
XIII^ LEGISLATURA
RESOCONTO SOMMARIO
N. 5
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SEDUTA DI
venerdì 16 gennaio 2026
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SALVATORE CIRILLO
Inizio
lavori h. 13,32
Fine
lavori h. 15,47
INDICE
DE
FRANCESCO Luciana, Segretario questore
Per un
lutto dell’assessore Filippo Mancuso
In
memoria delle vittime di Crans-Montana
ALECCI Ernesto (Partito Democratico)
BARBUTO
Elisabetta Maria (Movimento 5 stelle)
BRUNO
Vincenzo (Tridico Presidente)
CIRILLO Salvatore (Forza Italia),
relatore
FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)
GIANNETTA Domenico (Forza Italia)
GRECO
Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)
IIRITI Daniela (Fratelli d’Italia)
LAGHI
Ferdinando (Tridico Presidente)
MADEO Rosellina (Partito Democratico)
MATTIANI Giuseppe (Lega Salvini Calabria)
OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta
regionale
RANUCCIO
Giuseppe (Partito Democratico)
SCUTELLÀ Elisa (Movimento
5 Stelle)
SUCCURRO Rosaria (Occhiuto
Presidente)
Presidenza del
presidente Salvatore Cirillo
La seduta inizia alle 13,32
Dà avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a dare lettura del
verbale della seduta precedente.
DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore
Dà lettura del verbale della seduta precedente.
(È approvato senza
osservazioni)
Esprime, a nome dell’intera Assemblea legislativa e di tutti i dipendenti
del Consiglio regionale, sentimenti di profondo cordoglio e vicinanza
all’assessore Filippo Mancuso per la scomparsa della madre.
Invita l'Aula ad un momento di raccoglimento in memoria delle giovani vittime della tragedia avvenuta a Cras-Montana, in Svizzera, evento che ha profondamente colpito le coscienze di tutti, richiamando il valore della vita e della solidarietà umana.
Chiede, pertanto, all'Assemblea di osservare un minuto di silenzio.
(I consiglieri e i presenti in Aula si levano in piedi e
osservano un minuto di silenzio)
Dà lettura delle comunicazioni.
Illustra la proposta di legge in discussione finalizzata ad introdurre
misure straordinarie e temporanee per salvaguardare la tenuta del servizio
sanitario regionale.
Precisato che l’obiettivo primario del
provvedimento è quello di contrastare la grave carenza di personale medico,
soprattutto nei presìdi delle aree interne e nei reparti più critici,
garantendo i livelli essenziali di assistenza, evidenzia che, nonostante i
progressi della riorganizzazione sanitaria, persistono difficoltà nel
reperimento di professionisti tramite le procedure concorsuali ordinarie.
Ravvisata, pertanto, la necessità di
ricorrere a strumenti flessibili per reinserire competenze già formate nel
sistema sanitario, precisa che la proposta disciplina il conferimento di
incarichi libero‑professionali a medici già collocati in quiescenza, che
rappresentano una risorsa immediata per supportare i reparti in sofferenza, che
sono individuati, prioritariamente, nelle strutture che svolgono prestazioni
mediche di emergenza urgenza e di supporto territoriale.
Riferisce, quindi, che: possono essere
incaricati solo professionisti idonei sotto il profilo psicofisico e privi,
negli ultimi cinque anni, di sanzioni disciplinari gravi; gli incarichi hanno
durata massima di dodici mesi, rinnovabili una sola volta previa comprovata
necessità; è previsto un sistema rigoroso di controllo, con obbligo per le
aziende sanitarie di trasmettere alla Regione una relazione dettagliata sugli
incarichi, evidenziando, poi, che la Giunta è tenuta a informare annualmente il
Consiglio sullo stato di attuazione della legge.
Sottolinea, infine, che la proposta non
comporta nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale, essendo finanziata
con risorse già allocate nei bilanci aziendali.
Sottolinea, preliminarmente, che il provvedimento sulla proroga dell’utilizzo dei medici in pensione tocca un nodo nevralgico della sanità regionale e lo reputa indispensabile per evitare un vuoto operativo, in attesa della riforma nazionale che dovrebbe stabilizzare tale possibilità.
Evidenziato che la carenza di personale rende già oggi difficoltosa la copertura dei turni, soprattutto nei reparti più delicati e negli ospedali delle aree interne, rileva che l’interruzione anche momentanea dei contratti ai medici in quiescenza comporterebbe blocchi di attività, sospensioni di servizi e ritardi nelle prestazioni essenziali.
Riferito che i diversi sopralluoghi effettuati, anche nel corso della precedente legislatura, nei vari presìdi ospedalieri tra cui quello di Polistena, hanno confermato una situazione estremamente critica, in particolare nei reparti di anestesia e rianimazione, evidenzia che senza il supporto dei medici pensionati interi presìdi rischierebbero la paralisi, con ricadute su chirurgia, pronto soccorso e terapia intensiva.
