
XIII^ LEGISLATURA
RESOCONTO SOMMARIO
N. 6
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SEDUTA DI
martedì 27 gennaio 2026
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SALVATORE CIRILLO
E DEL VICEPRESIDENTE GIACOMO PIETRO CRINÒ
Inizio
lavori h. 15,14
Fine
lavori h. 19,02
INDICE
DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore
Per la “Giornata della Memoria”
Sui danni causati in Calabria dal ciclone Harry
OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale
Sui danni causati in Calabria dal ciclone Harry - seguito
ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)
BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)
FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)
GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)
IIRITI Daniela (Fratelli
d’Italia)
SCUTELLÀ Elisa (Movimento 5 Stelle)
SANTOIANNI Elisabetta (Forza Italia)
CAPUTO Pierluigi
(Occhiuto Presidente), relatore
FALCOMATÀ
Giuseppe (Partito Democratico)
GIANNETTA
Domenico (Forza Italia) , *, *
GRECO Filomena (Casa
Riformista – Italia Viva)
LAGHI Ferdinando
(Tridico Presidente)
PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli
d’Italia)
RANUCCIO
Giuseppe (Partito Democratico)
GRECO Filomena (Casa
Riformista – Italia Viva), *, *
PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli
d’Italia), relatore, *
SANTOIANNI
Elisabetta (Forza Italia)
GIANNETTA Domenico (Forza Italia), relatore
GIANNETTA Domenico (Forza Italia), relatore
LAGHI
Ferdinando (Tridico Presidente)
SCUTELLÀ
Elisa (Movimento 5 Stelle)
FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)
GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)
SANTOIANNI Elisabetta (Forza Italia), *
GIANNETTA Domenico (Forza Italia)
BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)
BRUTTO Angelo (Fratelli d’Italia)
DE CICCO
Francesco (Democratici Progressisti Meridionalisti)
FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)
GIANNETTA Domenico (Forza Italia), relatore
GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva), *
MADEO Rosellina (Partito Democratico)
MATTIANI Giuseppe (Lega Salvini Calabria)
Interrogazioni ex art. 121 Reg. Int.
Interrogazioni a
risposta scritta
RANUCCIO
Giuseppe (Partito Democratico)
MADEO Rosellina (Partito
Democratico)
BRUNO Vincenzo (Tridico
Presidente)
BRUNO Vincenzo (Tridico
Presidente)
Presidenza del presidente Salvatore
Cirillo
La seduta inizia alle 15,14
Dà avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a dare lettura del
verbale della seduta precedente.
Dà lettura del verbale della seduta precedente.
(È approvato senza
osservazioni)
“Presidente, colleghe e colleghi, voi tutti
presenti in Aula, in apertura dei lavori desidero ricordare che oggi è la
“Giornata della Memoria”. È un momento in cui, come Istituzioni, sentiamo il
dovere di ricordare le vittime della Shoah e di ogni persecuzione basata
sull’odio e sulla discriminazione.
La memoria non è un esercizio rivolto al passato, ma un
impegno per il presente. Ci chiede di vigilare sulle nostre parole e sulle
nostre decisioni, per educarci ed educare, soprattutto le giovani generazioni,
al rispetto della dignità umana.
Da quest’Aula vogliamo affermare con forza che ogni forma di
antisemitismo, razzismo e odio non trova spazio nelle nostre comunità.
Il nostro impegno, come Consiglio regionale della Calabria,
è tradurre la memoria in scelte concrete e responsabili a tutela della dignità
della persona, della libertà e della democrazia”.
(L’intervento
del Presidente è riportato integralmente)
“Allo stesso modo, il nostro impegno civile
ci chiede oggi di rivolgere un pensiero alle comunità calabresi duramente
colpite dalla violenta ondata di maltempo dei giorni scorsi.
A loro, ai Sindaci e agli amministratori locali, che con
coraggio stanno affrontando danni e disagi, esprimo la piena vicinanza mia e di
questa Assemblea.
In queste ore si è attivata una forte sinergia
istituzionale, che ha visto il coinvolgimento costante degli amministratori
locali, della deputazione calabrese e della Regione, e che ha portato il
Governo a riconoscere lo stato di emergenza.
È nostro compito, di tutti, stare accanto ai territori e
alle comunità colpite perché nessuno venga lasciato solo”.
(L’intervento
del Presidente è riportato integralmente)
Riferisce di aver partecipato, alla presenza del Presidente del
Consiglio, del sottosegretario Mantovano, del ministro Musumeci e dei
Presidenti delle Regioni Calabria, Sicilia e Sardegna, a una riunione svoltasi
a Palazzo Chigi, precisando che la Calabria è stata la prima Regione a
richiedere la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, successivamente
estesa anche alle altre Regioni e poi approvata dal Governo.
Puntualizza, quindi, che alla dichiarazione dello stato di
emergenza seguirà un’ordinanza della Protezione Civile con la nomina dei
Presidenti delle Regioni quali commissari delegati, atto necessario per
consentire interventi urgenti in deroga al Codice della Protezione Civile.
Comunica, pertanto, che è stato disposto un primo stanziamento
complessivo di 100 milioni di euro, ripartiti in parti uguali tra le tre
Regioni, destinato a coprire le primissime spese sostenute dai Comuni per le
attività di somma urgenza e di ripristino.
Evidenzia, inoltre, che è in corso una prima ricognizione dei
danni, propedeutica all’adozione di un decreto-legge che garantirà le risorse
necessarie alla ricostruzione, secondo il modello già adottato dopo l’alluvione
in Emilia-Romagna. Riferisce, altresì, che le stime preliminari, ancora
approssimative, quantificano i danni in circa 300 milioni di euro per la
Calabria, 200 milioni per la Sardegna e 750 milioni per la Sicilia.
Sottolineata la particolare vulnerabilità di numerosi tratti di
lungomare, realizzati con criteri non adeguati agli eventi meteorologici
estremi, segnala la necessità di interventi urgenti di messa in sicurezza e comunica
che l’assessore Mancuso e il Presidente della Protezione Civile, Costarella,
stanno lavorando alla costituzione di una struttura dedicata alla ricognizione
rapida dei danni.
Ritiene, quindi, che prioritariamente sia necessario un intervento
immediato per il ristoro dei danni subiti da privati ed esercenti, richiamando
le gravi situazioni riscontrate a Catanzaro Lido e lungo il litorale ionico,
dove numerose attività economiche risultano distrutte o gravemente compromesse.
Chiede, inoltre, l’attivazione di un piano straordinario di
mitigazione del rischio e di difesa delle coste, comprensivo di interventi di
ripascimento e di ulteriori opere realizzabili in deroga, al fine di affrontare
contemporaneamente più criticità.
Riferisce, ancora, che i Presidenti delle tre Regioni hanno
rappresentato al Governo posizioni convergenti, sottolineando la necessità di
interventi rapidi e risorse adeguate e segnala di aver posto all’attenzione del
Governo anche il tema delle concessioni demaniali e della necessità di valutare
eventuali interlocuzioni con l’Unione europea, considerata la distruzione
totale di alcuni stabilimenti balneari.
Espresso, poi, un sentito ringraziamento al sistema di Protezione
Civile regionale, ai Sindaci e ai volontari per l’attività svolta, che ha
consentito di evitare vittime grazie alle evacuazioni tempestive e agli
interventi immediati sul territorio, evidenzia l’impegno dei volontari nelle
operazioni di sgombero di sabbia e fango e nella manutenzione urgente delle
infrastrutture.
Richiama, infine, il tema dell’abusivismo edilizio e dell’uso
improprio del suolo, ricordando i risultati del Protocollo d’intesa
sottoscritto con Legambiente, che ha consentito un incremento degli
abbattimenti negli ultimi anni e auspica che siano precluse nuove ricostruzioni
in aree esposte a rischio, citando il caso del complesso residenziale di Bova
quale esempio emblematico delle criticità generate da scelte urbanistiche del
passato.
Infine, ribadisce l’impegno del Governo regionale a ottenere tutte
le risorse necessarie per la ricostruzione e sottolinea la necessità di
rafforzare una cultura del rispetto dell’ambiente e del territorio, quale
presupposto indispensabile per la tutela della sicurezza e della vita dei
cittadini.
Dà lettura delle comunicazioni.
Ringrazia il Presidente della Giunta per le
informazioni fornite in merito alle procedure attivate e agli stanziamenti
previsti per il ristoro dei danni subiti da privati e imprenditori colpiti
dagli eventi calamitosi. Si associa, inoltre, ai ringraziamenti rivolti ai
volontari e al sistema di Protezione civile regionale, ricordando come nella
scorsa Legislatura il Consiglio regionale abbia approvato all’unanimità una
riforma organica della Protezione civile, definita una pagina significativa
della politica regionale.
Espresso anch’egli apprezzamento per l’impegno dei
volontari, dei Sindaci e degli amministratori locali che stanno operando per
sostenere le comunità colpite, richiama il ruolo costruttivo che anche la
minoranza è chiamata a svolgere per contribuire alla crescita e alla sicurezza
del territorio regionale.
Sottolinea, quindi, una criticità già evidenziata in
passato, ricordando di aver presentato nel marzo 2022 un’interrogazione
all’allora assessore ai lavori pubblici sul grave ritardo nella spesa delle
risorse destinate alla difesa delle coste, evidenziando che all’epoca
risultavano disponibili 65 milioni di euro già stanziati ma non utilizzati,
destinati a interventi di mitigazione del rischio di erosione costiera.
