
XIII^ LEGISLATURA
RESOCONTO SOMMARIO
N. 14
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SEDUTA DI lunedì 5 ottobre 2026
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SALVATORE CIRILLO
E DEL VICEPRESIDENTE GIACOMO PIETRO CRINÒ
Inizio lavori h. 15,21
Fine lavori h. 20,01
INDICE
DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore
BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)
DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia), relatrice
GIANNETTA Domenico (Gruppo Misto)
PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia), relatore
BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)
PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia), relatore
ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico),*,*
BARBUTO
Elisabetta Maria (Movimento 5 stelle)
BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente),*
CAPUTO Pierluigi (Occhiuto Presidente), relatore
CHIAPPETTA Piercarlo (Forza Italia)
CRINÒ Giacomo Pietro (Occhiuto Presidente)
DE CICCO Francesco (Democratici Progressisti
Meridionalisti)
FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)
GRECO
Filomena (Casa Riformista – Italia Viva),*
IIRITI Daniela (Fratelli d’Italia)
LAGHI Ferdinando (Tridico Presidente)
MADEO Rosellina (Partito Democratico)
RANUCCIO Giuseppe (Partito Democratico)
SCUTELLÀ Elisa (Movimento 5 Stelle)
ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico),*
BRUTTO Angelo (Fratelli d’Italia)
CAPUTO Pierluigi (Occhiuto Presidente), relatore
FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)
GRECO
Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)
ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)
ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)
ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)
FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)
GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva),*
MADEO Rosellina (Partito Democratico)
OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale
PIETROPAOLO
Filippo Maria (Fratelli d’Italia), relatore
BRUTTO Angelo (Fratelli d’Italia), relatore
MADEO Rosellina (Partito Democratico)
BRUTTO Angelo (Fratelli d’Italia), relatore
ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)
IONÀ Emanuele (Occhiuto Presidente), relatore
CAPUTO Pierluigi (Occhiuto Presidente), relatore
GRECO
Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)
LAGHI Ferdinando
(Tridico Presidente)
Presidenza del presidente Salvatore Cirillo
La seduta
inizia alle 15,21
Dà avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a dare
lettura del verbale della seduta precedente.
Dà lettura del verbale della seduta precedente.
(È approvato senza
osservazioni)
Dà lettura delle comunicazioni.
Chiede l’inserimento all’ordine del giorno di una mozione,
sottoscritta dai consiglieri di opposizione, concernente le proteste che si
registrano in Calabria per il rincaro carburanti e per le difficoltà delle
imprese e che stanno determinando gravi disagi sul territorio regionale. Riferisce,
quindi, che la mozione mira a promuovere interventi urgenti a sostegno delle
imprese calabresi e l’apertura di un confronto con i rappresentanti dei presìdi
di protesta, assumendo quale piattaforma di riferimento le istanze avanzate da
cittadini, agricoltori e imprese che hanno manifestato per ottenere maggiore
attenzione da parte delle Istituzioni. Sottolinea, quindi, la necessità di
portare la questione all’esame dell’Aula, affinché possa svolgersi un confronto
trasparente e condiviso e il Consiglio stesso possa esprimere una risposta
univoca rispetto alle difficoltà che stanno interessando il territorio
calabrese.
Pone in votazione la richiesta di inserimento all’ordine del
giorno della mozione che è respinta.
(Il Consiglio respinge)
Illustra la proposta, concernente l’approvazione
del Bilancio consolidato 2025 del Gruppo di Amministrazione Pubblica del
Consiglio regionale della Calabria, redatto ai sensi del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118, evidenziando che il bilancio consolidato rappresenta uno
strumento fondamentale di trasparenza e controllo, in quanto consente di
offrire una visione unitaria della situazione economica, patrimoniale e
finanziaria dell’ente e della società partecipata Portanova S.p.A., interamente
controllata dal Consiglio regionale.
Precisa, quindi, che il documento è stato
predisposto secondo il metodo integrale, includendo voce per voce le attività,
le passività, i costi e i ricavi della società partecipata, con la contestuale
eliminazione delle operazioni infragruppo, al fine di evitare duplicazioni nei
risultati.
Riferisce, inoltre, che il Collegio dei Revisori
dei conti ha espresso parere favorevole, ritenendo il bilancio conforme ai
principi contabili applicati e alle disposizioni normative vigenti.
Preso atto del parere favorevole del Collegio dei
Revisori dei conti, pone in votazione il provvedimento con i relativi Allegati
che è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio
approva)
Premesso che il provvedimento è stato
licenziato a maggioranza nella seduta del 7 settembre scorso dalla Seconda
Commissione, lo illustra,
precisando che l’Ente, istituito con legge regionale numero 24 del 2013, svolge
funzioni tecnico-operative e gestionali nel settore della tutela dei beni
ambientali, con particolare riferimento ai cinque Parchi Marini Regionali. Dà,
quindi, atto delle note con le quali i Dipartimenti competenti hanno confermato
i rispettivi pareri favorevoli sul Rendiconto.
Riferisce, poi, che il Revisore unico dei conti non
ha rilevato, nel corso dell’esercizio 2025, gravi irregolarità contabili o
anomalie gestionali, attestando la corrispondenza del Rendiconto alle
risultanze della gestione ed esprimendo parere favorevole alla sua
approvazione. Evidenzia, inoltre, che l’Ente chiude l’esercizio in avanzo di
amministrazione e che l’accantonamento al Fondo di garanzia debiti commerciali
è stato ridotto rispetto all’esercizio precedente in conseguenza della
diminuzione dello stock del debito risultante dalla Piattaforma dei crediti
commerciali.
Sottolineato che il Revisore ha attestato
l’attendibilità delle risultanze della gestione finanziaria, dei risultati
economici e dei valori patrimoniali, nonché la congruità del Fondo crediti di
dubbia esigibilità e dei fondi rischi, riferisce che il Dipartimento per la
sostenibilità ambientale ha espresso parere favorevole, precisando che non è
applicabile all’Ente la disciplina sul contenimento della spesa prevista dalla
legge regionale numero 62 del 2023.
Evidenzia, ancora, che il Dipartimento bilancio,
finanze e patrimonio, esprimendo parere favorevole, ha attestato: la
correttezza formale della procedura di riaccertamento ordinario dei residui,
della determinazione del Fondo pluriennale vincolato e, conseguentemente, del
risultato di amministrazione dell’esercizio 2025; che il Fondo crediti di
dubbia esigibilità è quantificato in misura pari a zero, non risultando residui
attivi che ne richiedano l’accantonamento, raccomandando all’Ente che
l’eventuale utilizzo della parte libera dell’avanzo di amministrazione avvenga
nel rispetto dell’articolo 42, comma 6, del decreto legislativo numero 118 del
2011.
Rileva, inoltre, che l’istruttoria contabile ha
verificato la corrispondenza tra il saldo di cassa risultante dal conto del
bilancio e quello del tesoriere, la continuità tra i residui finali del 2024 e
quelli iniziali del 2025, la quadratura delle partite di giro e la
corrispondenza tra le risultanze della contabilità finanziaria e quelle
economico-patrimoniali.
Dichiara il suo voto di
astensione.
Pone in votazione il
provvedimento con i relativi Allegati che è approvato.
(Il Consiglio approva)
Illustra la proposta di
legge relativa al Rendiconto generale della Regione Calabria per l’esercizio
finanziario 2025, evidenziando come il documento rappresenti non soltanto la
chiusura dell’esercizio contabile, ma anche lo strumento attraverso il quale
verificare il grado di attuazione della programmazione regionale e l’effettivo
utilizzo delle risorse pubbliche. Sottolineato che l’analisi del conto del
bilancio, del conto economico e dello stato patrimoniale consente di valutare
gli impegni ancora da adempiere e le disponibilità utilizzabili per le
successive decisioni di bilancio, rispondendo alle esigenze di trasparenza,
equilibrio e responsabilità nei confronti dei cittadini, richiama il ruolo del
giudizio di parificazione della Corte dei conti, precisando che esso si
distingue dalla competenza del Consiglio regionale, cui spetta l’approvazione
del rendiconto e il controllo politico sull’azione dell’Esecutivo.
Ricordato
che la proposta di legge è stata licenziata dalla Seconda Commissione nella
seduta dell’11 settembre 2026, ripercorre l’iter del provvedimento,
evidenziando che esso era stato approvato dalla Giunta regionale il 28 aprile
2026 e successivamente trasmesso alla Sezione regionale di controllo della
Corte dei conti per il previsto giudizio di parificazione. Riferisce, in
proposito, che la Corte ha espresso giudizio favorevole sul conto del bilancio,
sul conto economico e sullo stato patrimoniale, formulando alcune prescrizioni
di carattere tecnico, tra cui la correzione dell’allegato relativo alle risorse
vincolate nel risultato di amministrazione, e precisa che tali indicazioni sono
state recepite dalla Regione mediante apposita deliberazione della Giunta, con
conseguente aggiornamento degli allegati e integrazione del disegno di legge,
senza modifiche dei saldi complessivi. Aggiunge che il Collegio dei Revisori
dei conti ha preso atto dell’avvenuto recepimento delle prescrizioni della
Corte, confermando il quadro di regolarità contabile del documento.
Con
riferimento alle risultanze del Rendiconto, evidenzia un quadro
complessivamente positivo, attestato sia dagli organi di controllo sia dai dati
contabili. In particolare, sottolinea il consolidamento degli equilibri di
bilancio per il secondo anno consecutivo, con un risultato di amministrazione
che presenta una parte disponibile positiva superiore a 307 milioni di euro,
ritenuto indicativo della crescente solidità finanziaria dell’Ente e della
continuità del percorso di riequilibrio avviato negli ultimi anni. Pone in
risalto, inoltre, il dato relativo alla gestione finanziaria, evidenziando che
nel corso del 2025 le riscossioni hanno superato i 7,2 miliardi di euro,
confermando, a suo avviso, la capacità dell’amministrazione regionale di
sostenere gli impegni assunti e garantire continuità alle politiche pubbliche e
agli interventi programmati. Richiama, anche, i progressi registrati nel
rafforzamento degli strumenti di programmazione, monitoraggio e controllo della
spesa, nonché nelle attività di razionalizzazione amministrativa e nella
gestione del patrimonio regionale, elementi che contribuiscono a migliorare
l’efficienza dell’azione amministrativa e la qualità della governance
finanziaria.