Preannuncia, quindi, un voto favorevole al provvedimento in esame che viene espresso per senso di responsabilità verso i cittadini, ritenendo che su tali problematiche non possano esistere barriere di schieramento.
Ribadito che la misura
rappresenta un intervento ponte, necessario a mantenere l’operatività minima
delle strutture sanitarie, reputa,
tuttavia, necessario programmare e governare la sanità con visione, non
limitandosi alla gestione dell’emergenza.
Sottolinea, quindi, la necessità di:
velocizzare i concorsi pubblici, che siano strutturati per specialità e basati
su una reale cognizione dei fabbisogni, garantendo una distribuzione equa dei
vincitori nelle sedi di destinazione; introdurre incentivi economici e
logistici per chi decide di lavorare in Calabria, rendendo attrattivo e non
punitiva lavorare nella nostra sanità;
intervenire sulle carenze di organico di
Azienda zero per potenziare il personale esperto in materia concorsuale, per
evitare ulteriori rallentamenti nelle procedure concorsuali; ridisegnare gli
ambiti territoriali delle attuali ASP e, al riguardo, riferisce la
presentazione di una proposta di legge.
Ritenuta la misura in esame necessaria,
urgente e giustificata per evitare il collasso di intere aree ospedaliere nei
mesi più delicati dell’anno, ribadisce che il voto favorevole non è un voto di
appartenenza politica, ma che nasce da un dovere civile, morale e professionale
verso il diritto alla salute.
Rilevato, preliminarmente, che la discussione sulla sanità avviene in un contesto di emergenza profonda, evidenzia che l’Aula affronta tale problematica grazie alla mobilitazione dei cittadini e dei comitati che hanno denunciato gravi criticità in diversi presìdi ospedalieri.
Evidenziato l’errore procedurale legato alla mancata proroga dell’utilizzo dei medici ultrasettantenni nei reparti essenziali, rileva che il provvedimento tenta di porre rimedio a una situazione che avrebbe potuto determinare la chiusura di diverse strutture ospedaliere.
Ritenuto che trattasi di una misura tampone che non affronta la mancanza di programmazione sanitaria degli ultimi anni di governo di centro-destra, confermata dal ricorso a provvedimenti urgenti, osserva che non esiste, al momento, una riforma strutturale della sanità regionale né un Piano organico di assunzioni.
Riferito che i dati sulla migrazione sanitaria continuano a crescere fino a livelli record, così come le criticità legate alla carenza di anestesisti, rianimatori e altri specialisti, evidenzia che la paralisi dei reparti di rianimazione compromette l’intera funzionalità ospedaliera.
Sottolineato che il Presidente della Regione, nella sua qualità di Commissario, non ha assunto atti commissariali specifici sulla crisi in corso, lasciando la gestione all’iter legislativo, manifesta dubbi sulla legittimità del provvedimento, data la condizione di commissariamento.
Elenca, quindi, alcune criticità, quali: la mancanza di attrezzature e macchinari, con risorse importanti non ancora spese e ritardi gravi nelle forniture; le problematiche delle liste d’attesa; la chiusura delle guardie mediche, oltre alla mancanza di pediatri e medici di base; la regressione nelle tecnologie fornite in servizi essenziali come quelli per giovani pazienti diabetici; la continua bocciatura da parte della struttura commissariale del Piano del fabbisogno del personale con un sistema che spende molto senza garantire efficienza.
Evidenziato come il provvedimento in esame certifichi, di fatto, l’assenza di programmazione e il persistente stato di collasso del sistema sanitario regionale, sottolinea, tuttavia, che, davanti al rischio di chiusura dei presìdi, la responsabilità impone un voto favorevole, chiarendo che la tutela del diritto alla salute prevale su appartenenze politiche e posizioni di parte.
Ritiene che la discussione odierna si collochi in una
frattura evidente tra quanto riportato dal presidente Occhiuto e dalla
maggioranza e la realtà quotidiana vissuta dai cittadini calabresi, soprattutto
nelle aree interne e montane, dove la chiusura degli ospedali e la mancata
attuazione della medicina territoriale hanno prodotto gravi disagi. Richiama
esempi concreti come gli ospedali di Cariati, Trebisacce, Praia a Mare e Palmi,
strutture formalmente inserite nella rete ospedaliera ma mai realmente
operative, nonostante atti, sentenze e finanziamenti già previsti.