Ricorda, pertanto, che le motivazioni sottese ai
ritardi già nel 2022 apparivano non più adeguate, considerato il tempo
trascorso, richiamando in proposito passaggi letterali della risposta
all’interrogazione a suo tempo ricevuta.
Rileva, quindi, che a distanza di quattro anni, molti
degli interventi programmati sulle coste ionica e tirrenica non risultano
ancora avviati e sottolinea come eventi recenti abbiano dimostrato la gravità
dei rischi, evidenziando che, se il fenomeno avesse colpito altri tratti di
costa, le conseguenze avrebbero potuto essere ancora più gravi.
Conclude affermando che, oltre alla necessità di reperire risorse, è
indispensabile garantirne la tempestiva spesa.
Precisa, a chiarimento di quanto emerso nel dibattito, che le osservazioni formulate dal consigliere Alecci sono in parte condivisibili, ma ritiene necessario fornire alcune precisazioni. Conferma, infatti, che i ritardi accumulati sono stati in parte determinati dall’emergenza Covid-19, ma evidenzia che, delle risorse complessivamente disponibili pari a 65 milioni di euro, interventi per circa 47 milioni risultano già avviati.
Aggiunge che ulteriori criticità sono derivate dall’aumento generalizzato dei prezzi, che ha interessato l’intero mercato degli appalti pubblici, incidendo sui tempi di realizzazione delle opere e riferisce che, per i restanti 18 milioni di euro, sono già state affidate le progettazioni relative agli interventi programmati.
Evidenzia infine che, nel corso di recenti riunioni istituzionali dedicate ai temi della difesa del suolo, la Regione Calabria è stata indicata come esempio virtuoso per la capacità di spesa, risultando tra le Regioni che hanno investito maggiormente nel settore. Pur riconoscendo che il dissesto idrogeologico rappresenta una criticità particolarmente rilevante per il territorio calabrese, ribadisce che vi sono atti ufficiali che attestano l’impegno e i risultati conseguiti dall’Amministrazione regionale.
Ringrazia, preliminarmente, il presidente Occhiuto per l’opportunità di
intervenire su un tema di particolare rilevanza alla luce degli ingenti danni
causati, negli ultimi giorni, dal ciclone Harry, che ha colpito, in particolare,
la fascia ionica catanzarese, mettendo in seria difficoltà numerose piccole e
medie imprese operanti nei settori del turismo, dell’artigianato e della
manifattura.
Reputa che la prima stima dei danni, pari a 300 milioni di euro, sia inevitabilmente
destinata ad aumentare, considerata la gravità delle criticità che interessano
anche l’entroterra e il sistema viario provinciale, in particolare nella
provincia di Catanzaro, già compromesso da difficoltà strutturali e
finanziarie.
Sottolineata la necessità di sollecitare Comuni e Province a una
puntuale ricognizione dei danni, ritiene che la problematica del dissesto
idrogeologico non possa essere affrontata esclusivamente in fase emergenziale,
ma richieda, piuttosto, un’azione strutturata e preventiva.
Rilevata l’esistenza di Piani e studi elaborati al riguardo negli anni
passati, evidenzia, tuttavia, che le opere previste sono state realizzate solo
in parte, nonostante la disponibilità delle risorse finanziarie.
Rivolto l’invito a promuovere un patto condiviso tra tutte le forze
politiche del Consiglio regionale per l’attuazione di un Piano straordinario di
prevenzione e difesa del territorio, sollecitando un maggiore intervento del
Governo nazionale, chiede, altresì, di valutare l’attivazione del Fondo di
solidarietà dell’Unione europea, al fine di sostenere i territori colpiti e
garantire ristori rapidi, anche in vista della prossima stagione turistica.
Espressa, infine, vicinanza alle comunità maggiormente colpite, in
particolare agli abitanti di Catanzaro Lido e delle località costiere, assicura
il pieno sostegno dell’opposizione per l’attuazione di iniziative condivise finalizzate
a tutelare la sicurezza dei cittadini e il futuro economico della Calabria.
Sottolineati i danni ingenti subiti, in particolare, dai Comuni del litorale catanzarese a causa delle mareggiate degli ultimi giorni, riferisce, nello specifico, il crollo di numerose strade e di tratti di lungomare, con una stima dei danni inevitabilmente destinata ad aumentare.
Ritenuto che l’assenza di vittime sia dovuta soprattutto al corretto
funzionamento della macchina dell’emergenza, sia sotto il profilo della
comunicazione, attraverso gli avvisi della Protezione civile, sia per le azioni
coordinate della Regione, che hanno consentito evacuazioni tempestive e
interventi efficaci, sottolinea, in particolare, la prontezza di intervento dei
volontari, degli operatori della Protezione civile e degli amministratori
locali.
Evidenzia, altresì, oltre al coinvolgimento umano del presidente
Occhiuto, la tempestività della richiesta dello stato di emergenza, deliberato
in 48 ore, cui è seguita la risposta immediata del Governo con lo stanziamento
di 100 milioni di euro per le somme urgenze.
Invita, quindi, alla coesione politica di fronte alle calamità,
auspicando, in momenti di emergenza, una posizione unitaria della classe
dirigente regionale, evitando le polemiche, riferendosi nello specifico alle
dichiarazioni dei consiglieri di opposizione.
Sottolineata, infine, la necessità di effettuare interventi strutturali
sulle coste, reputa che l’erosione del litorale rischi di compromettere le attività
turistiche e gli stabilimenti balneari, rendendo necessarie azioni congiunte e
non divisive.
Evidenziato che le risorse stanziate dal Consiglio dei ministri
risultano del tutto insufficienti rispetto alla gravità dei danni subiti dalla
Calabria, reputa che i 33 milioni previsti appaiono sproporzionati se
confrontati con gli ingenti investimenti nazionali in spese militari e con le
risorse stanziate per le Olimpiadi di Milano-Cortina, attinte queste ultime,
persino, dal Fondo per le vittime di mafia.
Sottolineato che la risposta del Governo è percepita come inadeguata e
politicamente sbilanciata, rileva l’assenza della Presidente del Consiglio in
Calabria, diversamente da quanto avvenuto in altre regioni colpite in passato
da eventi calamitosi.
Ritenuto che la Calabria abbia bisogno non soltanto di interventi
di protezione costiera, ma anche di ripascimento per mitigare l’impatto delle
mareggiate, sottolinea la necessità e l’urgenza di colmare la lacuna normativa
sull’estrazione dei materiali nelle fiumare, misura considerata utile sia per
la sicurezza del territorio sia per l’economia locale.
Evidenzia, infine, che l’opposizione si dichiara disponibile a
collaborare su interventi strutturali e condivisi, al fine di colmare le
carenze normative e garantire una reale messa in sicurezza delle coste
calabresi.
Ringraziato, preliminarmente, il presidente Occhiuto per l’informativa
ricevuta, ricorda interventi costieri programmati negli anni 2015‑2016 e
mai avviati, tra cui opere finanziate con fondi POR e lavori urgenti per porti
e litorali.
Sottolineata la necessità di fornire adeguato supporto ai sindaci,
spesso lasciati soli di fronte alle difficoltà e alla pressione dei cittadini,
chiede alla Giunta di attivare rapidamente tutte le risorse disponibili, sia
quelle già assegnate sia quelle provenienti dal Governo.
Ritenuto che gli eventi climatici estremi tenderanno a ripetersi,
imponendo interventi non solo sulle coste ma anche sui fiumi e sulle aree
montane, rileva che occorrono operazioni di pulizia delle spiagge, rimozione di
rifiuti e plastica e interventi strutturali su tutto il sistema idrogeologico.
Rivolto un sentito ringraziamento ai volontari del terzo settore,
manifesta solidarietà alle famiglie e alle imprese colpite.
Sottolineato, infine, che l’autonomia differenziata desta forte
preoccupazione, reputa che settori come sanità, istruzione e tutela ambientale
debbano restare di competenza statale perché Regioni fragili come la Calabria
non avrebbero risorse sufficienti per affrontare emergenze di tale portata.
Stigmatizzate le dichiarazioni del consigliere Polimeni relativamente al
ruolo dell’opposizione, respinge le accuse di pessimismo e le censure per una
diversa narrazione della Calabria da parte della minoranza.
Giudicati insufficienti i 33 milioni di euro destinati alla Calabria
rispetto alla richiesta di 300 milioni e rispetto alla spesa nazionale in
armamenti, esprime indignazione anche per l’assenza della Presidente del
Consiglio nei territori colpiti.
Ritenute inopportune le polemiche di fronte a una tragedia di
tale portata, reputa, altresì, strumentali le osservazioni relative all’assenza
della Presidente del Consiglio dei ministri nei territori colpiti.
Riferito che qualche giorno fa una delegazione istituzionale, insieme al
presidente Occhiuto, ha visitato i territori colpiti, sottolinea che la
presenza di deputati e rappresentanti del Governo costituisce il segno tangibile
di un impegno politico concreto e operativo.
Ribadito quanto affermato dal presidente Occhiuto in merito allo
stanziamento dei 33 milioni, che costituiscono soltanto la prima tranche
di risorse, precisa che tali fondi coprono le somme urgenze e i primi
interventi di messa in sicurezza, con ulteriori finanziamenti attesi nelle fasi
successive.