Sotto
il profilo economico-patrimoniale, evidenzia il rafforzamento del patrimonio
netto regionale e il conseguimento di un utile economico di circa 408 milioni
di euro, in significativo aumento rispetto all’esercizio precedente,
considerato un importante indicatore della capacità dell’Ente di generare
valore pubblico nel rispetto degli equilibri economici e finanziari.
Infine,
ricorda che la Commissione ha preso atto del giudizio favorevole espresso dal
Collegio dei revisori dei conti, il quale ha attestato la correttezza delle
risultanze contabili e la coerenza dei dati rappresentati nel rendiconto. Pur
riconoscendo la permanenza di alcune sfide legate al miglioramento
dell’efficienza della spesa, al rafforzamento della capacità di riscossione, al
completamento dei processi di razionalizzazione amministrativa e alla
valorizzazione del patrimonio regionale, ha ritenuto che i risultati conseguiti
nel 2025 confermino la validità del percorso intrapreso e la progressiva
stabilizzazione degli equilibri finanziari della Regione, per tali ragioni,
comunica che la Commissione bilancio ha espresso parere favorevole a
maggioranza.
Precisato,
preliminarmente, di non mettere in discussione la regolarità formale del
Rendiconto, certificata dalla Corte dei conti, né il relativo giudizio di
parifica, evidenzia come la stessa Corte, nella propria deliberazione, abbia
formulato una serie di rilievi che, a suo avviso, meritano particolare
attenzione, sottolineando che il Rendiconto rappresenta non soltanto un
esercizio contabile, ma anche una valutazione dell’azione di governo svolta nel
corso dell’anno.
Evidenzia,
quindi, che l’avanzo disponibile di circa 107 milioni di euro, presentato dalla
maggioranza come prova del risanamento finanziario, sarebbe stato determinato
principalmente dall’azzeramento del Fondo anticipazione di liquidità disposto
dalla legge di bilancio statale per tutte le Regioni, rilevando come la stessa
Corte abbia qualificato tale risultato come un dato formale e non come risorse
effettivamente e liberamente utilizzabili, sottolineando, inoltre, che, al
netto della componente sanitaria, la reale disponibilità di cassa ammonterebbe
a circa 102 milioni di euro.
Con
riferimento al settore sanitario, richiama le osservazioni della Corte circa
l’utilizzo temporaneo di risorse destinate alla sanità per esigenze diverse,
successivamente reintegrate, nonché i ritardi nei trasferimenti alle aziende
sanitarie, costrette a ricorrere ad anticipazioni di tesoreria con conseguenti
maggiori oneri. In proposito, riferisce il superamento del tetto della spesa
farmaceutica per circa 186 milioni di euro e il peggioramento del saldo della
mobilità sanitaria passiva, segnalando come un numero crescente di cittadini
calabresi continui a rivolgersi a strutture sanitarie fuori regione.
Richiama,
poi, l’attenzione sull’incremento dei residui attivi e sulle indicazioni della
Corte volte a rafforzare il Fondo crediti di dubbia esigibilità, rilevando la
presenza di crediti risalenti nel tempo e di difficile riscossione, nonché
criticità in relazione ai principi di veridicità e attendibilità del bilancio.
In
merito ai debiti fuori bilancio, quantificati in circa 17 milioni di euro, afferma
che essi derivano prevalentemente da contenziosi, sentenze e pignoramenti,
evidenziando come la Corte abbia invitato l’amministrazione ad
adottare misure idonee a prevenire l’insorgere di nuove controversie e abbia
rilevato l’assenza di procedure di responsabilità nei confronti dei soggetti
che avrebbero determinato tali passività.
In
conclusione, chiede alla Giunta di fornire l’elenco dei debiti fuori bilancio
relativi al 2025 con l’indicazione delle relative cause, di predisporre un
piano di rientro della spesa farmaceutica corredato da obiettivi verificabili e
di garantire una separazione stabile tra la cassa sanitaria e quella ordinaria,
in conformità alle indicazioni della Corte dei conti.
Sostenuto
che la regolarità dei dati contabili non sia di per sé sufficiente a
rappresentare un miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini e
richiamate le criticità ancora presenti nei servizi e nei tempi di attesa,
annuncia il voto contrario del proprio gruppo al provvedimento.
Pone in votazione gli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7,
8, 9, 10, 11, 12, 13 e 14 che sono approvati, indi preso atto del parere
favorevole del Collegio dei Revisori dei conti e della Commissione speciale di
vigilanza pone in votazione la proposta, unitamente agli allegati, che è
approvata con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il
Consiglio approva)
Ricordato all’Aula che, ai
sensi dell’articolo 58, comma 1, dello Statuto della Regione Calabria, le leggi
statutarie devono essere approvate dal Consiglio regionale a maggioranza
assoluta dei componenti, mediante due successive deliberazioni adottate a distanza
non inferiore a due mesi, precisa che il provvedimento è sottoposto all’esame del
Consiglio in prima lettura.
Illustra
la proposta di legge, rispondente a un’esigenza di responsabilità istituzionale
e di prudenza amministrativa. Ricordato che la legge regionale n. 9 del 3 marzo
2026 aveva introdotto modifiche e integrazioni allo Statuto della Regione
Calabria sul presupposto che le stesse costituissero adeguamenti a disposizioni
normative nazionali e a esigenze organizzative, ritenute estranee all’ambito di
applicazione del referendum confermativo previsto dalla normativa regionale,
riferisce che, a seguito del ricorso promosso da sette consiglieri regionali,
l’Ufficio centrale regionale per il referendum presso la Corte d’Appello di
Catanzaro aveva disposto l’avvio della procedura referendaria e che,
conseguentemente, con decreto del Presidente della Giunta regionale n. 59
dell’11 agosto 2026, era stato indetto il referendum popolare per il 29
novembre 2026.
Precisa
che, nonostante la Regione abbia impugnato tale decisione nelle sedi
competenti, il contenzioso è tuttora pendente e presenta il concreto rischio di
non essere definito prima della data fissata per la consultazione, sottolinea
che lo svolgimento delle operazioni referendarie comporterebbe una spesa
stimata in circa 7 milioni di euro, rendendo necessari
immediati esborsi per gli adempimenti preparatori. Alla luce di tale situazione
di incertezza giuridica e temporale, ritiene doveroso evitare il rischio di
impiegare ingenti risorse pubbliche. Evidenziata la finalità della proposta
legislativa, consistente nell’abrogazione integrale della legge regionale n. 9
del 2026, con salvaguardia degli effetti già prodotti e conseguente ripristino
del testo statutario previgente alla riforma, precisa che l’intervento non
comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Registrata la tardività con la quale, a
suo avviso, il provvedimento giunge all’esame dell’Aula, paventa il rischio che
tale circostanza possa rappresentare un segnale di disattenzione o disordine
amministrativo da parte della Giunta regionale.
Auspicato che eventuali prospettive
politiche future non determinino una minore attenzione verso le problematiche
del territorio calabrese, evidenzia, altresì, l’assenza in Aula dell’assessore
competente durante la discussione di provvedimenti di particolare rilevanza.
Ricordato che la questione in discussione è
stata più volte sollevata dall’opposizione, ritiene che alla base della proposta
possa esservi non tanto una valutazione sui costi del referendum quanto,
piuttosto, il timore dell’esito della consultazione.
Evidenziata la contraddizione tra la volontà
di contenere le spese e le precedenti scelte relative all’istituzione di nuovi
incarichi di governo regionale, precisa che le relative risorse avrebbero
potuto essere destinate ad altre priorità del territorio.
Precisato, quindi, di condividere la
finalità del provvedimento, anticipa il contenuto degli emendamenti presentati,
finalizzati a rendere più puntuale e definita la procedura prevista dalla legge
e, in particolare, a stabilire un termine per la seconda lettura del
provvedimento, entro il mese di dicembre, prevedendo, in caso contrario, la
ripresa dell’iter referendario con svolgimento della consultazione entro il
mese di febbraio.
Richiamata la volontà manifestata dalla
maggioranza di procedere all’abrogazione della disciplina oggetto di
contestazione, sottolinea l’opportunità di prevedere contestualmente la
rinuncia al contenzioso pendente dinanzi al Consiglio di Stato, al fine di
evitare dubbi circa la reale volontà di superare l’attuale assetto normativo.
Rilevato che il Presidente della Giunta
avrebbe potuto intervenire direttamente con un decreto, auspica l’approvazione
degli emendamenti presentati, al fine di garantire certezza dei tempi
procedurali e chiarezza sulle conseguenze derivanti dall’approvazione del
provvedimento.
Rilevata l’ipocrisia della maggioranza in ordine alle motivazioni addotte a sostegno dell’iniziativa in esame, evidenzia come l’abrogazione della disciplina relativa agli assessori e ai sottosegretari intervenga solo a seguito delle contestazioni emerse e del contenzioso instaurato; reputa, pertanto, non condivisibile la ricostruzione secondo cui la scelta sarebbe riconducibile esclusivamente a ragioni di contenimento della spesa.
Rilevata l’assenza del Presidente della Giunta durante il dibattito, sottolinea la necessità di una maggiore attenzione alle problematiche regionali, evidenziando come l’attività politica svolta a livello nazionale non debba determinare un affievolimento dell’impegno sulle questioni calabresi.
Richiamate, poi, alcune dichiarazioni pubbliche del presidente Occhiuto, manifesta perplessità rispetto a una impostazione che, a suo avviso, rischia di subordinare l’attenzione ai problemi della Calabria ad altre dinamiche politiche, ribadendo che il ruolo di Presidente della Regione impone una costante e prioritaria attenzione ai bisogni del territorio.
Ritenuto che, in assenza dell’azione congiunta delle forze di minoranza e delle iniziative giudiziarie promosse a proprie spese, la normativa relativa ai sottosegretari sarebbe rimasta vigente, respinge la narrazione secondo cui l’attuale maggioranza avrebbe autonomamente maturato la scelta di destinare diversamente le relative risorse finanziarie, ritenendo, piuttosto, che la decisione sia esclusiva conseguenza delle contestazioni sollevate.
Ribadisce, infine, le critiche all’impostazione seguita dalla maggioranza, riaffermando il ruolo svolto dall’opposizione nell’avere determinato l’avvio del percorso che ha condotto all’attuale proposta di abrogazione.