Evidenzia che la distanza tra annunci e realizzazioni genera
aspettative disattese e alimenta sfiducia, mentre la Calabria continua a pagare
un prezzo altissimo in termini di salute, spopolamento e denatalità. Denuncia,
quindi, la persistenza di una gestione emergenziale che si traduce in
comunicazione e propaganda, senza affrontare in modo strutturale problemi come
la carenza di personale sanitario e la mancata operatività di strumenti come
Azienda Zero che giudica organismo burocratico privo di efficacia sul
reclutamento e sulla programmazione.
Benché riconosca che il provvedimento in esame risponde a
un’urgenza reale e che non approvarlo potrebbe penalizzare i cittadini, ritiene
però che il provvedimento rischi di procrastinare le riforme necessarie,
perpetuando la logica delle deroghe anziché avviare una programmazione stabile.
Invita, pertanto, a superare la politica degli annunci e a sedersi ai Tavoli tecnici
con operatori sanitari, sindacati e ordini professionali per costruire
soluzioni concrete e durature.
In conclusione, annuncia il suo voto favorevole per senso di
responsabilità, pur ribadendo le criticità del testo e la necessità di avviare
una fase nuova, fondata su pianificazione, confronto e interventi reali sui
territori, per garantire ai cittadini calabresi il diritto alla salute e
servizi essenziali adeguati.
Rilevato che il tema della sanità in Calabria rappresenta
una questione centrale per la dignità delle persone, la sicurezza delle
famiglie e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, sottolinea lo spirito
costruttivo del provvedimento in discussione. Ricorda, quindi, le criticità
storiche del sistema sanitario regionale, segnato da carenze strutturali,
disuguaglianze territoriali e un lungo commissariamento che ha condizionato la
programmazione.
Sottolinea, tuttavia, che negli ultimi anni è stato avviato
un percorso di risanamento e rilancio, con scelte politiche e amministrative
volte a invertire la tendenza ed evidenzia come il risanamento dei conti sia
stato il primo passo decisivo, condizione indispensabile per garantire
investimenti, assunzioni e programmazione efficace; in proposito, ricorda
l’approvazione dei bilanci delle aziende sanitarie di Cosenza e Reggio
Calabria, risultato che consente di pianificare interventi e superare
l’improvvisazione.
Accanto alla normalizzazione contabile, segnala, poi, interventi
che rafforzano la governance e la capacità di attrazione, tra i quali:
l’ampliamento dell’offerta sanitaria e formativa, con l’istituzione del corso
di laurea in Medicina all’Università della Calabria e la prospettiva di un
Policlinico universitario a Cosenza, considerati strumenti strategici per
ridurre la mobilità sanitaria e creare una filiera di competenze; il rientro di
professionisti di alto profilo; la fusione tra ospedale e Policlinico
universitario di Catanzaro; lo stato di avanzamento dei nuovi ospedali previsti
dall’accordo del 2007 e la misura straordinaria dell’arrivo dei medici cubani,
che ha garantito continuità assistenziale nei presidi più esposti; il
potenziamento degli organici attraverso concorsi e stabilizzazioni;
l’ammodernamento tecnologico e l’inserimento di una cardiochirurgia pubblica a
Cosenza, scelte che incidono sulla qualità delle cure.
Infine, affermato che la proposta, che consente ai direttori
generali di contrattualizzare liberi professionisti per coprire turni
ospedalieri, rappresenta una risposta necessaria per garantire la continuità
dei servizi nelle aree più fragili, ribadisce il sostegno convinto alla norma,
considerandola un passo importante all’interno di un percorso più ampio di
riforma e rafforzamento del sistema sanitario regionale
Ritiene che il provvedimento in discussione nasca in esito ad una
situazione drammatica verificatasi a Polistena, benché la gravità
dell’emergenza in ambito sanitario riguardi l’intera regione. Sottolineato,
poi, che tale condizione è il risultato di anni di inadeguata gestione,
aggravata dal Piano di rientro e dal blocco del turnover, afferma che la misura
proposta non è sufficiente a risollevare le sorti della sanità regionale,
poiché non affronta le criticità in modo strutturale.
Rileva, ancora, l’insufficienza di ricorrere a medici provenienti
da altri Paesi per risolvere le carenze esistenti, necessitando a suo avviso,
invece, un piano organico e duraturo. Richiama con forza, pertanto, il
principio costituzionale del diritto alla salute, denunciando le gravi
disparità territoriali che si registrano in Calabria, citando esempi concreti,
recentemente verificatisi.
Conclude ribadendo la necessità di interventi strutturali e di una
programmazione seria, capace di garantire equità e sicurezza sanitaria su tutto
il territorio regionale, per evitare il perpetrarsi di eventi tragici.