Manifestato apprezzamento per il funzionamento della gestione
dell’emergenza, grazie, a suo avviso, a una rete istituzionale efficiente, che
ha garantito l’incolumità dei cittadini, sottolinea l’immediata attivazione
della richiesta dello stato di calamità da parte della Giunta regionale.
Rivolto l’invito a fare fronte comune, valutando con obiettività il
lavoro svolto, reputa necessario manifestare solidarietà, sensibilità e impegno
verso le imprese, le famiglie e i territori colpiti, nella convinzione che la
Calabria saprà rialzarsi.
Chiede l’inserimento all’ordine dei lavori di un ordine del giorno
relativo alla revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti
agricoli e alimentari.
Pone ai voti l’inserimento dell’ordine del giorno che è approvato.
Illustra
la proposta di legge che mira a disciplinare e sostenere l’utilizzo
dell’intelligenza artificiale in Calabria, favorendone la diffusione nei
diversi settori economici e sociali della regione e introducendo un primo
scenario sperimentale su scala regionale, a costo zero per l’Ente, volto a garantire un uso etico, sicuro e
trasparente, promuovendo l’innovazione, valorizzando le competenze presenti sul
territorio e diffondendo una cultura digitale che coinvolga Istituzioni, Enti
locali, Sistema educativo, imprese e cittadini.
Evidenzia, inoltre, che il provvedimento riveste un rilevante interesse
strategico, poiché intende dotare la Calabria di un quadro normativo organico
in materia di intelligenza artificiale, collocando la Regione come la prima in Italia ad affrontare
in modo strutturato una tecnologia destinata a incidere profondamente
sull’organizzazione della Pubblica amministrazione, sui servizi ai cittadini e
sui processi decisionali.
Spiega,
poi, che la proposta si inserisce nel più ampio contesto del processo
regolatorio europeo avviato a
partire dal 2020, fondato sulla consapevolezza dell’impatto crescente dell’IA
sulla società, sul lavoro, sulla formazione e sull’economia, e sulla necessità
di un intervento legislativo tempestivo per governarne i cambiamenti.
Prosegue informando che il testo si articola attorno a tre elementi: i
principi generali, con particolare attenzione alla promozione di un’adozione
responsabile dell’IA nella Pubblica amministrazione regionale, finalizzata al
miglioramento della qualità dei servizi ai cittadini e all’efficientamento
delle procedure interne; l’istituzione di un registro regionale delle persone
fisiche e giuridiche operanti nel campo dell’intelligenza artificiale,
accompagnato da meccanismi di premialità nei bandi regionali; l’istituzione di
un Ufficio regionale per l’IA, con funzioni di coordinamento, promozione,
informazione e monitoraggio.
Infine, evidenzia che la
proposta di legge esprime la volontà di investire sull’intelligenza artificiale
e sulle nuove tecnologie come leve di sviluppo per la Calabria e ricorda che
essa è stata oggetto di un approfondito esame nella precedente Legislatura, con
audizioni qualificate e invita tutte le forze politiche, incluse quelle di
minoranza, a sostenere il provvedimento, riconoscendone il valore strategico
per il futuro della regione.
Premesso
di non avere complessivamente un’idea pregiudiziale sulla proposta, si riserva,
però, di formulare alcune critiche, avanzando osservazioni migliorative.
Evidenzia, quindi, come, nonostante il testo sia già stato esaminato dalla
competente Commissione consiliare nella precedente Legislatura, l’attuale
Assemblea sia in larga parte composta da nuovi consiglieri e, pertanto, per
molti si tratta di un primo esame del provvedimento che meriterebbe ulteriori
approfondimenti.
In
particolare, apprezza l’istituzione di strumenti di monitoraggio etico, i
meccanismi di premialità a sostegno dell’economia locale e il principio della
cosiddetta “riserva di umanità”, che garantisce il controllo umano sui processi
decisionali automatizzati, tuttavia, esprime dubbi circa possibili profili di
incostituzionalità, soprattutto in relazione all’uso dell’intelligenza
artificiale in ambito sanitario e al trattamento dei dati personali, materie di
competenza esclusiva dello Stato.
Inoltre, contesta
la previsione dell’invarianza finanziaria, ritenuta inadeguata rispetto alla
necessità di investire in modo significativo sull’intelligenza artificiale, in
particolare nella formazione del personale e nell’assunzione di figure
altamente specializzate, al fine di garantire un utilizzo competente e
responsabile di tali strumenti. Chiede, poi, ulteriori chiarimenti in merito ai
criteri di premialità previsti nei bandi, sia sotto il profilo della loro
natura (punteggi aggiuntivi o risorse economiche) sia rispetto al rischio di
creare disparità di trattamento tra i soggetti beneficiari. Segnala, infine, la
necessità di integrare il testo con riferimenti più espliciti alla sicurezza
informatica, considerata la crescente frequenza degli attacchi cyber e di
correggere alcuni refusi presenti nel provvedimento. Alla luce di tali
considerazioni, propone un nuovo passaggio in Commissione, al fine di evitare
che la legge resti una dichiarazione di intenti e di garantire una corretta
attuazione. Annuncia, infine, che se la proposta di riesame verrà respinta si
asterrà dal voto.
Sottolineata
l’importanza che il Consiglio regionale affronti il tema dell’intelligenza
artificiale, alla luce delle molteplici applicazioni già note e delle
potenzialità ancora inesplorate, evidenzia, quindi, come questa trasformazione
rappresenti una rivoluzione di enorme portata che necessita di essere governata
per evitare utilizzi impropri o potenzialmente dannosi.
Rilevato,
poi, che la proposta di legge giunge in Aula senza essere stata esaminata dalle
Commissioni nell’attuale Legislatura, richiama il fatto che tale circostanza ha
impedito ai nuovi consiglieri di contribuire con osservazioni o proposte.
Osserva, inoltre, di non comprendere l’urgenza che avrebbe determinato
l’inserimento all’ordine del giorno odierno, considerato che nella stessa
relazione introduttiva si ammette l’assenza di un quadro regolatorio europeo e
nazionale definito.
Chiede,
pertanto, su quale base il Consiglio regionale sia chiamato a legiferare in
attesa di una futura e non meglio precisata proposta di legge nazionale
annunciata dal Ministro per l’innovazione tecnologica.
Riferendosi,
ancora, al contenuto della proposta, osserva che la stessa introduce
l’istituzione di un registro regionale dell’intelligenza artificiale, la
previsione di premialità nei bandi regionali per soggetti iscritti al registro
e la creazione di un ufficio regionale dedicato, ma comporta anche la nomina di
due esperti da parte della Giunta e di uno da parte del Consiglio regionale.
Pur riconoscendo che si tratterebbe di incarichi a titolo gratuito, ne
evidenzia comunque la rilevanza curriculare.
Richiama,
infine, la necessità di un approccio serio e approfondito e ribadisce l’obbligo
per tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione, di valutare con
attenzione le implicazioni legate all’uso dell’intelligenza artificiale. Alla
luce di tali considerazioni, chiede il rinvio della proposta in Commissione,
ritenendo che non sussistano condizioni di urgenza tali da impedirne un
ulteriore approfondimento.
Manifestato
apprezzamento nei confronti della proposta di legge in discussione, sottolinea
come rappresenti un significativo passo in avanti nel rendere l’Amministrazione
più efficiente e maggiormente proiettata verso l’innovazione.
Rivolto,
quindi ,un plauso al consigliere Caputo per aver portato in Aula una proposta sulla
materia, annuncia la volontà di sottoscriverla, anche alla luce
dell’emendamento presentato, volto a rafforzarne i contenuti con particolare
riferimento alla sperimentazione in ambito sanitario, contribuendo al
miglioramento complessivo del sistema sanitario regionale.
Illustra,
quindi, i principali punti dell’emendamento da lui proposto, articolato su tre
direttrici: il miglioramento delle liste d’attesa; il rafforzamento
dell’assistenza territoriale, al fine di ridurre il ricorso improprio ai Pronto
soccorso e consentire il monitoraggio da remoto dei pazienti più fragili; il supporto
al processo diagnostico attraverso strumenti di intelligenza artificiale,
incrementando la qualità delle diagnosi e favorendo l’individuazione delle
patologie più complesse.
Sottolinea,
inoltre, che si tratta di un percorso da promuovere in stretta collaborazione
con le Università calabresi, ritenute attori fondamentali per garantire
competenze e affidabilità scientifica.
Rivolge,
quindi, un invito alla minoranza a dimostrare senso di responsabilità e a
votare unanimemente la legge, preannunciando l’illustrazione degli emendamenti
e del subemendamento presentati.
Evidenzia
come l’intelligenza artificiale sia ormai parte strutturale della quotidianità,
generando importanti opportunità ma anche rischi concreti e richiama il lungo
percorso avviato dall’Unione Europea che, da oltre sei anni. è impegnata nella
definizione di un quadro regolatorio sull’utilizzo dell’intelligenza
artificiale, cui stanno seguendo, a cascata, norme nazionali e provvedimenti
regionali volti a indirizzare l’impiego degli strumenti digitali. Ricorda,
inoltre, il contributo fornito nel 2023 dalla Conferenza delle Regioni, che ha
affrontato il tema mettendo in evidenza, tra le altre criticità, il rischio
delle cosiddette AI divide, ovvero la possibilità che si crei un divario
tra chi è in grado di utilizzare correttamente l’intelligenza artificiale e chi
ne è escluso.
Fa
riferimento, poi, alla legge numero 132 del settembre 2025, osservando che tale
provvedimento non sembra essere richiamato nel testo oggi all’esame dell’Aula.