Sottolineato, preliminarmente, come
l’abrogazione della norma relativa ai sottosegretari e all’ampliamento della
Giunta costituisca l’esito di un ampio confronto politico e istituzionale,
maturato a seguito dell’opposizione esercitata dalle forze di minoranza,
ricorda che la reintroduzione della disciplina dei sottosegretari, abrogata
circa vent’anni prima, ha costituito uno dei primi atti della legislatura, fortemente
contestato dall’opposizione in quanto ritenuto non coerente con le priorità
della Calabria e con le difficoltà economiche vissute da cittadini e imprese.
Ricordate le diverse iniziative
giudiziarie promosse contro tale atto, evidenzia, in particolare, che
l’opposizione ha impugnato il provvedimento davanti agli organi competenti,
ottenendo decisioni favorevoli volte a consentire lo svolgimento del referendum
sulla modifica statutaria; al riguardo, rileva che la Regione ha proseguito il
contenzioso dinanzi alle diverse giurisdizioni competenti fino alla fissazione
dell’udienza presso il Consiglio di Stato.
Manifestate perplessità rispetto alla
motivazione fondata sul contenimento dei costi del referendum, reputa che
sarebbe stato più opportuno prendere atto anticipatamente delle pronunce
intervenute e procedere tempestivamente al superamento della norma.
Ritenuto che l’attenzione della politica si sia concentrata sull’incremento degli incarichi istituzionali anziché sulle difficoltà economiche e sociali dei cittadini calabresi, esprime perplessità circa l’efficacia delle misure economiche prospettate, reputando che le risorse previste non siano sufficienti a fornire risposte adeguate alle esigenze delle famiglie e delle imprese calabresi.
Rilevata l’improvvisa inversione di rotta della maggioranza rispetto alla disciplina dei sottosegretari e dell’ampliamento della Giunta, evidenzia che l’opposizione aveva contestato fin dall’origine non tanto la scelta politica in sé, quanto la decisione di sottrarre la questione alla valutazione del corpo elettorale attraverso lo strumento referendario.
Sottolinea, quindi, che l’opposizione, utilizzando tutti gli strumenti politici e giurisdizionali a sua disposizione per garantire un confronto democratico, aveva richiesto fin dall’inizio di verificare l’orientamento dei cittadini calabresi sull’opportunità di introdurre nuove figure istituzionali, reputando, al riguardo, che il corretto funzionamento della democrazia dovrebbe fondarsi sul dialogo e sul confronto tra maggioranza e opposizione e non, piuttosto, sul ricorso alle sedi giudiziarie.
Ritenuto che il provvedimento in esame scaturisca dalla volontà di evitare il confronto referendario in una fase particolarmente delicata per la Regione, richiama gli emendamenti presentati dall’opposizione, finalizzati a sancire in modo inequivocabile la volontà di superare definitivamente la disciplina vigente e a eliminare ogni possibile margine di interpretazione o futura riattivazione delle disposizioni contestate.
Ribadita la convinzione che il mutato orientamento della maggioranza costituisca anche il risultato delle iniziative politiche e istituzionali poste in essere dall’opposizione, invita i consiglieri di maggioranza a sostenere gli emendamenti proposti, ritenendoli coerenti con l’obiettivo di chiudere definitivamente la questione ed evitare incertezze interpretative sulla disciplina oggetto di abrogazione.
Rilevata la distanza tra la rappresentazione di una “Calabria straordinaria” e le difficoltà manifestate dal territorio, sottolinea le numerose criticità emerse nel settore sanitario, produttivo e agricolo, richiamando le recenti mobilitazioni registrate in diverse aree della regione e sostenendo la necessità di risposte più incisive da parte delle Istituzioni.
Precisato che l’istituzione dei sottosegretari era stata presentata come una delle linee qualificanti del programma di governo, evidenzia come le motivazioni attualmente poste a fondamento della sua abrogazione risultino differenti da quelle originariamente sostenute dalla maggioranza; ravvisa, pertanto, la necessità di chiarire se la rinuncia alla disciplina dei sottosegretari sia destinata a rappresentare una scelta definitiva oppure una soluzione contingente destinata ad essere successivamente riproposta.
Richiamate alcune dichiarazioni in merito alle recenti proteste sociali e produttive, evidenzia la necessità di chiarire se sussistano effettivamente rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nelle mobilitazioni in corso, ritenendo indispensabile fornire elementi certi alle Istituzioni e all’opinione pubblica.
Sottolineato come l’attuale scelta della maggioranza, conseguente all’azione di contrasto attuata dall’opposizione, consenta anche di superare tensioni politiche e istituzionali maturate attorno alla composizione della Giunta regionale, manifesta perplessità sull’efficacia delle risorse destinate a sostegno delle categorie interessate dalle recenti proteste, ritenendo che gli stanziamenti previsti possano risultare insufficienti rispetto alle esigenze espresse dal tessuto produttivo regionale.
Richiamata, infine, la situazione dei pazienti dializzati dell’area metropolitana di Reggio Calabria, evidenzia la chiusura del centro dialisi interessato e le conseguenti difficoltà organizzative e assistenziali per gli utenti coinvolti, sollecitando una soluzione tempestiva che assicuri continuità terapeutica e adeguati livelli di assistenza.
Auspica, infine, che la vicenda dei sottosegretari e le criticità emerse in ambito sanitario costituiscano occasione di riflessione per il governo regionale, al fine di orientare l’azione amministrativa verso risposte più efficaci ai bisogni dei cittadini calabresi.
Comunica il voto favorevole del proprio gruppo consiliare all’abrogazione della normativa in discussione, ritenendo tale posizione coerente con l’orientamento assunto dalla minoranza sin dall’inizio dell’iter.
Rileva, tuttavia, come, pur nel rispetto delle fisiologiche differenze tra maggioranza e minoranza, non si riesca frequentemente a individuare soluzioni condivise e rammenta, al riguardo, che le criticità relative al provvedimento erano state ripetutamente segnalate dalla minoranza sia nelle Commissioni consiliari competenti sia in Consiglio regionale e che, successivamente, sono intervenute le pronunce della Corte d’appello e del TAR, quest’ultimo dichiaratosi privo di giurisdizione.
Riferisce, quindi, che la minoranza ha aderito alla presentazione di emendamenti finalizzati a rafforzare gli effetti dell’abrogazione della legge e a consentire l’effettiva destinazione ad altre esigenze delle somme originariamente stanziate per la celebrazione del referendum.
Evidenzia, in particolare, le difficoltà derivanti dall’aumento del costo dei carburanti, che interessano l’intera popolazione calabrese e incidono in maniera significativa su alcune categorie produttive, richiamando le manifestazioni organizzate al riguardo.
Infine, assicura la disponibilità della minoranza a collaborare e a proporre soluzioni nell’interesse generale dei cittadini calabresi, indipendentemente dall’atteggiamento assunto dalla maggioranza nei suoi confronti.
Ringraziati i capigruppo di maggioranza per la presentazione del provvedimento in esame, che giudica espressione di buon senso e responsabilità, precisa che i contenziosi in essere rimangono impregiudicati e che i relativi esiti continueranno a produrre effetti. Evidenzia, pertanto, che l’eventuale accoglimento delle tesi sostenute dall’Avvocatura regionale consentirebbero alla Regione di evitare una spesa pari a circa 7 milioni di euro.
Contesta, quindi, la posizione della minoranza, ritenendo contraddittoria la richiesta di procedere comunque alla consultazione referendaria qualora l’esito del contenzioso possa determinare un risparmio delle relative risorse pubbliche.
Respinge, inoltre, l’ipotesi secondo cui la maggioranza sarebbe restia al confronto elettorale, richiamando i recenti risultati elettorali conseguiti dal centrodestra, e sottolinea che le eventuali economie derivanti dalla mancata celebrazione del referendum, pur non essendo sufficienti a risolvere le difficoltà esistenti, potrebbero essere destinate alle esigenze connesse alla crisi del comparto agricolo e produttivo regionale.
Infine, giudica il provvedimento un atto di buon senso finalizzato a evitare, ove possibile, un esborso di risorse a carico dei cittadini calabresi.
Solleva una riflessione sul ruolo e sulla responsabilità degli amministratori regionali nella rappresentazione pubblica della Calabria, evidenziando il particolare rilievo assunto dalle dichiarazioni rese dai consiglieri regionali dentro e fuori dall’Aula.
Ritiene, infatti, che la critica politica, quando oltrepassi i limiti del normale confronto istituzionale e restituisca costantemente l’immagine di una Calabria priva di prospettive e capacità operative, possa determinare un danno reputazionale per la Regione, con conseguenze sul territorio, sulle imprese, sui lavoratori e sui potenziali investitori, già condizionati dalle carenze infrastrutturali e dai pregiudizi esterni.
Censura, quindi, il linguaggio politico che giudica eccessivamente divisivo e polemico e contesta, in particolare, l'atteggiamento di quanti, pur avendo ricoperto incarichi amministrativi locali, formulano valutazioni fortemente negative sull'operato regionale, in particolare riferendosi alle dichiarazioni del consigliere Falcomatà.
Invita, quindi, i consiglieri di maggioranza a proseguire nel percorso politico e amministrativo delineato dal presidente Occhiuto, ritenendo che i risultati conseguiti siano supportati da dati, performance e valutazioni provenienti da organismi nazionali competenti e indipendenti.
Giudica, di contro, l’atteggiamento della minoranza caratterizzato da un eccessivo pessimismo e dalla ricerca della polemica politica, ritenendo ingiustificata l’enfasi attribuita agli sviluppi della vicenda in discussione e sottolineando che saranno i cittadini, attraverso il voto, a valutare l’operato della maggioranza e dell’opposizione e a stabilire chi dovrà proseguire nell’esercizio delle responsabilità istituzionali.
Ringraziato, preliminarmente, il sottosegretario Ettore Figliolia per l’attività svolta, di cui giudica encomiabile l’impegno, in particolare il contributo fornito al percorso finalizzato all’uscita della sanità regionale dal commissariamento, rileva una contraddizione nelle posizioni espresse dall’opposizione, con interventi che ritiene appaiano oppositivi all’abrogazione.
Ritiene, pertanto, che l’iniziativa legislativa in esame rappresenti un atto di responsabilità politica del centrodestra e contesta alla minoranza di non averne riconosciuto tale carattere.
Sottolineato che obiettivo del provvedimento è evitare uno sperpero di risorse pubbliche, attesa l’inopportunità di sostenere una spesa di diversi milioni di euro per la celebrazione del referendum in una fase caratterizzata da difficoltà economiche e proteste sociali, ritiene che il referendum abbia alimentato posizioni antipolitiche e ribadisce la valutazione positiva sull’attività svolta dal sottosegretario nominato dal presidente Occhiuto.