BARBUTO Elisabetta Maria (Movimento 5 stelle)
Nel ribadire la necessità di affrontare con serietà le criticità della sanità calabrese, sottolinea che il provvedimento in esame, pur rappresentando una risposta immediata, non risolve i problemi strutturali e appare come una misura tampone, in contrasto con le promesse di fine commissariamento e di assunzioni massicce annunciate nel 2025. Evidenzia, quindi, che la situazione negli ospedali resta drammatica, con reparti chiusi e carenze di attrezzature essenziali, riferendo in proposito il caso del broncoscopio mancante che ha costretto un bambino di Crotone a essere trasferito a Napoli.
Conclude annunciando il suo voto favorevole, dettato dal senso di
responsabilità, pur sottolineando che la Calabria ha bisogno di una strategia
organica e di misure stabili che consentano ai cittadini di curarsi nella
propria regione con sicurezza e qualità, superando definitivamente la logica
delle deroghe e delle risposte occasionali.
IIRITI Daniela (Fratelli d’Italia)
Nel tracciare un quadro della situazione sanitaria in Calabria, sottolinea che la seduta odierna dimostra la tempestività nel fronteggiare le emergenze sanitarie, poiché la mancata proroga dei medici in quiescenza avrebbe compromesso la garanzia dei Livelli essenziali di assistenza (LEA).
Precisa, altresì, che la criticità non riguarda solo Polistena, ma interessa diversi presidi della Città metropolitana di Reggio Calabria, tra cui Gioia Tauro e soprattutto Locri, dove le difficoltà sono più marcate.
Ricordato che il risanamento della sanità calabrese è un processo complesso, condizionato da anni di gestione inadeguata, bilanci non approvati, organici ridotti e blocchi del turnover, evidenzia che il presidente Occhiuto ha avviato un percorso di riorganizzazione affrontando anche le emergenze, come dimostra il reclutamento dei medici cubani, inizialmente criticato, ma rivelatosi indispensabile per evitare la chiusura di reparti.
Ribadisce, pertanto, l’importanza di salvaguardare i presidi ospedalieri per garantire il diritto alla salute, contrastare lo spopolamento e assicurare i servizi, soprattutto nelle aree interne. Segnala, altresì, il ruolo attivo del gruppo Fratelli d’Italia, che attraverso il Ministro della Salute, si è prodigata per ottenere la proroga dei medici in quiescenza fino al 2026, e plaude alle iniziative volte a rendere la Calabria più attrattiva per i professionisti sanitari, auspicando anche il rientro dei medici calabresi.
Infine, invita l’intera Assemblea a superare ogni contrapposizione ideologica e a convergere sull’obiettivo comune di una sanità efficiente e competitiva, quale condizione imprescindibile per tutelare i cittadini e rafforzare il sistema regionale.
ALECCI Ernesto (Partito
Democratico)
Ritiene che i problemi della sanità non siano addebitabili solo alla carenza di personale, ma anche all’incapacità di governare e organizzare il sistema, portando ad esempio episodi emblematici che, a suo avviso, evidenziano tali criticità: la PET del presidio Dulbecco di Catanzaro, vecchia di vent’anni e ancora non sostituita nonostante le risorse disponibili; il caso di una famiglia costretta a rivolgersi alla Procura per ottenere presidi salvavita; l’intervento di emergenza a Cutro, ostacolato dalla mancanza di carburante sull’elicottero; i ritardi nella consegna di farmaci salvavita nelle farmacie territoriali; le liste d’attesa interminabili, come quella per una visita diabetologica fissata a nove mesi in un comune lontano e difficilmente raggiungibile.
Segnala, quindi, la lentezza nell’elaborazione degli esami diagnostici, con tempi incompatibili con la gravità delle patologie, e denuncia la mancanza di una pianificazione efficace nonostante l’istituzione di Azienda Zero, che a distanza di anni non ha prodotto il cambio di passo promesso.
Evidenzia anche le difficoltà legate al reclutamento di medici stranieri, con problemi di lingua e di adattamento ai protocolli clinici italiani, e richiama l’attenzione sulla necessità di affrontare le cause ambientali delle malattie, citando l’elevata incidenza tumorale a Crotone e il silenzio sulla bonifica dell’Area SIN ricadente in quel territorio.
Pur riconoscendo la gravità della situazione, annuncia il suo voto favorevole al provvedimento per senso di responsabilità e ribadisce che servono misure strutturali e una vera riorganizzazione dell’intero sistema sanitario.
BRUNO Vincenzo (Tridico
Presidente)
Esprime un pensiero e un ringraziamento ai Comitati civici di Polistena che hanno dato vita al dibattito odierno in Consiglio regionale.
Nel ricordare che in passato il Consiglio regionale era stato escluso
dalle competenze in materia sanitaria per effetto della normativa nazionale e
del commissariamento, sottolinea che la situazione attuale non è frutto di
fatalità, bensì di una gestione inefficiente e di scelte politiche che hanno
prodotto ospedali chiusi, servizi ridotti e carenze organizzative.