Sottolineato,
quindi, che l’assenza di raccordi espliciti con la normativa statale impone una
riflessione aggiuntiva, alla luce della delicatezza e della natura fortemente
tecnica delle materie trattate, giudica fondata la richiesta di rinviare il
testo all’esame della Commissione, affinché vi sia il tempo necessario per
apportare contributi migliorativi che l’argomento richiede.
Ringrazia preliminarmente il consigliere Caputo e la consigliera De
Francesco, già Presidente della prima Commissione consiliare, per aver
riportato all’esame dell’Aula la proposta di legge, già presentata e discussa
nella precedente Legislatura e successivamente rielaborata durante il periodo
in cui egli stesso deteneva la delega alla transizione digitale, anche grazie
al contributo delle Università della Calabria.
Evidenzia che la materia dell’intelligenza artificiale costituisce un
ambito peculiare, nel quale una legislazione eccessivamente prescrittiva
rischierebbe di limitare lo sviluppo di un settore caratterizzato da rapidità
evolutiva e da ingenti investimenti economici.
Ritiene, pertanto, necessario preservare la libertà di iniziativa degli
operatori, pur mantenendo un quadro di orientamento strategico da parte delle
istituzioni.
Sottolinea come la politica abbia il dovere di guardare con lungimiranza
al futuro del territorio, adottando scelte capaci di incidere non solo
nell’immediato, ma anche nei prossimi decenni.
Osserva, poi, che la proposta di legge non introduce vincoli o
restrizioni per chi intenda investire nell’intelligenza artificiale, ma mira a
definire alcune linee guida su come la Regione intenda accompagnare e
monitorare tale sviluppo.
Indica, quindi, tra i principali ambiti d’intervento la modernizzazione
della pubblica amministrazione, la digitalizzazione dei processi e l’adozione
progressiva di strumenti basati su sistemi intelligenti, già ampiamente diffusi
nelle amministrazioni europee.
Precisa che l’obiettivo non è frenare l’innovazione, ma garantire
un’attenta vigilanza per evitare potenziali danni o controindicazioni, ponendo
sempre al centro la tutela della persona.
Richiama, in tal senso, i principi espressi nei documenti dell’Unione
Europea, che orientano l’immissione sul mercato e l’utilizzo dei sistemi di
intelligenza artificiale verso la sicurezza, la privacy, la trasparenza, la non
discriminazione e il benessere sociale e ambientale.
Affermando che si tratta di un settore senza confini fisici o giuridici
rigidi, nel quale non possono essere introdotti “paletti” che ne limitino
l’evoluzione, ritiene che l’unico elemento imprescindibile sia il rispetto dei
valori etici che caratterizzano la comunità italiana ed europea.
Sottolinea, quindi, la necessità di un controllo umano costante sugli
algoritmi capaci di apprendimento automatico, affinché il loro utilizzo rimanga
coerente con i principi fondamentali della società.
Infine, giudica la proposta di legge capace di avviare correttamente i
processi nel settore, pur riconoscendo, come osservato in precedenza, che ogni
normativa può essere ulteriormente migliorata nel tempo, in coerenza con
l’evoluzione della materia.
Presidenza del
vicepresidente Giacomo Pietro Crinò
Attesa l’importanza della proposta in discussione e della relazione del consigliere Caputo, che spiega le ragioni per le quali la proposta di legge sia stata portata direttamente all’esame dell’Aula, nonostante l’insediamento recente delle Commissioni, evidenzia la necessità di approfondirne nuovamente i contenuti, al fine di verificare se le osservazioni raccolte nel corso delle audizioni siano state integralmente recepite nel testo, motivo per cui aveva predisposto un intervento volto a sottolineare le fragilità della proposta stessa.
Giudica, pertanto, la proposta poco strutturata e in parte generica, poiché ritiene che si limiti a richiamare principi già definiti dall’Unione Europea, introducendo, per contro, elementi che potrebbero invadere ambiti di competenza statale.
Sottolinea, inoltre, criticità legate all’istituzione di registri, premialità nei finanziamenti e alla nomina di esperti, senza che sia chiaro quale sia l’effettiva portata operativa del provvedimento.
Esprime dissenso rispetto all’affermazione, avanzata in precedenza, secondo cui l’intelligenza artificiale sarebbe un settore da regolamentare il meno possibile e dichiara forti preoccupazioni per l’impatto che tali tecnologie potrebbero avere sulla vita dei cittadini, già oggi condizionata dall’uso dei social, e teme che l’intelligenza artificiale, se non adeguatamente disciplinata da figure competenti, possa risultare invasiva nei diversi contesti della società e del sistema produttivo.
Per tali ragioni si associa alle posizioni espresse dai colleghi Falcomatà e Laghi, ritenendo opportuno riportare la proposta in Commissione per un ulteriore approfondimento, volto a costruire un testo più solido e maggiormente rispettoso delle competenze normative e delle esigenze di tutela dei cittadini.
Riferisce poi di essersi inizialmente orientata verso un voto contrario, ma di aver rivalutato la propria posizione alla luce dell’emendamento presentato dal consigliere Giannetta, giudicato favorevolmente per quanto concerne l’applicazione dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario per la riduzione delle liste d’attesa, il supporto diagnostico, l’analisi dei dati clinici e il monitoraggio domiciliare, che rappresentano una prospettiva rilevante e meritevole di attenzione, tanto da aver valutato l’opportunità di proporre una Commissione speciale dedicata.
Precisa, poi, che tali interventi, seppur condivisibili, non sono sufficienti a compensare le criticità dell’impianto generale della legge e, pertanto, annuncia il proprio voto di astensione, auspicando che la maggioranza accolga la richiesta di rinviare il provvedimento in Commissione, al fine di utilizzare al meglio gli strumenti consiliari e offrire ai cittadini una normativa più efficace e compiuta sull’intelligenza artificiale, destinata a incidere in modo significativo sulla vita quotidiana.
Esprime apprezzamento per la proposta in discussione, la cui applicazione reputa urgente e utile attraverso il coinvolgimento delle Regioni. In particolare, richiama un recente convegno tenutosi a Roma, presso la Camera dei deputati, dedicato all’intelligenza artificiale e alla necessità di un importante processo riformatore nelle Regioni sottolineando che, nel corso di quell’iniziativa, numerosi relatori hanno rivolto apprezzamenti alla Regione Calabria per l’attenzione mostrata sul tema e per gli approfondimenti in corso, con particolare riferimento al lavoro svolto dall’Università della Calabria.
Precisato che l’inserimento della proposta di legge è avvenuto secondo le modalità previste dalla Conferenza dei capigruppo, ritiene non condivisibili le contestazioni della minoranza relative al mancato passaggio in Commissione.
Smentisce, in particolare, l’affermazione secondo cui la proposta sarebbe priva di riferimenti normativi, richiamando l’articolo 2, comma 1, che cita espressamente il Regolamento (UE) 2024/1689, e reputa non corretto ignorare l’entrata in vigore della legge statale n. 132 del 23 settembre 2025, che ha dato attuazione nell’ordinamento italiano alle previsioni europee.
Evidenzia che il Regolamento europeo, articolato e dettagliato, costituisce il riferimento principale cui la proposta di legge regionale rinvia e che esso individua i beni da tutelare, ovvero: la persona, l’impresa, lo Stato e la democrazia, ponendo in rilievo il ruolo dell’impresa quale attore fondamentale per lo sviluppo economico.
Sottolinea, poi, che l’istituzione dell’Osservatorio, prevista dal testo, non comporta oneri per il bilancio regionale e si inserisce pienamente nella cornice normativa europea.
Ritiene, quindi, che l’approvazione della legge porrà la Regione tra le prime in Italia a dotarsi di una disciplina organica in materia di intelligenza artificiale e ricorda, inoltre, che l’assessore Minenna detiene una delega specifica sulla transizione digitale, settore destinato a incidere profondamente sulla vita dei cittadini e delle imprese.
In conclusione, ritiene che la proposta di legge contribuisca a regolamentare in maniera adeguata un ambito già diffusamente presente nel quotidiano, costituendo motivo di orgoglio per la buona politica regionale, e annuncia il voto favorevole.
Passa all’esame dell’articolato e pone ai voti gli articoli 1, 2, 3 che sono approvati.
Riferisce, poi, che dopo l’articolo 3 è pervenuto un sub emendamento all’emendamento 2739, protocollo numero 2905, a firma del consigliere Giannetta.
Illustra il sub emendamento all’emendamento 2739 che mira a specificare meglio che l’avvio del programma sperimentale ivi previsto rientra nell’ambito dell’attività di promozione dello stesso programma e che i progetti pilota sono individuati “prioritariamente” negli ambiti di cui alle lettere del comma 1.
Recepito il parere favorevole della Giunta regionale e del relatore, pone ai voti il sub-emendamento, che è approvato, e riferisce che è pervenuto un ulteriore emendamento, protocollo numero 2739/A01, aggiuntivo dell’articolo 3-bis.