Invita, quindi, l’opposizione a rivolgere le medesime valutazioni critiche anche alle amministrazioni regionali guidate dal centrosinistra nelle quali la figura del sottosegretario è prevista dagli Statuti e dagli assetti organizzativi.
Richiama, infine, il giudizio di parificazione della Corte dei conti quale elemento a sostegno della correttezza della gestione regionale e conclude contestando le strategie politiche ed elettorali della minoranza.
Pur riconoscendo
alla maggioranza e al Presidente della Giunta la piena legittimità di
organizzare l’assetto di governo regionale e apprezzando il contributo
professionale fornito dal sottosegretario Figliolia, concentra le proprie
critiche sulle modifiche statutarie che, a suo avviso, hanno inciso
impropriamente sugli strumenti di partecipazione democratica previsti
dall’ordinamento regionale.
Rivendica, quindi, il ruolo istituzionale dell’opposizione, chiamata a esercitare funzioni di controllo e a rappresentare una visione politica alternativa, sottolineando come il confronto tra maggioranza e minoranza debba svolgersi nel reciproco rispetto delle rispettive prerogative e senza inutili contrapposizioni personali. Evidenziata, inoltre, la pluralità delle posizioni presenti tra le forze di opposizione, caratterizzate da sensibilità politiche differenti, esprime preoccupazione per la permanenza del contenzioso ancora pendente e chiede chiarimenti sugli effetti che l’abrogazione potrebbe produrre sui procedimenti giudiziari in corso, ritenendo che sarebbe stato opportuno attendere le determinazioni definitive degli organi giurisdizionali. Osserva altresì che le risorse necessarie per la consultazione referendaria avrebbero potuto essere reperite mediante l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione, consentendo nel contempo di dare risposta alle esigenze dei cittadini.
Pur riconoscendo gli sforzi finanziari
compiuti dalla Regione, ritiene che le misure richiamate nel corso del
dibattito non siano pienamente adeguate rispetto alle criticità che interessano
il territorio, in particolare nel settore sanitario e nei servizi ai cittadini,
e sottolinea che la tutela dell’immagine della Calabria non può prescindere dal
riconoscimento e dall’affrontare concretamente le problematiche esistenti, che
l’opposizione ha il dovere di rappresentare nelle sedi istituzionali.
Richiama, infine, la necessità di garantire
il rispetto delle regole statutarie e costituzionali, la partecipazione
democratica e un confronto politico incentrato sui contenuti.
Annuncia, pertanto, il voto favorevole al
provvedimento e a quello successivo, auspicando l’approvazione degli
emendamenti presentati dalla minoranza, ritenuti utili a rafforzare le garanzie
di certezza normativa e di trasparenza istituzionale.
Respingendo le critiche rivolte all'opposizione e sostenendo che proprio la minoranza si è battuta contro lo spreco di denaro pubblico, replica al consigliere Chiappetta sul tema del decoro istituzionale, rivendicando l'autonomia dei consiglieri di opposizione e il loro diritto/dovere di contestare le affermazioni della maggioranza laddove le giudichi non veritiere.
Tornando ai sottosegretari, giudica l’attuale discussione già una prima vittoria delle opposizioni, che si erano fortemente battute contro la riforma.
Estende, pertanto, il ragionamento alla situazione economica e sociale, descrivendo le difficoltà affrontate da cittadini e imprese e attribuendone una parte di responsabilità tanto al governo regionale quanto a quello nazionale. Critica, quindi, quella che considera una rappresentazione idealizzata della Calabria attraverso i social network, contrapposta alle difficoltà concrete incontrate quotidianamente dai cittadini, in particolare nell'accesso alle cure.
In conclusione, esprime il timore che
l’abrogazione in esame possa rappresentare soltanto una soluzione temporanea,
finalizzata a sospendere gli effetti del procedimento referendario nelle more
della definizione del contenzioso ancora pendente. Osserva che, qualora tale
ipotesi trovasse conferma, il Consiglio regionale rischierebbe di essere
utilizzato per finalità contingenti e non per assumere una scelta politica
definitiva, con il risultato di sottrarre ai cittadini la possibilità di
pronunciarsi direttamente sulla questione. Rivolge, pertanto, al Presidente della Giunta l’invito a chiarire in modo
inequivoco se l’abrogazione proposta costituisca una rinuncia definitiva alla
riforma oppure una misura adottata in attesa delle determinazioni degli organi
giurisdizionali.
Considerato che le due proposte di legge sembrano destinate a ricevere il voto favorevole sia della maggioranza sia della minoranza, auspica che il loro iter possa concludersi definitivamente nella stessa seduta.
Esprime tuttavia il timore che la vicenda possa prolungarsi ulteriormente, sottraendo tempo, energie e attenzione ai numerosi problemi della Calabria. Per tali ragioni, invita la maggioranza a valutare attentamente gli emendamenti predisposti dalla minoranza, finalizzati soprattutto a introdurre termini temporali certi.
Infine, invita nuovamente la maggioranza ad accogliere il contributo dell'opposizione e gli emendamenti proposti, così da attribuire una scadenza certa alla vicenda dei sottosegretari e chiuderla definitivamente.
Precisato che avrebbe preferito intervenire in occasione della discussione sui 15 milioni di euro destinati ai calabresi, agli agricoltori e alle famiglie - provvedimento sul quale annuncia fin da subito il proprio voto favorevole - sottolinea che criticare ciò che non funziona non significa criticare la Calabria. Ricorda, inoltre, di aver presentato numerose interrogazioni alle quali, a suo dire, sarebbero arrivate pochissime risposte e lamenta la mancanza di quella collaborazione istituzionale richiesta all'inizio della legislatura.
Sul tema dei sottosegretari rivendica apertamente una vittoria politica dell'opposizione, ritenendo che la maggioranza si sia resa conto di aver commesso un errore soprattutto nei confronti dei cittadini calabresi.
Rivendicato, quindi, di essere una persona politicamente libera e riconoscendo di uscire dal tema specifico della discussione, rivolgendosi al Presidente della Giunta, denuncia le criticità che si registrano in materia di edilizia residenziale pubblica nella provincia di Cosenza, in particolare il ritardo, che quantifica in circa cinque mesi, nell'adozione di alcune delibere con impegno di spesa da parte della commissaria competente che avrebbero conseguenze particolarmente gravi per cittadini anziani o con disabilità.
Osservato che il dibattito si è progressivamente allontanato dal tema principale, estendendosi alla sanità e ad altre problematiche regionali, contesta l'interpretazione secondo cui quanto sta accadendo rappresenterebbe una vittoria della minoranza, evidenzia che rientra nelle prerogative di chi governa proporre e successivamente modificare le proprie scelte, comprese quelle relative allo Statuto regionale e all'organizzazione della macchina amministrativa.
Sottolinea, inoltre, che il dibattito dovrebbe tenere maggiormente conto della situazione di emergenza economica legata alla crisi internazionale e al rincaro dei carburanti, che determina ripercussioni sulle diverse categorie sociali e produttive. In questo quadro, rivendica l'azione del Presidente e della maggioranza, evidenziando lo stanziamento di 15 milioni di euro destinato a sostenere alcune delle categorie maggiormente colpite.
Ringraziata quindi l'opposizione per l'annunciato voto favorevole ai provvedimenti e sottolineato che, di fronte alle emergenze, maggioranza e minoranza dovrebbero superare le contrapposizioni ideologiche, rivendica la maturità e il coraggio politico della maggioranza nell'essere tornata su una decisione precedentemente assunta e nell'averla abrogata nell'interesse dei calabresi, destinando le risorse a interventi considerati più urgenti.
In conclusione, ribadisce l'impegno della maggioranza a sostenere agricoltori, imprenditori e categorie sociali in difficoltà.
Ritiene che l’opposizione abbia concentrato per lungo tempo la propria attenzione su questioni procedurali e giuridiche, senza cogliere i cambiamenti in corso in Calabria nei diversi settori dell’azione amministrativa.
Soffermandosi sul referendum, osserva che la politica è chiamata ad assumersi la responsabilità di alcune scelte senza demandarle necessariamente al voto popolare, evidenziando come, a fronte di un onere contenuto derivante dall’applicazione della norma, la consultazione referendaria avrebbe comportato costi significativamente maggiori.
Richiama, quindi, alcuni risultati che attribuisce all’azione della maggioranza regionale, in particolare, gli interventi realizzati nel settore ambientale che hanno consentito, a suo avviso, un sensibile miglioramento della balneabilità lungo le coste calabresi e l’importanza delle misure adottate in favore dei lavoratori precari e dei diversi bacini occupazionali, richiamando i percorsi di stabilizzazione e di superamento delle situazioni di precarietà.
Con riferimento allo stanziamento di 15 milioni di euro destinato al sostegno del sistema produttivo, precisa che tale misura non rappresenta una soluzione definitiva alle difficoltà del comparto, ma costituisce un segnale di attenzione nei confronti delle imprese e dei lavoratori, e che l’aumento del costo dei carburanti non è addebitabile alle politiche regionali.
Infine, rivolge un appello al Presidente della Giunta affinché continui a rappresentare presso il Governo nazionale le esigenze del tessuto imprenditoriale calabrese, evidenziando come le imprese della regione presentino caratteristiche e criticità differenti rispetto a quelle operanti in altre aree del Paese e necessitino, pertanto, di interventi adeguati alle specificità del contesto territoriale.
Passa all’esame dell’articolato e in particolare dell’emendamento all’articolo 1, protocollo numero 22361/A01, a firma dei consiglieri di minoranza, cedendo la parola al consigliere Alecci per l’illustrazione.
Illustra l’emendamento che, oltre all’abrogazione espressa della legge regionale 3 marzo 2026, n. 9, e della legge regionale 1° aprile 2026, n. 12, che ne costituisce la disciplina attuativa in materia di sottosegretari, strutture di supporto e relativi trattamenti. Evidenzia che, in assenza di tale previsione, l’abrogazione della fonte statutaria lascerebbe nell’ordinamento una normativa priva del proprio presupposto giuridico, determinando un quadro incoerente e suscettibile di generare contenzioso. Sottolinea, pertanto, che l’emendamento ha carattere meramente chiarificatore e di coordinamento normativo rispetto al testo depositato, al fine di assicurare coerenza e certezza dell’assetto legislativo conseguente all’abrogazione.