Ritiene, quindi, che il Consiglio regionale debba avere competenze di indirizzo sull’operato del Commissario ad acta nella gestione delle criticità che il sistema sanitario non riesce a superare.
Stigmatizza, poi, l’accusa di populismo rivolta alla minoranza e, ribadito che i dati del Piano nazionale Esiti di Age.Na.S. evidenziano le criticità del sistema di emergenza-urgenza in Calabria, ritiene che il compito dei consiglieri sia quello di rivedere e migliorare il sistema in termini di strutture, di attrezzature e di personale, attraverso la partecipazione di tutte le forze politiche, senza distinzione ideologica.
Pur riconoscendone le carenze, annuncia il suo voto favorevole al provvedimento, e richiama l’attenzione sulla situazione in cui versa la struttura “Villa S. Anna” di Catanzaro, auspicando un tempestivo intervento per tenere in vita Cardiochirurgia.
Precisato che la proposta nasce da un forte senso di responsabilità
istituzionale e si inserisce in un quadro di interventi coordinati con
l’emendamento al decreto “Milleproroghe”, con l’obiettivo di fronteggiare la
grave carenza di personale medico, specifica che la misura non sostituisce le
assunzioni strutturali, ma le affianca temporaneamente per garantire la
continuità assistenziale nei reparti più critici, come Pronto Soccorso,
Anestesia e rianimazione, Chirurgia e Medicina interna.
Sottolinea, quindi, che la legge consente il
conferimento di incarichi libero-professionali a medici in quiescenza fino a 72
anni, valorizzando competenze già formate e immediatamente disponibili.
Evidenzia, inoltre, che il provvedimento è rigorosamente regolamentato e
accompagnato da un sistema di monitoraggio e rendicontazione verso la Regione e
il Consiglio, a garanzia della trasparenza.
Richiamato, poi, il contesto di
riorganizzazione in corso nella sanità calabrese, avviato con il risanamento
dei conti e con interventi strategici sotto la guida del presidente Occhiuto,
invita a sostenere l’appello rivolto ai medici calabresi fuori regione affinché
tornino a lavorare in Calabria. Riconosce, inoltre, il ruolo positivo delle
mobilitazioni civiche e dei sindaci, che hanno sollecitato attenzione e
soluzioni concrete, e ribadisce che la salute dei cittadini non può essere
terreno di divisione politica.
Infine, auspica un voto unanime sulla
proposta di legge, considerata uno strumento indispensabile per garantire i
Livelli essenziali di assistenza e dare un segnale di unità su un tema che
riguarda l’interesse generale della comunità calabrese.
Pur riconoscendo che la proposta di legge rappresenta l’unica soluzione
immediata per evitare il blocco dei servizi sanitari, osserva che non è la più
adeguata ad affrontare le criticità strutturali del sistema. Rammentato, poi,
che la sanità calabrese continua a collocarsi agli ultimi posti nelle
classifiche nazionali e che il problema non è solo emergenziale, ma richiede
interventi organici e di lungo periodo, evidenzia la scarsa attrattività della
regione per i professionisti sanitari e propone di agire prioritariamente sul
miglioramento delle condizioni economiche e organizzative per il personale già
in servizio, oltre che sulla sicurezza delle strutture ospedaliere.
Porta, poi, esempi concreti di inefficienze,
come il caso di Corigliano-Rossano, dove sono stati spesi ingenti fondi per
ammodernare reparti rimasti inattivi, e segnala ritardi nell’attivazione di
servizi essenziali in altri presidi, come Paola e l’Ospedale della Sibaritide,
che rischia di non rispondere alle aspettative di eccellenza inizialmente
previste.
Evidenzia, inoltre, la mancata realizzazione
delle Case della salute e le difficoltà nel garantire la continuità delle
guardie mediche, con conseguente sovraffollamento dei Pronto Soccorso.
Denuncia, anche, la persistenza di gravi carenze nelle aree interne, dove la
distanza dai presìdi ospedalieri e la mancanza di mezzi adeguati mettono a
rischio la vita dei cittadini, richiamando episodi recenti che hanno sollevato
forte allarme.
Conclude annunciando voto favorevole per
senso di responsabilità, pur ribadendo che la Calabria ha bisogno di una
strategia strutturale, di investimenti mirati e di una gestione più oculata
delle risorse pubbliche, per garantire sicurezza, efficienza e il diritto alla
salute sancito dalla Costituzione.
Affermato che la proposta di legge in esame rappresenta una misura
necessaria per garantire la continuità dei servizi sanitari, pur non risolvendo
tutte le criticità del sistema, sottolinea che la maggioranza si è assunta la
responsabilità di intervenire con uno strumento straordinario per colmare
temporaneamente un vuoto normativo.