Illustra l’emendamento protocollo numero 2739/A01 aggiuntivo dell’articolo 3-bis che prende le mosse dalla consapevolezza delle criticità strutturali del Sistema sanitario della Regione Calabria, per cui si rende necessario il ricorso alle nuove tecnologie e, in particolare, all’IA, al fine di sperimentare best practices in grado di incidere in modo concreto sulle principali aree di sofferenza, ovvero: la riduzione delle liste d’attesa, perseguibile attraverso l’impiego di algoritmi predittivi per l’ottimizzazione delle agende di prenotazione, così da minimizzare i tempi di inattività tra le prestazioni e garantire ai cittadini un accesso più tempestivo alle cure; il rafforzamento della Medicina Territoriale mediante sistemi di monitoraggio remoto intelligente, capaci di consentire la gestione dei pazienti cronici direttamente al domicilio, riducendo al contempo la pressione sui Pronto soccorso e sui reparti ospedalieri; a sostenere l’eccellenza clinica attraverso l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale quale strumento di supporto alle decisioni diagnostiche, contribuendo alla riduzione del margine di errore e all’accelerazione dei processi di individuazione delle patologie complesse.
Recepito il parere favorevole della Giunta regionale e del relatore, pone ai voti l’emendamento aggiuntivo dell’articolo 3-bis, che è approvato, pertanto l’articolo 3-bis è inserito nel testo.
Indi, pone ai voti gli articoli 4, 5, 6, 7, 8, 9 che sono approvati, e la proposta di legge nel suo complesso, che è approvata per come emendata con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
Presidenza
del presidente Salvatore Cirillo
Precisato che il provvedimento si compone della
deliberazione di Giunta regionale, delle relazioni istruttorie del Dipartimento
agricoltura, del Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio e del parere del
Collegio sindacale, costituito in forma monocratica, riferisce che l’organo di
controllo ha attestato il rispetto del pareggio finanziario complessivo di
competenza, nonché degli equilibri di parte corrente e in conto capitale,
verificando altresì che il saldo di cassa non negativo garantisce il rispetto dell’articolo
40 del decreto legislativo numero
118 del 2011.
Evidenzia che, con riferimento alle norme sul
contenimento della spesa (spending review), il Collegio ha accertato che
lo stanziamento previsto nel bilancio di previsione 2026-2028 per le spese di
personale, al lordo degli oneri riflessi e dell’IRAP, nonché per le spese di
funzionamento, non supera i limiti di spesa impegnata per l’esercizio 2022, riferisce, inoltre, che in merito
all’accantonamento al Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE) l’organo di
controllo evidenzia, come specificato nella nota integrativa, che nel corso
dell’esercizio 2025 parte della riscossione delle utenze degli acquedotti
rurali è stata ceduta alla SORICAL, determinando una significativa riduzione
delle previsioni di entrata per l’esercizio 2026. Comunica, quindi, che all’esito
delle verifiche svolte l’organo di revisione ritiene congrue le previsioni di
spesa e attendibili le entrate, coerente la previsione di spesa per
investimenti con il programma amministrativo e il piano di sviluppo
dell’Azienda, nonché attendibili le previsioni di cassa in relazione
all’esigibilità dei residui attivi e delle entrate di competenza, e congrue
rispetto al rispetto dei termini di pagamento, dei cronoprogrammi, delle
scadenze di legge e degli accantonamenti al Fondo crediti di dubbia esigibilità.
Puntualizza, infine, che, preso atto del parere
favorevole del Collegio sindacale e del Dipartimento bilancio, anche il
Dipartimento agricoltura esprime parere favorevole sul bilancio di previsione
2026-2028, formulando alcune raccomandazioni all’Ente, tra cui l’esigenza di un
puntuale monitoraggio delle voci di spesa nel corso dell’esercizio e il
contenimento degli impegni per le spese di funzionamento entro il limite di
euro 147.730,85.
Ringrazia i componenti della Commissione
bilancio che nella seduta hanno approfondito i diversi argomenti inerenti al
bilancio ARSAC alla presenza dei rappresentanti dell’ente.
Pur riconoscendo la correttezza formale, sotto il
profilo contabile, del provvedimento in esame, ritiene che esso rappresenti una
scelta politica incapace di fornire adeguate rassicurazioni rispetto al
sostegno che il comparto agricolo calabrese necessita, restituendo, per contro,
l’immagine di un ente in difficoltà nello svolgimento della propria missione
istituzionale di sviluppo e supporto al settore agricolo.
Ricordato di aver già espresso voto contrario in
Commissione, rilevando l’assenza di risposte adeguate ai quesiti posti ai
dirigenti dell’ente e del Dipartimento Agricoltura, rileva che la maggior parte
del bilancio è assorbita dai costi di funzionamento, mentre risultano marginali
le risorse dedicate a investimenti, innovazione e sostegno diretto alle
imprese. Rileva, inoltre, il rischio che le attività promozionali —
partecipazione a fiere ed eventi — rimangano iniziative autoreferenziali, prive
di reali ricadute economiche sui territori e sulle filiere.
Segnala, poi, la debole connessione tra
sperimentazione agricola e applicazione pratica nelle aziende, la presenza di
strutture sottoutilizzate e l’assenza di indicatori economici chiari per
valutare l’impatto dell’azione dell’ente e richiama le criticità legate
all’erogazione di contributi per sagre e iniziative celebrative, attività non
coerente con le finalità dell’ARSAC e priva di monitoraggio sugli effetti
generati.
Formula, inoltre, rilievi: sulla gestione degli
impianti di risalita di Camigliatello Silano, ritenuta estranea alle funzioni
dell’ente e caratterizzata da costi elevati e ricavi incerti, senza una
contabilità separata che consenta una valutazione trasparente; sulla gestione
liquidatoria dell’ex ARSSA, che continua a generare squilibri di parte corrente
coperti mediante entrate straordinarie, soluzione non sostenibile per un ente
che dovrebbe programmare interventi di lungo periodo.
Infine, rileva uno scollamento crescente tra ciò
che l’ARSAC dovrebbe essere e ciò che di fatto, a suo dire, è diventata.
Annuncia, pertanto, il voto contrario del suo gruppo, auspicando una revisione
complessiva dell’ente, aderente alla sua originaria mission.
Espresso rammarico per le considerazioni formulate
dalla consigliera Greco, rileva che il bilancio dell’ARSAC è stato esaminato
compiutamente in Commissione e che la direttrice Caligiuri ha fornito risposte
esaustive a tutte le domande sollevate, incluse quelle relative alla gestione
stralcio. Precisa che tale gestione è pubblicata in maniera trasparente sul
sito dell’ente, con l’elenco completo dei beni posti annualmente in vendita, i
cui proventi contribuiscono alle entrate dell’ARSAC senza gravare su quelle
regionali.
Ricorda, quindi, che il percorso di trasferimento
degli acquedotti verso Sorical sarà completato nel 2026 e che l’impianto
sciistico di Camigliatello passerà a breve alle Ferrovie della Calabria,
riducendo ulteriormente i costi diretti a carico dell’ente.
Rivendicato il valore del lavoro svolto dall’ente,
soprattutto nel campo della promozione, attività che giudica necessaria per
rafforzare la visibilità della Calabria oltre i confini regionali, sottolinea che
l’ARSAC opera quotidianamente quale braccio operativo del Dipartimento
Agricoltura, con risultati apprezzati e riconoscibili.
Conclude esprimendo un plauso al lavoro svolto
dall’ente e dal personale, ritenendolo meritevole di riconoscimento.
Interviene per fatto personale, precisando che le
risposte ricevute in Commissione, pur formalmente fornite, non sono risultate
soddisfacenti nel merito e non hanno dissipato le perplessità espresse,
motivando il voto contrario già in quella sede. Sottolinea che le osservazioni
formulate trovano riscontro anche nei rilievi dell’organo di revisione e
ribadisce che la questione centrale resta di natura politica, attinente al
ruolo dell’ARSAC quale strumento di sviluppo e innovazione per le imprese
agricole.
Ribadisce, richiamando la relazione illustrativa,
che l’organo di revisione ha attestato il rispetto del pareggio finanziario,
degli equilibri di bilancio e delle norme in materia di spending review
e accantonamenti, giudicando congrue e attendibili le previsioni di entrata e
di spesa. Evidenzia, inoltre, che le attività di promozione e valorizzazione
svolte dall’ARSAC sono rivolte anche ai mercati esterni e contribuiscono a
rafforzare la consapevolezza e la competitività del sistema agricolo regionale.
Interviene per dichiarazione di voto, confermando
il suo voto contrario e ribadendo la propria competenza e conoscenza diretta
del settore agricolo e vitivinicolo calabrese. Precisa, inoltre, di non
contestare in assoluto le iniziative promozionali, ma di ritenere necessario
valutarne con maggiore rigore i ritorni effettivi per le imprese, auspicando
una revisione complessiva del ruolo e delle funzioni dell’ARSAC.
Pone ai voti la proposta di
provvedimento amministrativo numero 41/13^ di iniziativa della Giunta
regionale, recante: “Bilancio di previsione 2026 - 2028 dell'Azienda Regionale
per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese, che è approvata con
l’autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio
approva)
Proposta di legge numero 31/13^ di
iniziativa dei consiglieri D. Giannetta, A. Brutto, G. Mattiani, P. Caputo, V.