Pone ai voti l’emendamento che è respinto, con il parere contrario della Giunta e del relatore. Indi, pone ai voti l’articolo 1, che è approvato, e passa all’esame dell’emendamento protocollo numero 22361/A02, a firma dei consiglieri di minoranza, introduttivo dell’articolo 1-bis, cedendo la parola al consigliere Alecci per l’illustrazione.
Illustra l’emendamento aggiuntivo, volto a disciplinare espressamente la cessazione degli incarichi di Sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale, prevedendo che tale effetto si produca dalla data di entrata in vigore della legge e della conseguente pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione. Evidenzia, quindi, che la proposta intende eliminare ogni incertezza circa la sorte degli incarichi e delle relative funzioni, a seguito dell’abrogazione della disciplina statutaria e legislativa di riferimento, auspicando, nel caso in cui fosse respinto, che il sottosegretario in carica rassegni le sue dimissioni o gli sia revocato l’incarico, per ragioni di coerenza e opportunità politica.
Pone ai voti l’emendamento che è respinto, con il parere contrario della Giunta e del relatore, indi pone ai voti la legge nel suo complesso.
Per dichiarazione di voto, ribadisce il suo voto favorevole alla proposta abrogativa, precisando che anche la norma abrogativa dovrà essere approvata in seconda lettura.
Per dichiarazione di voto, rileva come il dibattito abbia assunto, a suo avviso, toni contraddittori rispetto alle dinamiche proprie del confronto democratico, ricordando il ruolo spettante sia alla maggioranza sia all’opposizione.
Sostiene, quindi, che l’abrogazione odierna rappresenti il riconoscimento dell’errore compiuto da parte della maggioranza e osserva, inoltre, che la decisione di destinare le risorse ad altre finalità avrebbe potuto essere adottata già in una fase antecedente, evitando il protrarsi del contenzioso referendario e consentendone una più rapida definizione.
Rivendicato, pertanto, il ruolo svolto dall’opposizione nel perseguimento di tale risultato, ritiene che l’abrogazione della norma costituisca l’esito di un’iniziativa politica coerentemente sostenuta nel tempo e legittimata dal mandato ricevuto dagli elettori. Annuncia, pertanto, il voto favorevole del proprio gruppo, evidenziando come la scelta odierna confermi le ragioni delle posizioni espresse sin dall’avvio della vicenda e dia risposta alle perplessità manifestate da una parte significativa dell’opinione pubblica calabrese.
Pone ai voti la proposta di legge statutaria nel suo complesso, che è approvata.
(Il Consiglio
approva)
Illustra
il provvedimento, sottolineando che, qualora l’iter di abrogazione della legge
regionale n. 9 del 2026 giungesse a compimento, verrebbe meno la necessità di
svolgere il referendum confermativo. Per contro, evidenzia che il rispetto
delle scadenze previste per la consultazione referendaria comporterebbe
l’assunzione di impegni finanziari significativi, mentre, in attesa della
seconda deliberazione, l’interesse pubblico impone di agire con prudenza per
evitare un inutile dispendio di risorse.
Precisa,
poi, che le somme stanziate per il referendum, qualora la norma non dovesse
essere approvata in seconda lettura, potranno essere ripristinate al termine
dell’iter di abrogazione statutaria e nel frattempo, tali risorse saranno
destinate a fronteggiare la grave crisi economica determinata dall’aumento dei
costi del carburante, assicurando un sostegno immediato e non differibile alle
attività produttive.
Infine,
illustra il contenuto della proposta di legge, composta da tre articoli: il
primo dispone la sospensione dell’efficacia del decreto del Presidente della
Giunta regionale, mentre gli articoli 2 e 3 recano, rispettivamente, la
clausola di invarianza finanziaria e la disciplina relativa all’entrata in
vigore della legge.
Sottolinea,
preliminarmente, la necessità di utilizzare lo stesso metro di giudizio per
tutte le consultazioni referendarie, richiamando l’esito del referendum sulla
giustizia e invitando l’Aula ad evitare valutazioni strumentali o
esclusivamente politiche. Evidenzia come, nella comunicazione pubblica, le
dichiarazioni assumano un particolare rilievo e afferma di condividere il
principio secondo cui un consigliere regionale non dovrebbe denigrare il
proprio territorio. Osserva, tuttavia, come analoghe affermazioni critiche
siano state rivolte nei confronti di altri territori e ritiene pertanto
opportuno evitare atteggiamenti contraddittori. Ribadisce, quindi, la posizione
della minoranza, ribadendo la presentazione di un emendamento volto a fissare
tempi certi per l’abrogazione della legge; tale scelta, a suo avviso,
consentirebbe di eliminare ogni incertezza circa l’eventuale svolgimento del
referendum e l’utilizzo delle relative risorse finanziarie, permettendo al
Consiglio di concentrarsi sui problemi più rilevanti per la Calabria.
Respinge,
inoltre, l’idea che l’iniziativa referendaria sia stata promossa esclusivamente
dai consiglieri di minoranza, ricordando come numerosi cittadini e associazioni
abbiano avviato una raccolta firme in seguito all’approvazione della legge e
come la stessa minoranza avesse raccolto centinaia di sottoscrizioni in poche
settimane.
Auspica,
infine, che il Consiglio possa concentrare il proprio lavoro su questioni di
maggiore interesse per i calabresi.
Evidenziato
che ogni consigliere ha pieno diritto di esprimere le proprie posizioni
politiche, sostiene che il percorso seguito dalla maggioranza sia chiaro e
legittimo. Ritiene non vi sia alcuno scandalo nell’approvare il provvedimento
in prima lettura, in attesa degli sviluppi del contenzioso, e rinviare alla
successiva deliberazione ogni valutazione definitiva, ricordando che la
definizione dei tempi rientra nelle prerogative del Consiglio regionale. Riconoscendo
all’opposizione la legittimità nell’aver fatto ricorso agli strumenti
giudiziari per contrastare la legge approvata dalla maggioranza, per contro, ribadisce
il diritto della maggioranza di adottare le iniziative normative ritenute
necessarie. Precisato, inoltre, che il costo stimato per la consultazione
referendaria risulterebbe particolarmente elevato, sottolinea come le risorse
liberate possano essere destinate a interventi a sostegno del comparto
agricolo. Invita, infine, a non strumentalizzare le proteste degli agricoltori
e richiama la necessità di affrontare in modo concreto i problemi del settore
produttivo regionale, rivendicando l’azione della maggioranza e del governo
regionale.
Contestate,
preliminarmente, le dichiarazioni rivolte al suo operato amministrativo, chiede
poi se esista il rischio paventato dalla sottosegretaria Ferro in merito al
rischio di infiltrazioni mafiose nelle proteste legate al caro carburante.
Ritiene, infatti, che, qualora il rischio fosse reale, l’erogazione di risorse
pubbliche configurerebbe un’operazione particolarmente delicata; qualora invece
tale rischio non sussistesse, ritiene opportuno che vi sia un’esplicita
rettifica delle dichiarazioni rese. Infine, auspica un dibattito politico
maggiormente concentrato sulle questioni di merito piuttosto che su
considerazioni personali o allusioni.
Ritiene che l’iniziativa legislativa
oggi all’esame dell’Aula rappresenti una scelta politicamente accorta da parte
della maggioranza, finalizzata soprattutto ad evitare gli effetti di un
possibile esito sfavorevole del contenzioso pendente; a suo avviso, il tema
principale del dibattito odierno non riguarda il costo economico del
referendum, bensì il rispetto delle regole democratiche e delle procedure
previste per la modifica dello Statuto regionale.
Ribadito
che il referendum e le relative spese non derivano da una scelta della
minoranza, ma dall’approvazione della legge da parte della maggioranza, evidenzia
come la tutela delle regole democratiche comporti inevitabilmente dei costi,
che devono essere considerati parte integrante del corretto funzionamento delle
istituzioni.
Precisa,
inoltre, che l’azione giudiziaria è stata seguita dai legali incaricati e che,
nel frattempo, i gruppi di opposizione hanno continuato a presentare mozioni e
proposte su numerosi temi di interesse regionale, molte delle quali non sono
ancora state discusse dall’Aula. Richiama, a titolo esemplificativo, iniziative
riguardanti il debito sanitario, l’endometriosi, la fibromialgia e il sostegno
al comparto olivicolo.
Lamentata,
infine, una scarsa attenzione della maggioranza nei confronti delle proposte
provenienti dall’opposizione, auspica un maggiore spirito di collaborazione
istituzionale, affinché i provvedimenti utili ai cittadini calabresi possano
essere approvati indipendentemente dalla provenienza politica delle iniziative.
Riferito che all’articolo 1 è stato
presentato l’emendamento protocollo numero 22361/A01, a firma dei consiglieri Alecci,
Scutellà, Greco Filomena, Bruno, De Cicco, Madeo, Falcomatà, Ranuccio, Barbuto e
Laghi, cede la parola al consigliere Alecci per l’illustrazione.
Sottolineato che l’emendamento è stato già
illustrato precedentemente, evidenzia la necessità di prevedere tempi certi per
la conclusione dell’iter di abrogazione della disciplina relativa ai
sottosegretari e all’ampliamento della Giunta.
Precisato che l’eventuale decisione del
Consiglio di Stato potrebbe determinare l’ulteriore prosecuzione del
contenzioso dinanzi ad altre Autorità giudiziarie, rileva l’opportunità di
assumere in Aula un impegno politico volto a garantire, comunque, una seconda
lettura del provvedimento entro termini definiti, evitando il rischio di un
prolungato rinvio della decisione finale.
Sottolineato che tale soluzione
consentirebbe di dare certezza al percorso legislativo e di pervenire
rapidamente a una conclusione della vicenda, auspica la condivisione della
proposta da parte dell’intera Assemblea.
Pone ai voti l’emendamento protocollo numero
22361/A01, che è respinto con il parere contrario del relatore e della Giunta
regionale.
Chiede una breve sospensione dei lavori.
La seduta sospesa alle 18.17 riprende 18.40
Riprende i lavori.
Riferisce che, a seguito di un confronto, la minoranza ha deciso all’unanimità di votare per senso di responsabilità a favore del provvedimento, pur permanendo dubbi sulla sua legittimità, e sottolinea che avrebbe auspicato maggiore senso di collaborazione e lealtà anche dai banchi della maggioranza.
