XIII^ LEGISLATURA

 

COMMISSIONE CONTRO IL FENOMENO

DELLA 'NDRANGHETA, DELLA CORRUZIONE

E DELL'ILLEGALITÀ DIFFUSA

N. 3

RESOCONTO SOMMARIO

_________

SEDUTA DI venerdì 12 giugno 2026

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MARCO POLIMENI

 

Inizio lavori h. 12,39

Fine lavori h.  14,28

INDICE

 

PRESIDENTE  3

Riflessione sul tema dell’antimafia penitenziaria quale strumento di rafforzamento dello Stato di diritto, di tutela della sicurezza collettiva e di maggiore protezione dei diritti delle persone private della libertà personale maggiormente fragili 3

PRESIDENTE  3,*

Azione di contrasto al caporalato. Discussione interna e pianificazione attività successive  4

PRESIDENTE  4,*

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente) 4

DE CAPRIO Antonio (Forza Italia) 5

IIRITI Daniela (Fratelli d’Italia) 5

Sull’ordine dei lavori 6

PRESIDENTE  6,*,*

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente) 6

DE CAPRIO Antonio (Forza Italia) 7,*

IIRITI Daniela (Fratelli d’Italia) 7,*

 

Presidenza del presidente Marco Polimeni

 

La seduta inizia alle 12,39

PRESIDENTE

Verificata la presenza del numero legale e approvato il verbale della seduta precedente, dà avvio ai lavori della Commissione.

Riflessione sul tema dell’antimafia penitenziaria quale strumento di rafforzamento dello Stato di diritto, di tutela della sicurezza collettiva e di maggiore protezione dei diritti delle persone private della libertà personale maggiormente fragili

PRESIDENTE

Illustra le motivazioni che hanno reso opportuno e necessario procedere alle audizioni odierne sul tema dell’antimafia penitenziaria che, partendo dall’intensa attività svolta dalla Garante regionale dei diritti delle persone detenute, mira a comprendere gli interventi da porre in essere a fronte delle diverse segnalazioni pervenute dalla stessa Garante e relative alle difficili condizioni relative al sovraffollamento e a tutti i fenomeni criminali che ruotano attorno alle misure detentive e si perpetrano all’interno delle mura penitenziarie, per garantire sicurezza e protezione alle persone private della libertà personale e soprattutto ai più fragili.

 

(Viene audita la Garante regionale per i diritti delle persone detenute o private della libertà personale.

Intervengono: il Presidente della Commissione e i consiglieri Iiriti, Bruno e De Caprio).

PRESIDENTE

Reputa opportuno, partendo dalle segnalazioni pervenute e dagli spunti emersi dalla discussione odierna, predisporre ulteriori audizioni future, al fine di porre l’adeguata attenzione all’argomento e valutare la predisposizione di interventi migliorativi, informativi e correttivi.

 

Azione di contrasto al caporalato. Discussione interna e pianificazione attività successive

PRESIDENTE

Evidenziando, preliminarmente, che l’iniziativa è stata fortemente sostenuta dal consigliere Bruno, con il quale erano già stati avviati confronti preliminari, ricorda che la tematica è stata già trattata in Aula consiliare nell’ultima seduta di Consiglio. Precisato che inizialmente si era ipotizzata una riunione congiunta della Commissione da lui presieduta con la Commissione agricoltura, poi limitata a quest’ultima per ragioni organizzative, in accordo con il presidente Cirillo, anticipa che il consigliere De Caprio presenterà una proposta già elaborata.

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)

Esprime perplessità per la mancata convocazione iniziale della Commissione contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa in relazione alla strage di Amendolara, ritenendo che l’episodio si inserisca in un contesto di illegalità diffusa, potenzialmente collegato anche alla criminalità organizzata, pur rimettendo ogni accertamento alla magistratura.

Evidenziate le condizioni di forte marginalità dei lavoratori immigrati, descritti come “invisibili”, costretti a vivere in condizioni precarie e a dipendere dai caporali per alloggio e trasporto, sostiene la necessità di rendere visibile il fenomeno e promuovere politiche di integrazione attraverso il coinvolgimento di enti locali e prefetture.

Propone, quindi, che la Commissione assuma un ruolo attivo di analisi e monitoraggio, anche tramite relazioni periodiche, valorizzando il proprio potere conoscitivo.