Pitaro, recante: “Adempimento degli impegni assunti con il Governo in
attuazione del principio di leale collaborazione”
Illustra la proposta, precisando che: gli articoli
1, 2 e 3 intervengono su tre distinte leggi regionali (numero 26, 27 e 28 del
30 maggio 2025), accomunate dalla stessa finalità, introducendo specifiche
previsioni di garanzia, in coerenza con la normativa statale quadro in materia
di aree protette; l’articolo 4 interviene su definizioni lessicali e integra la
disciplina con clausole di garanzia relative al coinvolgimento delle
organizzazioni di volontariato e alla loro collaborazione con le istituzioni
pubbliche; l’articolo 5 modifica una legge regionale vigente al fine di
chiarire che le risorse generate dalle attività previste confluiscono
annualmente nella parte libera del risultato di amministrazione; l’articolo 6
interviene su più disposizioni normative, rendendole omogenee alle previsioni
nazionali, sempre in attuazione degli impegni assunti con il Governo;
l’articolo 7 elimina una specifica previsione ritenuta non coerente con il
quadro ordinamentale vigente; l’articolo 8 introduce modifiche alla legge
regionale n. 25 del 30 maggio 2025, al fine di garantire la neutralità
finanziaria delle disposizioni in materia di pedagogia scolastica e di comunità
educante; l’articolo 9 prevede la clausola di invarianza finanziaria,
trattandosi di norme di carattere ordinamentale, e l’articolo 10 dispone
l’entrata in vigore della legge il giorno successivo alla pubblicazione sul
BURC, considerata l’urgenza di adempiere agli impegni assunti con il Governo.
Conclude precisando che la proposta non comporta nuovi o maggiori oneri a
carico del bilancio regionale.
Pone in votazione gli
articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 che sono approvati, indi la proposta di
legge nel suo complesso che è approvata con richiesta di autorizzazione al
coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
Ricorda all’Aula
che, ai sensi dell'articolo 58, comma 1, dello Statuto regionale, “lo Statuto è
approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge assunta a maggioranza
assoluta dei suoi componenti con due deliberazioni successive, adottate ad
intervallo non minore di due mesi”.
Precisato,
quindi, che la modifica, in prima lettura, è stata approvata nella seduta del
20 novembre 2025, sottolinea che, nella seduta odierna, considerato che la
discussione generale è stata già effettuata, gli interventi saranno solo per
dichiarazioni di voto.
Sottolineato che l’Aula è chiamata alla seconda lettura della proposta di legge statutaria, dopo la prima approvazione avvenuta il 20 novembre, ricorda che lo Statuto regionale vigente prevede una Giunta composta da un massimo di sette assessori, includendo nel computo il Presidente della Giunta regionale.
Illustra, pertanto, l’articolo 1 della proposta di legge di revisione statutaria che interviene sull’articolo 35 dello Statuto, adeguandone la disciplina alle recenti modifiche della normativa statale e sottolinea che la nuova lettera b) del citato articolo consente alle Regioni con popolazione fino a due milioni di abitanti di aumentare fino a due unità il numero massimo di assessori previsti, continuando a includere il Presidente della Giunta nel computo dei componenti.
Evidenzia che l’articolo 1, comma 3, della legge n. 122/2025 permette alle Regioni di adeguare i rispettivi ordinamenti statutari entro i limiti degli stanziamenti di bilancio e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Precisa, quindi, che la proposta di revisione statutaria utilizza un rinvio mobile alla normativa statale, così da evitare future modifiche dello Statuto qualora il legislatore nazionale dovesse intervenire nuovamente sulla materia.
Illustra, poi, l’articolo 2 della proposta, che introduce la possibilità per il Presidente della Giunta regionale di nominare fino a due sottosegretari, con compiti di supporto al mandato, al fine di assicurare un più efficiente coordinamento dell’azione di governo, specificando che la disciplina attuativa sarà rimessa a una successiva legge regionale.
Ribadisce, inoltre, che la proposta ha natura esclusivamente ordinamentale e non comporta oneri a carico del bilancio regionale, come confermato anche dalla relazione tecnico-finanziaria, e ricorda che la normativa statale attribuisce alle Regioni piena autonomia nel definire la propria organizzazione, nel rispetto dei principi costituzionali di buon andamento e autonomia organizzativa.
Conclude segnalando che la proposta introduce facoltà, non obblighi, e rimette agli strumenti legislativi successivi ogni disposizione attuativa.
Pone in votazione gli
articoli 1, 2 e 3 che sono approvati, indi la proposta di legge nel suo
complesso che è approvata con richiesta di autorizzazione al coordinamento
formale.
(Il Consiglio approva)
Illustra il testo modificato della mozione, condiviso con tutti i Capigruppo, relativo al riconoscimento del distaccamento dei Vigili del Fuoco di Trebisacce quale struttura permanente. Premesso, quindi, che i Vigili del Fuoco svolgono un ruolo essenziale nella tutela dei cittadini e del territorio, ricorda che la provincia di Cosenza è la più estesa della Calabria e presenta un’orografia complessa.
Rilevato che, per indisponibilità di personale, il distaccamento volontario di Trebisacce è chiuso dal luglio 2024, sottolinea che il Comune ha già messo a disposizione gratuitamente un immobile ristrutturato e idoneo alle esigenze logistiche del presidio.
Ricordato, poi, che le amministrazioni comunali interessate, insieme al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, hanno più volte sollecitato il Ministero dell’Interno per ottenere la trasformazione del distaccamento volontario di Trebisacce in distaccamento permanente, richiama quanto evidenziato dallo stesso Dipartimento dei Vigili del Fuoco, secondo cui la complessità del territorio e l’alto numero di interventi effettuati nei periodi di apertura rendono ormai indifferibile garantire continuità operativa attraverso una sede permanente. Alla luce di tali considerazioni, riferisce che la mozione impegna il Presidente della Regione e la Giunta ad attivarsi presso il Governo nazionale per: sollecitare le risorse necessarie al potenziamento degli organici dei Vigili del Fuoco; richiedere con urgenza la trasformazione del distaccamento volontario di Trebisacce in distaccamento permanente, compatibilmente con le risorse finanziarie progressivamente disponibili.
Condiviso quanto esposto dal consigliere Laghi, riferisce alcuni elementi emersi nel corso di un recente incontro avuto con una delegazione dei Vigili del Fuoco e di avere, conseguentemente, presentato un’interrogazione avente la stessa finalità della mozione discussa, volta a sollecitare la trasformazione del distaccamento da volontario a permanente.
Sottolineato che, nella risposta ricevuta, è stato ribadito che la competenza in materia è di natura ministeriale, evidenzia che, pur nel rispetto delle attribuzioni istituzionali, esiste un ambito di volontà politica attraverso il quale la Regione Calabria, e in particolare il Presidente della Giunta, possono esercitare un ruolo attivo nell’interlocuzione con il Governo nazionale.
Evidenziato che il territorio interessato è molto ampio e caratterizzato da esigenze emergenziali che richiedono un potenziamento stabile del presidio operativo, ritiene necessario che la Regione assuma un’iniziativa forte e determinata presso il Ministero dell’Interno, affinché la richiesta di riconoscimento del distaccamento permanente possa trovare concreta realizzazione.
Infine, ritiene che, benché l’approvazione della mozione costituisca un importante atto d’indirizzo, sarà determinante l’impegno effettivo della Regione nel tradurre tale atto in risultati concreti.
Pone in votazione la
mozione che è approvata con richiesta di autorizzazione al coordinamento
formale.
(Il Consiglio approva)
Illustra i contenuti del
provvedimento, riferendo, preliminarmente, che: la giurisprudenza nazionale ed
europea riconoscono nella disciplina dell’origine doganale una norma di natura
fiscale che non permette di fornire ai consumatori informazioni trasparenti per
una corretta individuazione della provenienza geografica; vi sono dei rischi
economici e reputazionali derivanti dalla commercializzazione di alimenti
etichettati come Made in Italy, ma realizzati con ingredienti provenienti da
altri Paesi e che in Italia hanno subito soltanto l'ultima trasformazione
sostanziale o economicamente giustificata; sebbene ai sensi delle norme
doganali, le operazioni minime o non economicamente giustificate non hanno
alcuna rilevanza ai fini dell'attribuzione dell'origine, nondimeno tali norme
risultano inadeguate ed insufficienti ad evitare i casi di falsa evocazione
dell’origine dei prodotti che costituiscono il patrimonio agroalimentare
italiano.
Precisa, quindi, che l’ordine
del giorno impegna il Presidente della Giunta a: promuovere tutte le azioni
necessarie presso le competenti sedi istituzionali, anche tramite il Comitato
europeo delle Regioni, affinché sia avviata la procedura di modifica della
disciplina sull'origine del codice doganale, al fine di prevedere, quale
esclusivo criterio di individuazione dell'origine dei prodotti, l'indicazione
del luogo di provenienza di cui al Regolamento (UÈ) n. 1169/2011, per garantire
la trasparenza e la corretta informazione ai consumatori; intraprendere le
opportune interlocuzioni con i parlamentari europei eletti nella circoscrizione
di pertinenza della Regione affinché gli stessi siano resi edotti
dell'iniziativa, sensibilizzandoli circa l'importanza della modifica della
disciplina sull’origine doganale; attivarsi nell'ambito della Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome con
il medesimo obiettivo.
Conclude precisando che
l’ordine del giorno non produce effetti normativi, ma è un atto di indirizzo
politico auspica massimo sostegno.
Dispone una breve sospensione dei lavori.
La seduta sospesa alle 18,00 riprende alle 18.10
Evidenziato, preliminarmente, che l’ordine del giorno in discussione è stato presentato in Aula senza un previo confronto con la minoranza, rileva, censurandola, come tale modalità operativa stia diventando, nei primi mesi di Legislatura, prassi consolidata. Sottolinea, inoltre, che dal testo non sembra emergere alcuna preventiva interlocuzione con le associazioni di categoria e con le associazioni dei consumatori, sebbene tali soggetti siano direttamente interessati, come dimostrato dai frequenti richiami a “produttori” e “consumatori”.