Posti ai voti gli articoli 1, 2 e 3 che sono approvati all’unanimità, pone ai voti la proposta di legge nel suo complesso che è approvata all’unanimità con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio
approva)
Riferisce, preliminarmente, che il provvedimento è stato approvato nella seduta del 30 settembre da parte della Commissione bilancio, che ha dedicato all’esame del provvedimento due sedute.
Precisato che il provvedimento reca le variazioni necessarie a adeguare il bilancio regionale ai dati definitivi risultanti dal rendiconto generale dell’esercizio 2025, evidenzia che le modifiche riguardano il valore dei residui, del Fondo pluriennale vincolato, del fondo cassa e del risultato di amministrazione, oltre al rafforzamento degli equilibri di bilancio e alla copertura di spese obbligatorie.
Sottolineato l’esame svolto dalla Commissione, rileva che il testo originario è stato integrato da numerose proposte emendative ritenute compatibili con gli equilibri finanziari della manovra e coerenti con le risorse disponibili, trasformando l’assestamento da mero strumento tecnico-contabile a occasione di intervento sulle esigenze emergenti del territorio.
Evidenziata l’attività istruttoria svolta sugli emendamenti, precisa che ciascuna proposta è stata sottoposta a verifica di sostenibilità finanziaria e di compatibilità con gli equilibri di bilancio, sulla base dei pareri del Dipartimento Bilancio e del Collegio dei revisori dei conti.
Rilevata la consistente disponibilità di risorse derivanti dall’avanzo di amministrazione accertato con il Rendiconto 2025, sottolinea che tale circostanza ha consentito di intervenire sulle priorità regionali senza compromettere la tenuta degli equilibri finanziari.
Precisato che la manovra, a seguito degli emendamenti approvati, ammonta complessivamente a circa 122,5 milioni di euro per l’esercizio 2026, evidenzia che le risorse sono state orientate verso investimenti, opere pubbliche, infrastrutture sanitarie, misure di protezione civile, sostegno agli Enti locali, iniziative culturali e interventi di sviluppo territoriale.
Sottolineata la funzione redistributiva dell’assestamento, rileva che l’avanzo disponibile viene destinato a interventi concreti a favore del territorio regionale, nel rispetto delle disposizioni normative che disciplinano l’utilizzo dell’avanzo libero.
Evidenziati gli ambiti maggiormente interessati dagli interventi finanziati, precisa che le risorse aggiuntive riguardano il sistema sanitario regionale, la telecardiologia, la sicurezza informatica, l’edilizia sanitaria, l’ammodernamento tecnologico delle strutture, la mitigazione del rischio idrogeologico, il sostegno alle comunità colpite da eventi calamitosi, il patrimonio bibliotecario regionale, le politiche agricole e il comparto produttivo.
Rilevato che il valore complessivo della manovra deriva principalmente dall’applicazione della quota disponibile del risultato di amministrazione 2025, evidenzia, altresì, il contributo delle quote accantonate del risultato di amministrazione, delle maggiori entrate derivanti dalla restituzione dell’avanzo del Consiglio regionale, dei crediti vantati nei confronti di Sorical e della reimputazione di crediti regionali nei confronti della stessa società e degli Enti locali.
Evidenzia, infine, la destinazione delle risorse verso sanità, protezione civile, infrastrutture, cultura, agricoltura ed Enti territoriali.
Esprime apprezzamento per le
disposizioni contenute nell’articolo 4 del provvedimento, relativo alle nuove
autorizzazioni di spesa e, nello specifico, per lo stanziamento di 350.000 euro
destinato all’acquisto di attrezzature scientifiche finalizzate all’attivazione
e al potenziamento delle attività di crioconservazione a supporto della
procreazione medicalmente assistita.
Richiamato il dibattito svoltosi nella seduta di Consiglio regionale del novembre 2025 in occasione dell’esame della proposta di legge in materia di tutela della maternità e contrasto al calo demografico, sottolinea come tale intervento si inserisca nel percorso volto a sostenere la natalità e a rispondere alle difficoltà economiche e lavorative che incidono sulla formazione delle famiglie e sulle scelte di procreazione.
Ritenuto che tale misura rappresenti un intervento concreto per la modernizzazione del sistema regionale e l’ampliamento dei servizi a sostegno delle coppie che intendono accedere ai percorsi di procreazione medicalmente assistita, sottolinea che le attività di crioconservazione saranno finalizzate esclusivamente alle procedure consentite dall’ordinamento nazionale.
Espresso ringraziamento al Presidente della Commissione competente e ai consiglieri che hanno contribuito all’iter istruttorio avviato nel corso dell’anno precedente, evidenzia il lavoro condiviso che ha consentito di pervenire all’attuale formulazione della disposizione.
Ribadisce, infine, l’apprezzamento per l’inserimento della misura nella manovra di assestamento, ritenendola coerente con gli impegni precedentemente assunti dal presidente Occhiuto in materia di sostegno alla natalità e alle politiche familiari.
Richiamata la disponibilità dell’avanzo libero di amministrazione, che è stato definito uno dei principali elementi positivi della gestione finanziaria regionale, rileva come, a seguito dell’esame in Commissione, le risorse disponibili siano state significativamente incrementate attraverso l’approvazione di numerosi emendamenti dei consiglieri di maggioranza, con particolare riferimento al settore sanitario.
Sottolineato il consistente finanziamento destinato alla sanità, con interventi che riguardano la telecardiologia, la sicurezza informatica, l’edilizia sanitaria, le nuove attrezzature e la robotica, manifesta, tuttavia, perplessità in ordine al coordinamento di tali risorse con gli investimenti già programmati attraverso il PNRR, il FESR e gli altri strumenti finanziari disponibili.
Rilevata l’assenza di un quadro conoscitivo completo sulle dotazioni tecnologiche delle aziende sanitarie e ospedaliere regionali, evidenzia di non aver ricevuto informazioni esaustive circa lo stato, l’utilizzo e l’eventuale obsolescenza delle apparecchiature esistenti, ritenendo prioritario verificare l’effettiva capacità di tali investimenti di migliorare concretamente i servizi erogati ai cittadini.
Richiamato l’emendamento presentato per la realizzazione del cosiddetto marciapiede salvavita nel Comune di Cariati, precisa che, pur non essendo stato accolto per ragioni tecniche, è stata manifestata disponibilità a individuare percorsi alternativi per il completamento dell’intervento, ritenuto strategico per la sicurezza del territorio.
Evidenziati, poi, ulteriori emendamenti presentati e respinti in Commissione in materia di endometriosi e fibromialgia, sottolinea che gli stessi erano finalizzati a rendere operative disposizioni legislative già approvate dalla Regione, prendendo atto della disponibilità manifestata ad approfondire successivamente tali interventi.
Richiamate, inoltre, le proposte relative alla valorizzazione della montagna, dei mulini storici e alla medicina di genere, rileva che esse sono state ritirate, sempre in sede di esame in Commissione, pur ritenendole strumenti importanti per il sostegno dei territori e per il miglioramento della prevenzione e dell’assistenza sanitaria.
Manifestate perplessità sull’efficacia complessiva della manovra di assestamento, evidenzia di non aver ricevuto risposte soddisfacenti nel corso dell’esame in Commissione rispetto alle questioni sollevate e annuncia il suo voto contrario al provvedimento, ritenendolo incapace di fornire risposte adeguate alle principali esigenze del territorio regionale.
Richiamata la consistenza della manovra
di assestamento, evidenzia che una quota significativa delle risorse è
destinata al settore sanitario, con particolare riferimento a interventi in
materia di telecardiologia, sicurezza informatica, edilizia sanitaria,
ammodernamento tecnologico e abbattimento delle liste d’attesa.
Sottolineata la rilevanza degli
investimenti programmati, manifesta l’esigenza di chiarire il coordinamento tra
le nuove risorse stanziate e quelle già assegnate al sistema sanitario
regionale attraverso il PNRR, il FESR e gli altri strumenti di finanziamento,
al fine di verificarne la complementarità e l’effettiva capacità di migliorare
i servizi sanitari.
Rilevata la necessità di una maggiore
conoscenza dello stato delle dotazioni tecnologiche esistenti presso le aziende
sanitarie e ospedaliere regionali, evidenzia l’importanza di valutare
l’effettiva disponibilità, l’utilizzo e il grado di obsolescenza delle
apparecchiature già presenti, con particolare riguardo all’impatto concreto
sugli esami diagnostici e sulla riduzione della mobilità sanitaria.
Sottolineata, inoltre, l’assegnazione
di contributi a favore di Comuni e associazioni del territorio regionale,
manifesta perplessità circa le modalità di individuazione dei beneficiari e i
criteri utilizzati per la distribuzione delle risorse.
Preso atto delle osservazioni formulate
dal Collegio dei revisori dei conti, sottolinea la necessità di accelerare le
attività di riscossione dei residui attivi e di approfondire ulteriormente la
ricognizione dei contenziosi pendenti, al fine di garantire una corretta
valutazione del Fondo contenzioso e del Fondo crediti di dubbia esigibilità.
Sollecita, infine, ulteriori
chiarimenti sugli aspetti evidenziati, ritenuti essenziali per una piena
valutazione dell’efficacia e della sostenibilità della manovra di assestamento.
Posti ai voti gli articoli 1 e 2, che sono approvati, passa all’emendamento all’articolo 3, protocollo numero 22253, a sua firma e del presidente Occhiuto.
Richiamata l’approvazione dell’emendamento relativo alla crioconservazione, evidenzia che l’iniziativa trae origine dalla proposta avanzata dalla consigliera Madeo, successivamente condivisa e recepita nell’ambito dell’azione del governo regionale, riconoscendone il valore sotto il profilo sociale e sanitario.
Precisato che l’assestamento registra un avanzo di amministrazione superiore a 300 milioni di euro, sottolinea che tale risultato deriva sia dalle innovazioni normative introdotte dalla legge di bilancio nazionale sia dall’azione di risanamento e di prudente gestione contabile attuata dalla Regione, che avrebbe, comunque, consentito il conseguimento di un avanzo significativo.
Rilevato che la Regione Calabria registra da diversi esercizi risultati finanziari positivi, evidenzia che l’Amministrazione ha scelto di utilizzare criteri prudenziali nella gestione delle risorse, destinando solo una parte dell’avanzo disponibile a nuovi interventi.