Rammenta, quindi, che negli ultimi anni sono
stati compiuti passi significativi: il reclutamento dei medici cubani, che ha
evitato la chiusura di presidi ospedalieri; l’approvazione dei bilanci delle
Aziende sanitarie, che consente di programmare investimenti; oltre 5.000
assunzioni tra personale sanitario e parasanitario; l’acquisto di nuove
tecnologie e di oltre cento ambulanze; la costituzione del CUP unico per
ridurre le liste d’attesa; l’avvio dei lavori per i tre nuovi Ospedali della
Sibaritide, Vibo e Palmi.
Mette in evidenza, inoltre, gli interventi
mirati sull’Ospedale di Polistena, con la ristrutturazione del Pronto soccorso,
del blocco operatorio e l’installazione di una nuova risonanza magnetica e
annuncia ulteriori lavori su altri presìdi, come Gioia Tauro e Melito.
Conclude invitando a un voto unanime,
sottolineando che la salute dei cittadini non può essere terreno di scontro
politico e che la Calabria deve continuare a lavorare per rendere il sistema
sanitario più attrattivo, anche attraverso benefit e misure di sostegno per i
medici, al fine di consolidare il percorso di riorganizzazione avviato.
FALCOMATÀ
Giuseppe (Partito Democratico)
Critica l’urgenza con cui è stato convocato il Consiglio regionale per l’esame del provvedimento in oggetto, evidenziando l’assenza di una motivazione chiara e documentata all’interno della relazione introduttiva.
Rileva che, durante la discussione, si è assistito da un lato a una difesa pretestuosa della convocazione, dall’altro alla diffusione di informazioni fuorvianti, in particolare in merito alla proroga dei medici in quiescenza. Sottolinea che tale misura non è mancata per omissione ma perché rimossa dal testo del decreto cosiddetto “Milleproroghe”, e non per un difetto di inserimento.
Evidenzia, quindi, l’assenza, nella documentazione allegata, di dati fondamentali per la valutazione del provvedimento, quali, ad esempio, la copertura degli organici nelle aziende sanitarie regionali, lo stato di attuazione dei piani assunzionali e i motivi del ritardo nell’approvazione, da parte del Dipartimento competente, del piano assunzionale del GOM di Reggio Calabria. Ritiene, pertanto, che, a causa dell’assenza di tali strumenti programmatori, la Regione si trovi costretta a ricorrere nuovamente all’impiego di personale medico già in pensione, prospettando uno scenario emergenziale e strutturalmente inadeguato.
Contesta, poi, la narrativa secondo cui il sistema sanitario regionale si trovi in una fase di profonda riorganizzazione, sottolineando come tale fase si protragga da anni, senza che siano visibili risultati concreti in termini di coordinamento tra le aziende sanitarie e tra gli ospedali Spoke e Hub.
Osserva, in proposito, che solo recentemente è stato pubblicato il bando per la nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie e si interroga sui motivi del ritardo, rilevando che i precedenti commissari non disponevano né di un orizzonte temporale congruo né dell’autorevolezza necessaria per esercitare appieno le loro funzioni.
Nel merito della proposta, poi, esprime perplessità sull’affermazione secondo cui sarà introdotto un rigoroso sistema di controllo, ritenendo paradossale la necessità di esplicitare per legge una funzione che avrebbe dovuto essere già strutturalmente operativa.
Censura, ancora, l’ipotizzata assenza di oneri, ritenendo che le risorse necessarie saranno sottratte alle spese per il personale e per le prestazioni sanitarie. Chiede, pertanto, chiarimenti su come si intenda garantire la continuità dei servizi assistenziali a fronte di tali riduzioni.
Ritiene, quindi, che il provvedimento si configuri come misura destinata a protrarsi per almeno due anni, come desumibile dalla previsione di una proroga “12 mesi più 12”.
Richiamati i contenuti del rapporto della Fondazione GIMBE, che certifica il mancato raggiungimento dei livelli essenziali di assistenza (LEA), con criticità in ambito preventivo, distrettuale e ospedaliero, cita il caso del pronto soccorso del GOM di Reggio Calabria, dove un paziente è stato lasciato in osservazione per due giorni e sottoposto a terapia infusionale con la flebo fissata al muro mediante nastro adesivo, in assenza di supporti adeguati, richiamando in proposito le analoghe difficoltà strutturali registrate negli ospedali di Polistena e Locri.
Lamenta, inoltre, la mancanza di attenzione per l’istituzione della facoltà di Medicina di Reggio Calabria, in contrasto con l’attenzione riservata ad altri territori, come nel caso di Cosenza.