Osserva, poi, che prima di impegnare il Presidente della Regione a portare la questione in sede di Conferenza Stato–Regioni o a confrontarsi con i parlamentari europei eletti nella circoscrizione, sarebbe stato opportuno verificare se il contenuto dell’ordine del giorno fosse stato oggetto di uno studio approfondito sugli effettivi benefici derivanti dall’esclusione dei prodotti agricoli dall’articolo 60 del Regolamento europeo citato nel provvedimento.
Chiede, quindi, di conoscere quali vantaggi concreti tale esclusione comporterebbe per i consumatori e quali per i produttori, rilevando che tali elementi non risultano chiaramente esposti nel testo, e se sia stato svolto un confronto con le altre Regioni per comprendere se esse siano favorevoli o meno a sostenere una tale richiesta in sede europea.
Infine, chiede quali siano le ragioni, nonostante la natura prettamente agricola del tema trattato, dell’assenza in Aula dell’assessore competente.
Ritenuta chiara la relazione illustrativa e precisato che trattasi di un
atto di indirizzo a tutela del comparto agroalimentare, non comprende le
censure al provvedimento da parte del consigliere Falcomatà.
Espresse, preliminarmente, alcune perplessità sul provvedimento in
esame, sottolinea che la minoranza non è stata messa nelle condizioni di
esaminare, preventivamente, l’ordine del giorno, né di discuterlo in modo
approfondito, condividendo, al riguardo, quanto già evidenziato dal consigliere
Falcomatà.
Sottolineato come la tutela del made in Italy, in particolare dei
prodotti calabresi, rappresenti un obiettivo comune a tutti i gruppi
consiliari, rileva la mancanza di un confronto con le associazioni di categoria
e i soggetti direttamente interessati, non comprendere appieno le ragioni e gli
effetti dell’iniziativa.
Rivolto l’invito alla maggioranza a sottoporre i provvedimenti di questa
natura alle Commissioni competenti, affinché possano essere valutati, studiati
e migliorati in un confronto istituzionale corretto, precisa che, pur
condividendo i principi generali di valorizzazione e tutela dei prodotti
agricoli, non si sente, nelle condizioni attuali, di esprimere un voto
favorevole su un testo che impegna direttamente il Presidente della Regione su
scelte di rilievo europeo senza un adeguato approfondimento.
Chiede, pertanto, il ritiro dell’ordine del giorno al fine di compiere un
esame più approfondito e meditato in Commissione.
Pone ai voti l’ordine del giorno che è approvato con richiesta di
autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
Chiede l’inserimento all’ordine del giorno della proposta di legge
numero 35/13^ relativa alla proroga delle graduatorie dei concorsi pubblici di
Enti e Aziende del Servizio sanitario regionale.
Pone ai voti la richiesta di inserimento all’ordine del giorno avanzata
dal consigliere Giannetta che è approvata.
Illustra la proposta di legge in discussione, sottolineando come la
possibilità di utilizzare gli elenchi già esistenti di candidati idonei
consentirebbe di evitare nuovi procedimenti selettivi, riducendo gli sforzi
organizzativi e le lungaggini amministrative connesse a ulteriori pubblicazioni
di concorsi, al fine di colmare le carenze sopravvenute nella dotazione
organica degli Enti regionali.
Precisato che la previsione di una proroga della durata di 24 mesi
rientra pienamente nella potestà legislativa regionale e risponde al principio
di buon andamento dell’amministrazione, preservando il capitale umano già
formato e immediatamente disponibile, riferisce che la proposta si compone di
tre articoli che procede ad illustrare nel dettaglio: l’articolo 1 prevede la
proroga di ulteriori 24 mesi dell’efficacia delle graduatorie vigenti con
scadenza entro il 2026, al fine di garantire continuità nei servizi pubblici,
efficienza amministrativa e contenimento della spesa regionale; l’articolo 2 introduce
la clausola di invarianza finanziaria, chiarendo che dall’attuazione della
legge non derivano nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale; l’articolo
3 disciplina l’entrata in vigore anticipata della normativa, ritenuta
necessaria in relazione all’imminente scadenza di alcune graduatorie.
Conclude chiedendo il sostegno dell’Aula, sottolineando che il
provvedimento mira a garantire stabilità amministrativa ed efficienza
gestionale.
Sottolineato il persistere di un problema di metodo nella gestione dei lavori consiliari, poiché atti e proposte vengono inseriti senza consentirne un approfondimento preventivo, reputa che tale prassi ostacoli il confronto democratico, limitando, di fatto, la possibilità dell’opposizione di contribuire in modo efficace alle decisioni legislative.
Evidenziato che la proposta di legge sulla proroga delle graduatorie sanitarie è stata comunicata solo pochi minuti prima della discussione, pur condividendo l’esigenza di consentire lo scorrimento per gli idonei in attesa, sottolinea la necessità di considerare anche coloro che dal 2024 hanno maturato titoli e aspettano nuove opportunità.
Rilevato che anche l’ordine del giorno sulle origini doganali dei prodotti agricoli è stato aggiunto tardivamente, evidenzia che la minoranza avrebbe voluto esprimere contributi e proposte, esercitando il proprio ruolo di stimolo e di controllo.
Comunica, quindi, il voto di astensione, poiché avrebbe auspicato un confronto compiuto e tempestivo, atteso che, essendo la scadenza delle graduatorie nota da tempo, il provvedimento avrebbe potuto essere calendarizzato con congruo anticipo, così come è avvenuto per la seconda lettura delle modifiche statutarie.
Conclude auspicando un metodo di lavoro più ordinato e rispettoso del ruolo di tutti i consiglieri, in coerenza con l’idea del presidente Occhiuto di un Consiglio regionale ambizioso e realmente aperto al confronto democratico.
Stigmatizzata la modalità adottata per l’inserimento all’ordine del
giorno della proposta di legge in esame, rileva, innanzitutto, l’assenza di un confronto
preventivo sia con la minoranza sia in sede procedurale, invitando ad essere
maggiormente rispettosi di ruoli e procedure.
Sottolineato come l’ipotesi della proroga fosse nota da giorni, non
comprende le ragioni della mancata calendarizzazione, definendo l’inserimento
improvviso del provvedimento in Aula un “blitz”, che impedisce, di fatto, ogni
reale valutazione al riguardo.
Rilevata, altresì, l’assenza nella relazione illustrativa di espliciti
riferimenti alle ragioni dell’urgenza del provvedimento, ribadisce che il
provvedimento avrebbe dovuto essere programmato e motivato, e non improvvisato
a ridosso del voto.
Rilevato che la Conferenza dei capigruppo e le Commissioni vengono
ripetutamente scavalcate, ritiene che tale metodo comprometta il corretto
funzionamento istituzionale e chiede, pertanto, il rinvio della proposta in Commissione
per un esame più approfondito.
Constatata ancora una volta la trattazione in emergenza delle
problematiche in materia sanitaria, formalizza una forte critica
all’impostazione dei lavori e dichiara, infine, il suo voto di astensione.
Stigmatizzati con decisione gli interventi dei colleghi di opposizione,
reputa che, in una situazione di emergenza sanitaria quale quella calabrese,
anche un provvedimento approvato all’ultimo minuto possa risultare
indispensabile e indifferibile.
Ricordato che le graduatorie oggetto della proposta riguardano concorsi
già espletati e persone idonee che attendono di essere chiamate, mentre la
sanità calabrese soffre una carenza cronica di personale, sottolinea la
necessità e l’urgenza di procedere con le assunzioni, sfruttando le graduatorie
già esistenti.
Censurata la posizione di contrarietà al provvedimento dell’opposizione,
basata a suo avviso esclusivamente su ragioni politiche e procedurali, rileva,
altresì, che la proroga si pone in linea con quanto previsto dal decreto
“Milleproroghe”, che all’articolo 5, comma 8, estende al 31 dicembre 2026 i
termini relativi ai contratti a tempo determinato avviati dal 2021.
Ritenuto incoerente che l’opposizione si opponga oggi a un provvedimento
che risponde a una necessità primaria dei cittadini, sottolinea la volontà
della maggioranza di realizzare azioni concreta per rispondere ai bisogni del
territorio.
Annuncia, infine, il suo voto favorevole.
Espresso rammarico per l’atteggiamento assunto dalla maggioranza, sottolinea che le censure manifestate non riguardano il merito del provvedimento, ma il metodo seguito, che giudica inadeguato e irrispettoso delle procedure e del ruolo della minoranza.
Rilevato come l’inserimento direttamente in Aula del provvedimento, pur trattandosi di una scadenza nota da tempo, impedisca qualsiasi confronto preliminare, sia tra i gruppi di minoranza sia nella Conferenza dei Capigruppo, reputa che tale modalità di conduzione dei lavori rischi di generare confusione anche all’esterno, inducendo i cittadini calabresi a interpretare erroneamente il voto di astensione come una presa di posizione contraria agli scorrimenti delle graduatorie, diversamente da quanto ritenuto dalla minoranza.
Sottolineato che il voto di astensione non rappresenta una contrarietà al provvedimento, ma è, piuttosto, dovuto all’impossibilità di approfondire il provvedimento, evidenzia che, accanto al diritto degli idonei a essere chiamati, va considerato anche il diritto di quanti, dal 2021 in avanti, hanno conseguito nuovi titoli e auspicano la possibilità di partecipare a futuri concorsi.