Sottolineando la centralità degli investimenti nel settore sanitario contenuti nell’assestamento, precisa che le risorse stanziate si aggiungono a quelle già disponibili attraverso FSC, PNRR e altri strumenti di finanziamento, con l’obiettivo di rafforzare il sistema sanitario regionale realizzando investimenti ulteriori.
Ricordati, ancora, i recenti eventi calamitosi, evidenzia che la Regione ha provveduto in tempi rapidi all’erogazione dei ristori a favore dei Comuni e dei soggetti danneggiati dal ciclone, prevedendo specifiche risorse aggiuntive e garantendo un sostegno più ampio rispetto a quello previsto dalla legislazione statale.
Precisa, quindi, che l’emendamento sul caro carburanti nasce da un confronto sviluppato con il Presidente del Consiglio regionale, che è cofirmatario, con l’assessore all’Agricoltura e con le categorie economiche interessate, evidenziando la particolare gravità del fenomeno per il tessuto produttivo calabrese.
Sottolineato che l’aumento del costo dei carburanti è riconducibile a fattori internazionali che eccedono le competenze regionali, rileva che la Regione ha, comunque, utilizzato tutte le risorse disponibili, destinando circa 15 milioni di euro per sostenere cittadini, imprese e categorie produttive maggiormente colpite.
Evidenzia. Pertanto, che i margini di intervento delle Regioni risultano necessariamente limitati e richiama la necessità di individuare le misure atte a consentire interventi di dimensione adeguata rispetto all’emergenza in corso, come accaduto nel periodo dell’emergenza sanitaria.
Riferita la difficoltà a reperire le risorse necessarie, comunica che nei prossimi giorni nella seduta di Giunta si stabiliranno criteri e modalità per dare il contributo a chi sta soffrendo, riferendo l’impegno di tutti gli assessori a tal fine.
Posto ai voti
l’emendamento, che è approvato con il
parere favorevole del relatore , pone in votazione l’articolo 3, che è approvato
per come emendato, e successivamente gli articoli 4, 5, 6, 7 e 8, anch’essi
approvati. Apre, quindi, la fase delle dichiarazioni di voto.
GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)
Modifica il suo voto
sul provvedimento, come prima annunciato, alla luce dell’emendamento presentato
dalla maggioranza e condiviso dai consiglieri di minoranza, annunciando
l’astensione del proprio gruppo sulla proposta di legge nel suo complesso.
Evidenzia, in particolare, l’importanza dell’emendamento che consente di
riconoscere aiuti ai soggetti colpiti da eventi di dissesto idrogeologico e da
cicloni, che altrimenti non avrebbero potuto beneficiare delle misure di
sostegno.
Rileva, quindi, che le
manifestazioni di protesta e il disagio sociale non riguardano esclusivamente
la Calabria, ma interessano numerose realtà nazionali ed europee, richiamando,
a titolo esemplificativo, le proteste registrate in Francia e in Spagna. Pur
riconoscendo che tali problematiche non sono direttamente imputabili al Governo
regionale, sottolinea la necessità che le istituzioni territoriali si facciano
comunque carico delle istanze dei cittadini, ricercando soluzioni anche presso
gli altri livelli istituzionali.
Auspica, pertanto, che
la crescente autorevolezza del Presidente della Giunta regionale, anche in
relazione al ruolo politico nazionale prospettato all’interno di Forza Italia,
possa tradursi in maggiori opportunità per la Calabria e contribuire alla soluzione
delle numerose criticità regionali, valorizzando anche le proposte formulate
dalle forze di opposizione.
Ritiene, inoltre,
necessario prestare maggiore attenzione alle condizioni in cui vivono i
cittadini calabresi e, con riferimento alla sanità e agli investimenti
finanziati attraverso il PNRR, rammenta le richieste di chiarimento
precedentemente formulate e rimaste prive di risposta. Chiede, in particolare,
informazioni sull’effettivo utilizzo delle apparecchiature sanitarie già
acquistate, tra cui risonanze magnetiche, ecografi e altri macchinari presenti
nelle strutture ospedaliere, precisando che tali richieste sono finalizzate a
offrire un contributo costruttivo e non devono essere interpretate
esclusivamente in termini di contrapposizione politica.
Conclude confermando il
voto favorevole sull’emendamento e l’astensione sulla proposta di legge nel suo
complesso.
ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)
Annuncia l’astensione
del gruppo del Partito Democratico sul provvedimento nel suo complesso,
precisando, tuttavia, di aver espresso voto favorevole sull’emendamento
presentato dai presidenti Occhiuto e Cirillo. Evidenzia, infatti, che non tutti
i contenuti dell’assestamento risultano pienamente condivisibili.
Esprime, per contro,
apprezzamento per la previsione di ristori destinati ai soggetti danneggiati,
auspicando, con riferimento agli immobili abusivi, che gli interventi siano
circoscritti alle prime abitazioni e non riguardino le seconde case, al fine di
evitare effetti distorsivi e messaggi non coerenti con il rispetto della
legalità.
Rammenta, quindi,
l’esperienza maturata durante il proprio mandato di sindaco nell’applicazione
delle disposizioni cosiddette “Salva Roma”, attraverso le quali furono reperite
risorse per liquidare imprese creditrici del Comune. Ricorda che, inizialmente,
alcune aziende non poterono essere pagate per l’assenza di regolarità del DURC
e che, successivamente, la normativa fu modificata consentendo il pagamento
delle imprese che risultavano in regola al momento dell’affidamento dei lavori.
Paventa, pertanto, il
rischio che analoghe problematiche possano impedire ad alcune imprese, comprese
quelle del comparto agricolo, di accedere ai ristori previsti e auspica che le
risorse stanziate, quantificate in 15 milioni di euro, possano essere
utilizzate a beneficio di tutte le aziende che ne abbiano effettiva necessità; invita, pertanto, il Presidente della Giunta
regionale a farsi promotore, presso il Governo nazionale, di una soluzione che
consenta di sostenere anche le imprese che, nell’attuale situazione
emergenziale, non risultino in regola con il DURC.
Ravvisa, inoltre,
l’opportunità che la Regione Calabria avanzi richieste più incisive nei
confronti del Governo nazionale, richiamando l’esperienza della Basilicata in
materia di agevolazioni sui costi energetici, riconosciute ai cittadini in
ragione delle attività estrattive presenti sul territorio. Evidenzia che anche
la Calabria è interessata dalla realizzazione di numerosi impianti eolici,
talvolta installati, a suo giudizio, senza un adeguato rispetto delle posizioni
espresse dalla Regione.
Pur dichiarandosi
favorevole allo sviluppo delle energie rinnovabili, ritiene necessario che le
società operanti nel settore lascino benefici concreti sui territori
interessati dagli impianti. Invita, pertanto, il Presidente della Giunta
regionale a intervenire presso il Governo nazionale affinché siano previste
adeguate compensazioni, anche sotto forma di riduzione dei costi energetici per
i cittadini calabresi, soprattutto in considerazione dei previsti aumenti delle
bollette nel periodo invernale.
Con riferimento,
infine, all’avanzo di bilancio e alla crescita economica regionale, riconosce i
risultati conseguiti dall’amministrazione regionale e dalla maggioranza,
rilevando, tuttavia, che una rappresentazione completa deve considerare anche
l’apporto delle risorse straordinarie del PNRR. Sottolinea, infatti, che tali
finanziamenti hanno consentito di sostenere interventi che, diversamente,
avrebbero richiesto l’impiego di risorse ordinarie regionali, producendo un
significativo impatto sulla crescita economica.
Pone in votazione
l’articolo 9, che viene approvato, preso atto del parere favorevole espresso
dal Collegio dei revisori dei conti. Pone, quindi, in votazione la proposta di
legge nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati, così come emendata, che
è approvata con autorizzazione al coordinamento formale. Viene, altresì,
autorizzato il Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio della Giunta
regionale ad apportare le necessarie modifiche al testo e agli allegati
tecnici.
(Il Consiglio approva)
Evidenzia che il
ricovero ospedaliero e, più in generale, i percorsi di cura possono determinare
condizioni di stress psicofisico e che la proposta mira ad alleviare le
sofferenze delle persone ricoverate, con particolare attenzione ai bambini,
agli anziani e alle persone con disabilità.
Illustra, quindi, i
principi fondamentali del provvedimento, finalizzato alla promozione
dell’umanizzazione delle cure e alla riduzione dello stress da ospedalizzazione
attraverso l’empatia e il ricorso alle arti, comprese le attività svolte dai
clown di corsia. Riferisce, inoltre, che la proposta prevede il coordinamento
istituzionale mediante la costituzione di un elenco regionale ricognitivo degli
enti del Terzo settore e la stipula di protocolli d’intesa con le strutture
sanitarie.
Precisa, quindi, che il
provvedimento persegue anche obiettivi di sicurezza e qualità attraverso la
definizione di linee guida regionali, di contenuti e di standard formativi
minimi, con particolare attenzione all’igiene ospedaliera e al comportamento
deontologico. Evidenziata, altresì, la previsione di strumenti di trasparenza e
monitoraggio mediante obblighi di rendicontazione annuale e la promozione di
protocolli con le università calabresi, sottolinea che la proposta si colloca
nel solco dell’umanizzazione delle cure, criterio cui sono chiamate a
conformarsi le strutture sanitarie pubbliche e private calabresi. Giudica,
pertanto, il provvedimento una legge di civiltà rivolta alle categorie più
fragili e auspica la sua approvazione unanime da parte del Consiglio regionale.
Esprime soddisfazione,
anche a nome dei colleghi del gruppo del Partito Democratico, per la proposta
di legge, rilevando che nell’ordinamento nazionale non è ancora presente una
disciplina legislativa che riconosca ufficialmente la clownterapia, o terapia
del sorriso, né la figura professionale del clown di corsia, nonostante siano
state presentate nel tempo diverse proposte di legge in Parlamento. Rammenta,
inoltre, le iniziative legislative intraprese da alcune Regioni, richiamando,
in particolare, il tentativo della Regione Puglia del 2017 di disciplinare
autonomamente tale figura.
Esprime, pertanto,
apprezzamento per la scelta della Calabria di intervenire sulla promozione
della terapia del sorriso e sottolinea, in coerenza con quanto affermato dal
relatore, il valore strategico dell’umanizzazione delle cure. Evidenzia, in
particolare, l’importanza di rendere meno traumatica l’esperienza
dell’ospedalizzazione per i bambini, auspicando che i percorsi di cura possano
concludersi positivamente e lasciare il ricordo di un’assistenza maggiormente
attenta alla dimensione umana della persona.