Annuncia che il gruppo Moderati voterà a favore della proposta di legge, a suo avviso indispensabile per sostenere gli ospedali delle aree interne e rafforzare il sistema sanitario regionale. Ringrazia, quindi, il presidente Occhiuto per l’impegno profuso anche come commissario ad acta, sottolineando la dedizione e il sacrificio con cui sta affrontando la riorganizzazione della sanità calabrese.
Invita, pertanto, a mantenere un approccio costruttivo, orientato alla programmazione e alla creazione di un sistema più efficiente, evitando atteggiamenti che possano trasformare le criticità in strumenti di consenso politico. Critica, poi, le modalità con cui talvolta vengono diffusi comunicati stampa e dichiarazioni che, a suo avviso, rischiano di mortificare il lavoro dei medici e degli operatori sanitari che ogni giorno garantiscono cure e salvano vite.
Ribadisce che l’opposizione dovrebbe contribuire con proposte concrete e non limitarsi a enfatizzare le difficoltà, mentre riconosce l’azione del Presidente Occhiuto come impeccabile nel perseguire il miglioramento del sistema sanitario regionale. Conclude confermando il voto favorevole e l’impegno a collaborare per garantire ai cittadini calabresi servizi sanitari più sicuri ed efficienti.
OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale
Ringrazia i consiglieri regionali di maggioranza e di minoranza per il clima di condivisione e per il sostegno unanime al provvedimento in discussione, sottolineando che, su questioni riguardanti la sanità, non dovrebbero sussistere divisioni di carattere politico. Precisa che il provvedimento in esame ha natura temporanea e non rappresenta una soluzione strutturale alle criticità del sistema sanitario calabrese.
Rivolge, pertanto, un ringraziamento ai parlamentari calabresi, e in particolare all’onorevole Cannizzaro, per essersi fatti promotori di un emendamento al decreto Milleproroghe, finalizzato a garantire la copertura normativa per la continuità dei servizi sanitari, con specifico riferimento all’ospedale di Polistena.
Rileva che, sebbene la norma approvata dal Consiglio regionale si collochi in un contesto di competenze limitate a causa del commissariamento, essa si rende necessaria per consentire ai direttori generali delle aziende sanitarie di esercitare le proprie responsabilità in assenza di una disciplina nazionale pienamente efficace. Ribadisce, inoltre, che non ha mai sostenuto una narrazione positiva della sanità calabrese, pur riconoscendo che, rispetto al passato, sono stati superati elementi di maggiore arretratezza e che, ciò nonostante, la Regione continua ad occupare una delle ultime posizioni nella graduatoria nazionale dei LEA.
Replica ad alcune affermazioni del consigliere Falcomatà, precisando che la Regione Calabria risulta inadempiente su uno solo dei tre aggregati dei LEA. Ricorda, inoltre, l’impegno assunto in relazione a tematiche specifiche, come l’hospice di Reggio Calabria, richiamando responsabilità amministrative pregresse non affrontate a livello locale. Riafferma, quindi, la sua responsabilità politica e istituzionale, dichiarando di non essersi mai sottratto alle difficoltà connesse alla gestione della sanità regionale e di aver assunto direttamente l’onere del commissariamento.
Rammentando l’eredità di un sistema sanitario fortemente compromesso, caratterizzato da gravi criticità contabili e gestionali, riferisce di aver disposto, come primo intervento, la riqualificazione del pronto soccorso dell’ospedale di Polistena, struttura simbolica per le gravi condizioni in cui versava. Richiama, inoltre, il contributo straordinario dei medici cubani, impiegati inizialmente presso il presidio di Polistena e successivamente in altre strutture ospedaliere regionali.
Spiega, dunque, che il ricorso a soluzioni straordinarie, come l’impiego di medici cubani e l’attivazione di procedure per il reclutamento di personale medico extracomunitario, è stato reso necessario dalla carenza strutturale di personale, aggravata da un lungo periodo di mancato turnover. Evidenzia, anche, che, per finanziare gli incentivi all’assunzione, si è resa necessaria una rimodulazione delle risorse del Programma Operativo Regionale, in quanto l’utilizzo diretto del fondo sanitario nazionale risulta precluso dal regime di commissariamento e dai vincoli del piano di rientro.
Riferito, ancora, che l’obiettivo della Regione è l’uscita dal commissariamento, a condizione che il nuovo Piano di rientro non risulti penalizzante e garantisca margini effettivi di autonomia gestionale, sottolinea l’importanza degli investimenti realizzati nella formazione universitaria, con l’attivazione di corsi di laurea in medicina a Cosenza e a Crotone e con il finanziamento di borse di specializzazione, al fine di costruire un sistema sanitario autosufficiente, progressivamente indipendente dal ricorso a personale estero. In proposito, in risposta al consigliere Falcomatà, ribadisce, come già fatto nella precedente seduta, che l’eventuale proposta di attivazione di un corso di medicina a Reggio Calabria è di competenza dell’Università Mediterranea e non della Regione e che tale proposta non è, ad oggi, stata mai avanzata.