Rivolto l’invito a evitare atteggiamenti che possano generare tensioni o fraintendimenti, reputa necessario un confronto costruttivo e rispettoso ribadendo la richiesta di chiarimenti circa le ragioni per le quali il provvedimento sia stato inserito soltanto a fine seduta.
Infine, conferma, a nome del gruppo Riformisti–Italia Viva–Daremo, il voto di astensione, motivato esclusivamente dall’assenza di un percorso istruttorio adeguato.
Sottolineata la precipua finalità del provvedimento in discussione,
evidenzia che i vantaggi dell’intervento sono due: da un lato, la possibilità
di assumere tempestivamente medici e operatori sanitari, rispondendo alla nota
carenza di personale nelle strutture regionali; dall’altro, il risparmio di
tempo e di risorse economiche derivante dall’evitare l’avvio di nuovi concorsi.
Ritenuta contraddittoria l’odierna posizione di astensione assunta dalla
minoranza rispetto alle iniziative politiche intraprese nelle precedenti
settimane, richiamando in particolare la manifestazione a Polistena contro la
carenza di medici e il rischio di riduzione dei servizi sanitari, osserva come la
proroga delle graduatorie rappresenti una risposta immediata e concreta per rafforzare
gli organici delle strutture sanitarie regionali.
Ritenuto necessario, in alcune circostanze, anteporre all’interesse
politico quello dei cittadini, precisa che l’inserimento del provvedimento
all’ordine del giorno anche in tarda serata risponde unicamente a tale esigenza
e non a ragioni di carattere politico.
Ribadita, infine, la necessità prioritaria di garantire il diritto alla
salute dei calabresi, invita
tutte le forze politiche a sostenere la proposta, quale gesto di rispetto nei
confronti dei cittadini e delle aspettative che ripongono nelle Istituzioni
regionali.
Annuncia, infine, il suo voto favorevole.
Ravvisata la mancanza di coerenza nelle posizioni espresse dall’opposizione, ricorda la partecipazione, solo pochi giorni fa, di numerosi esponenti sia di maggioranza sia di minoranza alla mobilitazione di Polistena per denunciare la grave carenza di personale sanitario, mentre oggi si critica l’inserimento in Aula, sebbene in tarda serata, di un provvedimento che mira proprio a rafforzare gli organici del sistema sanitario regionale.
Pur riconoscendo che l’inserimento all’ordine del giorno non è avvenuto secondo il percorso ordinario, sottolinea che la procedura adottata risponde all’esigenza di intervenire tempestivamente su un tema in grado di portare benefici immediati.
Ricordato che, rispetto al passato, oggi, tutte le graduatorie, gli idonei e le date di scadenza sono pubblicati sul sito della Regione Calabria, consentendo ai cittadini e ai consiglieri di prenderne visione, reputa superflua una relazione tecnica più estesa, attesa la piena accessibilità e disponibilità dei dati.
Sottolineato che il provvedimento incide in misura limitata sulle graduatorie complessive, reputa che anche pochi idonei chiamati in servizio possono fare la differenza, talvolta contribuendo a salvare vite umane.
Invita, quindi, l’opposizione ad assumersi la responsabilità politica della scelta, entrando nel merito del provvedimento e decidendo se sostenere o meno il rafforzamento degli organici sanitari, manifestando, al contempo, la disponibilità a programmare in Commissione l’esame delle future scadenze previste per il 2027, così da evitare ulteriori interventi urgenti.
Ribadita l’utilità della proposta in esame, sottolinea l’importanza di votarla favorevolmente nell’interesse dei cittadini.
Affermato, innanzitutto, che il voto di
astensione annunciato dalla minoranza è pienamente legittimo, osserva tuttavia
una certa contraddizione, poiché da un lato l’astensione viene presentata come
una forma di non contrarietà al provvedimento, mentre dall’altro si contestano
con forza le modalità con cui esso è stato inserito all’ordine del giorno.
Ritiene, quindi, che
l’atteggiamento dell’opposizione potrebbe essere interpretato come tentativo di
non deludere i cittadini che trarrebbero beneficio dal provvedimento, al tempo
stesso, non concedendo una vittoria politica alla maggioranza. Osserva che, pur
comprendendo le critiche procedurali, sarebbe auspicabile che su questioni che
riguardano direttamente le esigenze dei calabresi si potesse trovare una
convergenza più ampia.
Sottolinea,
quindi, che lo scorrimento delle graduatorie rappresenta uno strumento efficace
per velocizzare le procedure di assunzione, evitare nuove e lunghe selezioni e
consentire risparmi alla finanza pubblica, contribuendo a rafforzare il sistema
sanitario regionale caratterizzato da significative carenze di personale.
Conclude
affermando che, nel valutare il provvedimento, occorre porre sulla bilancia il
beneficio che può derivare ai cittadini rispetto ai rilievi sul metodo e
annuncia il voto favorevole.
Specificato, in via preliminare, che le
affermazioni pronunciate nel dibattito non possono mettere in discussione il
suo impegno, in qualità di consigliere, profuso per la tutela dei diritti dei
cittadini calabresi, ritiene necessario precisare che l’astensione annunciata
dalla minoranza non può essere interpretata come una posizione contraria ai
diritti dei lavoratori inseriti nelle graduatorie, ma come la conseguenza delle
modalità con cui il provvedimento è stato sottoposto all’Aula e richiama la
necessità di evitare toni e modalità che possano contribuire a generare
tensioni o contrapposizioni indebite.
Mette in evidenza,
infatti, che la proposta è stata inserita all’ordine del giorno alle ore 18:30,
senza un previo confronto in Conferenza dei Capigruppo e senza che la minoranza
fosse informata con il necessario anticipo, nonostante la scadenza delle
graduatorie fosse nota da tempo.
Ritiene, difatti,
legittimo chiedere perché lo scorrimento delle graduatorie non sia stato
valutato o avviato con maggiore anticipo.
Conclude
respingendo ogni riferimento che possa mettere in dubbio la volontà della
minoranza di tutelare i diritti dei cittadini calabresi e conferma il voto di
astensione del gruppo Casa Riformista–Italia Viva.
Intervenendo per dichiarazione di voto,
precisa di avere, inizialmente, valutato la possibilità di esprimere voto
favorevole, ma afferma di aver riconsiderato la propria posizione alla luce di
quanto emerso nel dibattito, assumendo piena responsabilità del voto contrario
che intende esprimere. Motiva tale scelta rilevando una mancanza di rispetto, a
suo giudizio, nei confronti sia dei consiglieri regionali sia delle Istituzioni
sia dei cittadini calabresi. Ritiene, infatti, che, laddove il provvedimento
relativo alla proroga delle graduatorie fosse stato così urgente e rilevante
per il sistema sanitario regionale, la maggioranza avrebbe dovuto portarlo
all’attenzione del Consiglio con congruo anticipo, consentendone un
approfondimento.
Pone in votazione gli articoli 1, 2 e 3 e la
legge nel suo complesso, che sono approvati con autorizzazione al coordinamento
formale.
(Il Consiglio
approva)
Ricorda all’Aula
la procedura di svolgimento delle interrogazioni.
Comunicato che,
nelle more dell’avvio della seduta, è pervenuta risposta scritta
all’interrogazione, ricorda che l’interrogante ha comunque diritto di replica.
Rinuncia alla
facoltà di replica.
Comunicato che,
nelle more dell’avvio della seduta, è pervenuta risposta scritta
all’interrogazione, ricorda che l’interrogante può replicare dopo la risposta
ricevuta.
Si dichiara
parzialmente soddisfatta della risposta scritta fornita dalla Giunta regionale
e giudica positivo che sia stata riportata attenzione sulla chiusura dell’ente
e che si preveda la nomina di un commissario straordinario per affrontare la
situazione debitoria e riattivare l’Istituto.
Tuttavia, chiede
quali atti concreti seguano all’enunciazione di intenti e afferma che
continuerà a vigilare sulla vicenda, poiché l’Ente in questione era nato con
grandi aspettative per lo sviluppo del patrimonio culturale calabrese.
Comunicato che
nelle more dell’avvio della seduta è pervenuta risposta scritta
all’interrogazione, ricorda che l’interrogante può replicare dopo la risposta
ricevuta.
Rinuncia alla
facoltà di replica.
Comunicato che
nelle more dell’avvio della seduta è pervenuta risposta scritta
all’interrogazione, ricorda che l’interrogante può replicare dopo la risposta
ricevuta.
Si dichiara
insoddisfatto della risposta del direttore del Dipartimento, evidenziando varie
criticità: il sistema 116-117, destinato alle cure non urgenti, non è ancora
attivo e non esiste una data prevista; molte aree, soprattutto di notte e nei
festivi, sono senza medico di continuità assistenziale; i tempi di intervento
indicati dal Dipartimento non corrispondono ai dati reali presenti nei report
sindacali; le piante organiche non risultano affatto coperte.
Critica fortemente
l’affermazione secondo cui, in futuro, il servizio di Emergenza Urgenza dovrà
contare maggiormente sugli infermieri, interpretandola come una rinuncia alla
medicalizzazione delle ambulanze, in ciò ravvisando una gestione inadeguata del
sistema.
Esauriti i punti all’ordine del giorno,
toglie la seduta.
La seduta termina
alle 19.02
La funzionaria IEQ
Dott.ssa Giada
Katia Helen Romeo