Ritiene, infine, che
iniziative di tale natura rappresentino una delle funzioni più significative
dell’attività legislativa del Consiglio regionale ed esprime la piena
condivisione dell’obiettivo perseguito dal provvedimento.
Pone in votazione gli
articoli 1, 2, 3, 4, 5 , 6, 7, 8 e 9, che sono approvati, e la proposta di
legge nel suo complesso, che è approvata con autorizzazione al coordinamento
formale.
(Il Consiglio approva)
Evidenziando che il
provvedimento interviene su una criticità del sistema dell’emergenza-urgenza, sottolinea
il carattere fondamentale delle attività svolte dal soccorritore e dall’autista
soccorritore e riferisce che la proposta delimita il perimetro della
certificazione delle relative competenze, richiamando la certificazione ISO
17024. Precisa che l’obiettivo è garantire che tali attività siano esercitate
esclusivamente da soggetti in possesso delle necessarie competenze e
qualificazioni.
Evidenzia, inoltre, la
valorizzazione dell’esperienza maturata nel volontariato, oltre a quella
acquisita attraverso l’attività lavorativa nel settore, ritenendo opportuno
riconoscere adeguatamente l’impegno prestato in tale ambito.
Riferisce, poi, che il
provvedimento si inserisce anche nel processo di coordinamento delle attività
di emergenza-urgenza affidato ad Azienda Zero e sottolinea la necessità di
garantire il costante rispetto degli standard di qualificazione e competenza
sia per gli autisti soccorritori sia per i soccorritori, compresi i
professionisti impiegati nel servizio di elisoccorso, auspicando un’ampia
condivisione della proposta.
Preso atto dell’assenza di ulteriori interventi, pone in votazione gli articoli 1 e 2, che sono approvati, e la proposta di legge nel suo complesso, che è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
Illustra la proposta di
legge, evidenziando che essa risponde all’esigenza di adeguare l’offerta
turistica calabrese alle nuove tendenze del mercato nazionale e internazionale.
Rilevato che la domanda
turistica è sempre più orientata verso forme di turismo esperienziale,
caratterizzate da autenticità, sostenibilità e contatto diretto con la natura,
precisa che l’intervento legislativo mira ad ampliare e innovare l’offerta
ricettiva regionale, in linea con esperienze già sviluppate in altre Regioni
italiane.
Evidenzia, quindi, che
la disciplina è finalizzata anche a favorire maggiori ricadute economiche per
gli operatori e per il territorio regionale e a consentire una rilevazione più
puntuale dei flussi turistici, precisando che tra le nuove tipologie di alloggio
contemplate rientrano le case sugli alberi, gli alloggi galleggianti, le
palafitte, le botti in legno, le stanze panoramiche e le case mobili, la cui
gestione dovrà avvenire esclusivamente in forma imprenditoriale.
Precisa, inoltre, che è
previsto il divieto assoluto di installazione nei siti appartenenti alla Rete
Natura 2000, nelle aree a rischio idrogeologico e sugli alberi monumentali e che
la segnalazione certificata di inizio attività dovrà essere corredata da
specifiche perizie e relazioni tecniche attestanti la sicurezza e la stabilità
degli alloggi.
Riferisce, altresì, che
il provvedimento interviene per uniformare il quadro fiscale e amministrativo,
equiparando tali strutture, ai fini tributari, alle strutture alberghiere a due
stelle e adeguando da tre a due il limite degli appartamenti ammobiliati a uso
turistico gestibili in forma non imprenditoriale, in conformità alla normativa
nazionale.
Precisato, infine, che
il provvedimento ha acquisito il parere favorevole delle Commissioni competenti
e non determina nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, ritiene
che l’approvazione della proposta consentirà di rimuovere restrizioni non più
giustificate, favorire la concorrenza, tutelare l’ambiente e offrire agli
operatori turistico-ricettivi nuove opportunità di sviluppo.
Esprime apprezzamento per il provvedimento e per il lavoro svolto dal consigliere Jonà, sottolineando le potenzialità del turismo quale settore strategico per lo sviluppo economico della Calabria.
In proposito, ritiene
necessario favorire forme di ricettività più moderne, superando un modello di
accoglienza eccessivamente fondato sull’utilizzo di seconde case e abitazioni
private, non sempre caratterizzate da adeguati standard qualitativi.
Sottolinea, quindi, che
le nuove tipologie ricettive previste dalla proposta possono rappresentare una
significativa opportunità di sviluppo, soprattutto in quanto compatibili con la
tutela ambientale e orientate a limitare il consumo di suolo.
Rammenta, al riguardo,
il precedente percorso legislativo relativo al glamping,
successivamente concretizzatosi anche attraverso l’avvio di strutture sul
territorio regionale, richiamando l’esperienza realizzata a Soverato. Conclude
annunciando il voto favorevole del gruppo del Partito Democratico.
Presidenza del vicepresidente
Giacomo Pietro Crinò
Pone in votazione gli
articoli 1, 2,3 4.5,6 7, 8. 9,
e 10, che
sono approvati, e il provvedimento nel
suo complesso, che è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
Illustra la proposta di
legge, composta da sette articoli, evidenziando che i primi cinque modificano
disposizioni regionali vigenti. Precisa che gli articoli 1 e 2 riorganizzano la
gestione dei corsi d’acqua demaniali e rafforzano gli interventi contro il
dissesto idrogeologico e l’erosione costiera, attribuendo a Calabria Verde
nuove competenze in materia di autorizzazioni, rilascio di nulla osta
idraulici, manutenzione fluviale, riscossione dei canoni e valorizzazione dei
materiali estratti, con priorità al ripascimento delle coste.
Riferisce che
l’articolo 3 ridefinisce il ruolo di ARPAL, limitandone le attività di supporto
ai Dipartimenti regionali nell’ambito delle proprie competenze istituzionali.
Illustra quindi l’articolo 4, volto ad armonizzare la disciplina regionale
sull’inclusione scolastica e i bisogni educativi speciali, prevedendo strumenti
per l’individuazione precoce degli studenti BES, la valorizzazione degli alunni
ad alto potenziale cognitivo, l’istituzione della Rete BES e la
regolamentazione della somministrazione dei farmaci in ambito scolastico.
Evidenzia, inoltre, che
l’articolo 5 istituisce un fondo gestito da Fincalabra S.p.A. a sostegno della
continuità aziendale, dell’occupazione e delle filiere strategiche regionali,
attraverso diversi strumenti finanziari. Conclude precisando che gli articoli 6
e 7 recano, rispettivamente, la copertura finanziaria e la disciplina
dell’entrata in vigore della legge.
Presidenza del presidente
Salvatore Cirillo
Annuncia il voto
contrario sul provvedimento e censura, preliminarmente, il mancato esame della
proposta nelle Commissioni consiliari competenti, nonostante la rilevanza delle
disposizioni contenute, e la trattazione diretta in Consiglio di provvedimenti
contenenti modifiche normative di particolare importanza, invitando la
Presidenza a evitare, in futuro, il ripetersi di tale modalità.
Con riferimento alle
disposizioni riguardanti Calabria Verde, riconosce l’esistenza della
problematica determinata dall’accumulo di sedimenti negli alvei fluviali
successivamente al ciclone Henry e condivide la necessità di intervenire sia
per ridurre il rischio idrogeologico sia per utilizzare, ove possibile, il
materiale estratto per il ripascimento delle coste.
Solleva, tuttavia,
perplessità sulle modalità individuate e sull’ampiezza delle competenze
attribuite a Calabria Verde, evidenziando come essa non sarebbe chiamata
esclusivamente a realizzare gli interventi, ma acquisirebbe contestualmente
funzioni autorizzative, operative ed economiche, potendo rilasciare le
autorizzazioni per l’estrazione degli inerti, effettuare direttamente
l’estrazione, rilasciare i nulla osta idraulici e valorizzare economicamente il
materiale non necessario agli interventi di mitigazione del rischio
idrogeologico.
Rileva, inoltre, che i
relativi proventi sarebbero riscossi direttamente dalla stessa Calabria Verde e
paventa, pertanto, un’eccessiva concentrazione di funzioni in capo al medesimo
soggetto, senza che sia stato possibile svolgere preventivamente un adeguato
approfondimento consiliare.
Sottolinea, altresì,
che la precedente disciplina prevedeva il parere preventivo dell’Osservatorio
regionale delle attività estrattive e rileva che tale passaggio viene eliminato
dalla modifica proposta.
Chiede, inoltre,
chiarimenti sul contributo una tantum di 3
milioni di euro previsto a favore di Calabria Verde per lo svolgimento delle
nuove attività, rilevando l’assenza, nella discussione consiliare, di elementi
sufficienti per comprendere i criteri utilizzati per determinarne l’importo.
Solleva ulteriori
perplessità sulle previsioni relative a FINCALABRA S.p.A., evidenziando, in
particolare, che alla società viene attribuita la possibilità di intervenire
nelle imprese strategiche in situazione di crisi anche attraverso
l’acquisizione del 100 per cento del capitale, giudicando che tale misura
necessiti di un approfondimento specifico e, al contempo, paventando una
riduzione del ruolo di controllo del Consiglio regionale su di essa.
Infine, ribadita
l’impossibilità di esprimere voto favorevole sulla proposta, auspica che, in
futuro, modifiche legislative di analoga rilevanza siano preventivamente
sottoposte all’esame delle Commissioni consiliari, ritenendo che il mancato
approfondimento pregiudichi non soltanto le prerogative dell’opposizione, ma
anche l’interesse dei cittadini calabresi.
Esprime perplessità sull’utilizzo dello
strumento della cosiddetta legge omnibus, che ritiene non adeguato alla materia
trattata, e annuncia il proprio voto contrario. In particolare, giudica gli
articoli 1 e 2 di rilevante impatto ambientale e relativi a tematiche connesse
al dissesto idrogeologico che, a suo avviso, avrebbero richiesto un
approfondimento e una specifica discussione in Commissione, anziché essere
inserite in un tale provvedimento.
Pone in votazione gli articoli 1, 2, 3, 4,
5, 6 e 7 che sono approvati e la legge nel suo complesso che è approvata con
autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
Quindi, esauriti i punti all’ordine del giorno, toglie la seduta.
La seduta termina alle 20.01
La funzionaria IEQ
Dott.ssa Giada Katia Helen Romeo