tutela del territorio, prevenzione calamità forestali

Approfondisce alcuni aspetti relativi alla prevenzione degli incendi boschivi, evidenziando che, anche in presenza di particolari vincoli ambientali, è possibile intervenire attraverso attività di vigilanza, monitoraggio tempestivo dei focolai e misure preventive volte a ridurre il rischio di propagazione.

Con riferimento alle risorse disponibili, sottolinea la necessità di prevedere strumenti di sostegno economico a favore dei Comuni per la realizzazione di interventi di prevenzione, considerata la ridotta disponibilità di personale di Calabria Verde e la molteplicità delle attività ad essa demandate, riferendo che tali risorse potrebbero essere impiegate sia per la gestione del patrimonio boschivo sia per la realizzazione e manutenzione delle fasce parafuoco.

Riferisce, inoltre, che la Regione ha messo a disposizione una piattaforma informatica consultabile dai cittadini e dagli enti locali, contenente dati aggiornati sulla pericolosità degli incendi, sulle caratteristiche del territorio, sulla vegetazione, sugli incendi pregressi e sugli elementi maggiormente esposti al rischio, consentendo ai Comuni di individuare le aree prioritarie sulle quali concentrare gli interventi di prevenzione e mitigazione.

In merito ai possibili collegamenti tra incendi e criminalità organizzata, evidenzia che sono in corso attività di analisi e collaborazione con le Forze dell’ordine. Precisa, tuttavia, che occorre distinguere tra l’esecutore materiale dell’incendio e l’eventuale mandante. Sottolinea, infine, che l’attività di monitoraggio e studio del fenomeno mira a individuare sia le aree più esposte sia le possibili motivazioni alla base degli eventi incendiari, al fine di rafforzarne la prevenzione e il contrasto.

PRESIDENTE POLIMENI

Chiede se, nell’ambito delle attività di contrasto agli incendi boschivi, vi siano state dichiarazioni rese da soggetti colti in flagranza che abbiano fatto emergere possibili collegamenti tra gli esecutori materiali degli incendi e fenomeni organizzati.

Domanda, in particolare, se siano emersi elementi idonei a delineare un rapporto tra chi appicca concretamente il fuoco e un’eventuale organizzazione criminale, ovvero se tali aspetti rientrino esclusivamente nell’ambito delle indagini svolte dai Carabinieri forestali e dalle altre Forze dell’ordine, senza che il Dipartimento ne abbia diretta conoscenza.

MANGIARDI Raffaele, dirigente Settore difesa del suolo, tutela del territorio, prevenzione calamità forestali

Precisato che gli eventuali collegamenti tra incendi e fenomeni criminali organizzati rientrano principalmente nell'ambito delle indagini delle Forze dell'ordine, evidenzia, tuttavia, come emerga con chiarezza un uso diffuso del fuoco sul territorio regionale, testimoniato dalle numerose segnalazioni per bruciamento illecito di residui vegetali e da pratiche tradizionali ancora diffuse, quali la pulizia dei terreni o la rigenerazione dei pascoli mediante incendi. Segnala, inoltre, ulteriori fenomeni, legati ad esempio alla raccolta di asparagi e lumache, che possono contribuire all'innesco di incendi, pur in assenza di evidenze che consentano di collegarli a organizzazioni criminali.

Riferisce che i soggetti individuati come responsabili di alcuni incendi risultano spesso appartenere al mondo agricolo e pastorale e che, in diversi casi, le cause sono riconducibili a fuochi sfuggiti al controllo. Ribadisce pertanto la necessità di rafforzare la sensibilizzazione dei privati rispetto agli obblighi di manutenzione e prevenzione previsti dalla normativa.

Illustra, inoltre, il sistema di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi, richiamando le convenzioni sottoscritte con i Vigili del fuoco e con le associazioni di volontariato, che garantiscono un significativo supporto operativo durante la campagna antincendio. Evidenzia anche l'introduzione di meccanismi premiali destinati ai territori che riescono a contenere le superfici percorse dal fuoco.

Infine, soffermandosi sugli effetti dei cambiamenti climatici, riferisce che il Dipartimento ha sviluppato specifici strumenti di analisi del rischio basati sull'evoluzione delle temperature e delle condizioni ambientali, al fine di supportare la pianificazione territoriale e individuare con maggiore precisione le aree più esposte a futuri incrementi del rischio incendio e ai processi di degrado del territorio.

PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia)

Esprime apprezzamento per l’attività svolta dal Dipartimento e, richiamando il tema del “triangolo del fuoco”, osserva che la componente dell’innesco è quasi sempre riconducibile all’azione umana. Rileva che le cause possono essere diverse, dalla criminalità a interessi economici o pratiche tradizionali, ma sottolinea che all’origine vi è comunque un comportamento dell’uomo.

Propone, pertanto, di valutare l’attivazione di programmi di educazione e sensibilizzazione nelle scuole sul rischio incendi, integrandoli con i percorsi già esistenti in materia di legalità e sicurezza. Evidenzia come la prevenzione degli incendi debba essere considerata non solo una questione di tutela ambientale, ma anche di educazione civica e rispetto delle regole, affinché le nuove generazioni sviluppino una maggiore consapevolezza e contribuiscano a contrastare comportamenti che possono favorire l’insorgere degli incendi boschivi.

COSTARELLA Domenico, dirigente generale Dipartimento protezione civile

Riferisce che il Dipartimento della Protezione civile ha già avviato un progetto denominato “Scuola di Protezione Civile”, consistente in una piattaforma attualmente in fase di sperimentazione e prossima all’attivazione nel corso dell’anno scolastico. Precisa che l’iniziativa sarà presentata anche nell’ambito del Festival delle Regioni e che è finalizzata a far conoscere agli studenti i principali rischi presenti sul territorio e le conseguenze dei comportamenti individuali in materia di protezione civile.

Accoglie favorevolmente il suggerimento di integrare il progetto con specifici contenuti legati alla legalità, in particolare con riferimento alla prevenzione degli incendi boschivi ed evidenzia come l’attività del Dipartimento sia orientata a rafforzare la consapevolezza del rischio, ritenendo, tuttavia, utile estendere tale percorso anche alla sensibilizzazione sui comportamenti corretti e sul rispetto delle regole, così da promuovere una maggiore cultura della prevenzione e della responsabilità civica tra le nuove generazioni.

PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia)

Evidenzia l’opportunità di sviluppare il programma nelle scuole, in collaborazione con il Dipartimento competente in materia di istruzione e con l’Ufficio scolastico regionale, ritenendo l’iniziativa particolarmente utile per accrescere la sensibilizzazione degli studenti.

COSTARELLA Domenico, dirigente generale Dipartimento protezione civile

Conferma che è già attiva una collaborazione e un partenariato con l’Ufficio scolastico regionale nell’ambito del progetto avviato dal Dipartimento e sottolinea l’importanza di ampliare i contenuti formativi affinché gli studenti non solo apprendano come tutelare sé stessi dai rischi, ma comprendano anche le conseguenze che comportamenti scorretti possono determinare sull’ambiente, sviluppando una maggiore consapevolezza e senso di responsabilità civica.

PRESIDENTE POLIMENI

Sottolinea la sua volontà e del presidente Rosa di approfondire la tematica.

PRESIDENTE ROSA

Esauriti i punti all’ordine del giorno, chiude i lavori della Commissione.

La seduta termina alle 16.06

 

La funzionaria IEQ

Dott.ssa Giada Katia Helen Romeo