Evidenzia i progressi ottenuti in materia di dotazioni tecnologiche, riferendo che gli obiettivi previsti dal PNRR per le grandi apparecchiature sanitarie sono stati già raggiunti e segnala, tuttavia, un ritardo nell’utilizzo di ulteriori 80 milioni di euro destinati alle aziende sanitarie, determinato dalla necessità di dare priorità alla spesa PNRR, soggetta a stringenti vincoli di rendicontazione.
Ravvisata, inoltre, la necessità di contrastare narrazioni esclusivamente negative che generano sfiducia nella cittadinanza e incentivano la mobilità passiva, afferma che, pur in un quadro complessivamente critico, esistono in Calabria esperienze di eccellenza clinica, come i reparti di ematologia dell’ospedale di Reggio Calabria e il dipartimento di chirurgia dell’esofago dell’ospedale di Cosenza.
Sottolinea, poi, che numerose innovazioni normative sono state promosse dalla Regione, tra cui l’inserimento degli specializzandi nel sistema sanitario, la loro partecipazione ai turni di guardia medica e l’adozione di misure per la sicurezza nelle postazioni di continuità assistenziale, in collaborazione con le forze dell’ordine.
Fatto riferimento alle difficoltà attuative riscontrate nell’ambito degli investimenti destinati a case e ospedali di comunità, richiama la responsabilità di Invitalia quale soggetto attuatore e assicura che la Regione Calabria sarà in grado di rispettare i termini di rendicontazione previsti, a differenza di quanto già accaduto in altre regioni, tra cui la Puglia.
Infine, invita a mantenere un clima di collaborazione istituzionale, riconoscendo il ruolo dell’opposizione e auspicando che, anche in futuro, si possano registrare ampie convergenze sui temi di maggiore rilevanza per la collettività.
Posti ai voti gli articoli
1 e 2 che sono approvati, riferisce che all’articolo 3 è stato presentato
l’emendamento protocollo numero 1473, a firma del consigliere Polimeni.
Illustra l’emendamento
finalizzato a integrare l'elenco delle aree cliniche e assistenziali
identificate come prioritarie dall'articolo 3 della proposta di legge in
discussione.
Precisato che la finalità è
quella di rispondere in modo più completo alla grave carenza di personale
medico che impedisce la piena efficienza del Servizio sanitario regionale
calabrese, sottolinea che la radiodiagnostica rappresenta una funzione trasversale
e fondamentale per l'intero percorso di cura del paziente ed è strettamente
interconnessa con i servizi di emergenza-urgenza e con i reparti d’area medica
e chirurgica già citati nel testo originario del provvedimento.
Rilevato come la carenza di
medici anche nel settore della radiodiagnostica determini un rallentamento
all’intera area della medicina d’emergenza, precisa che l'emendamento
interviene sull'articolo 3, comma 1, lettera a), aggiungendo la dicitura “radiodiagnostica”
dopo le parole “pronto soccorso”, affinché le Aziende del Servizio sanitario
regionale possano conferire incarichi di lavoro autonomo a questa categoria di
medici in quiescenza, applicando i medesimi criteri di idoneità psico-fisica e
onorabilità professionale previsti per le altre discipline.
Precisato che con la
modifica proposta non si altera l'impianto finanziario della legge, in quanto,
come previsto dall'articolo 7, gli oneri restano a carico dei bilanci delle
singole Aziende sanitarie, senza comportare nuovi o maggiori oneri a carico del
bilancio regionale, sottolinea che l'intervento si pone in perfetta coerenza con
l'obiettivo della legge di garantire l'erogazione dei Livelli Essenziali di
Assistenza attraverso il recupero di competenze già consolidate e
immediatamente disponibili nel sistema.
Precisa, infine, che
all’interno del provvedimento in discussione è già manifesta la volontà
normativa di guardare a tutte le categorie professionali, raccomandando alle
Aziende di andare oltre alla dicitura “prioritariamente”, provvedendo così a
tamponare tutte le situazioni di sopravvenuta emergenza.
Pome ai voti l’emendamento
protocollo numero 1473, che è approvato con il parere favorevole della Giunta e
del relatore.
Indi, posto ai voti
l’articolo 3, che è approvato per come emendato, pone in votazione gli articoli
4,5,6, 7 e 8, che sono approvati così come la proposta di legge nel suo
complesso, che è approvata all’unanimità, per come emendata, con richiesta di
autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
Indi, esauriti i punti
all’ordine del giorno, toglie la seduta.
La seduta termina alle
15.47
La funzionaria IEQ
Dott.ssa Giada Katia Helen
Romeo