Richiamata, poi, l’esistenza di una normativa regionale avanzata, in particolare l’articolo 37 della legge regionale numero 9 del 2018, e sottolineato che la sua attuazione deve essere garantita da forze dell’ordine, prefetture ed enti locali, suggerisce l’avvio di audizioni dei Prefetti, delle forze dell’ordine e dei Sindaci delle aree interessate, al fine di acquisire un quadro dettagliato e individuare soluzioni operative.

Ritenuto, pertanto, necessario contrastare le condizioni disumane nei campi e nei ghetti, giudicando inaccettabile che lavoratori fondamentali per l’economia agricola restino in situazione di illegalità, esclude responsabilità individuali specifiche, attribuendo invece una responsabilità collettiva alla società calabrese, e invita la Commissione a farsi promotrice di un percorso concreto per affrontare il fenomeno.

IIRITI Daniela (Fratelli d’Italia)

Precisato che il tema del caporalato è già stato ampiamente discusso in Consiglio regionale, sottolinea la tempestività delle convocazioni istituzionali ed evidenzia come la richiesta di coinvolgere anche la Commissione contro il fenomeno della ‘ndrangheta fosse condivisa data la connessione tra caporalato e illegalità diffusa.

Evidenzia, quindi, che il fenomeno del caporalato è spesso legato a imprenditori che ricorrono al lavoro nero per ottenere vantaggi economici, pur precisando che si tratta di una minoranza e non dell’intero tessuto imprenditoriale. Ribadisce, poi, la necessità di utilizzare tutti gli strumenti disponibili per contrastare il fenomeno, valorizzando i poteri della Commissione, spesso sottovalutati.

Richiamata l’importanza di verificare l’efficacia delle leggi esistenti e di individuare le criticità del sistema coinvolgendo tutti i soggetti istituzionali, incluse prefetture, procure e forze dell’ordine, invita a un’assunzione di responsabilità collettiva, sottolineando che il ripetersi del fenomeno indica un malfunzionamento generale.

Espresso, dunque, apprezzamento per la proposta del consigliere Bruno e per la sensibilità dimostrata dal Presidente, auspica un lavoro continuativo e strutturato che vada oltre la reazione all’evento tragico e sottolinea, inoltre, la necessità di tutelare la legalità e gli imprenditori corretti, garantendo condizioni di concorrenza equa.

DE CAPRIO Antonio (Forza Italia)

Condiviso quanto espresso dai consiglieri, sottolinea l’urgenza di attuare efficacemente la normativa regionale già esistente, in particolare quella del 2018, evidenziandone le carenze nella fase attuativa. Sottolinea, quindi, l’importanza delle misure previste, tra cui semplificazione burocratica, alloggi e utilizzo di terreni confiscati, ma evidenzia anche la necessità di rafforzare la prevenzione.

Illustra, pertanto, i contenuti di una proposta di legge in fase di elaborazione, finalizzata a intervenire sul lavoro stagionale come leva per contrastare il caporalato, e individua nella carenza di manodopera e nella scarsa attrattività del lavoro stagionale una delle cause principali dello sfruttamento, sottolineando il rischio per molte imprese di ridurre o cessare l’attività o ricorrere al lavoro nero.

Sottolineato, poi, che la proposta si basa sull’istituzione di un “patto etico per il lavoro stagionale” e su un approccio integrato che unisce contrasto al caporalato e sostegno all’occupazione, elenca alcuni degli elementi innovativi in essa presenti: strumenti economici per i lavoratori nei periodi di inattività, incentivi alle imprese virtuose, promozione della regolarità contrattuale e interventi logistici per alloggi e trasporti, al fine di sottrarre spazio ai caporali.

Illustra, inoltre, i principali pilastri della proposta: risoluzione del mismatch occupazionale, coinvolgimento attivo dei lavoratori nell’emersione del lavoro nero e superamento del “welfare criminale” dei caporali, evidenziando il carattere sinergico della misura, che mira a garantire dignità ai lavoratori e competitività alle imprese.

Infine, propone di condividere la bozza con i componenti della Commissione per un lavoro congiunto e sottolinea la necessità di avviare interlocuzioni con Dipartimenti e assessorati per individuare le risorse finanziarie necessarie all’attuazione della norma.

PRESIDENTE

Dispone che la bozza di proposta di legge del consigliere De Caprio sia distribuita ai consiglieri affinché ognuno possa fare le opportune valutazioni.

Condivide inoltre l’ipotesi di audire i Prefetti e i Questori sull’argomento.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Propone, alla luce dell’aumento delle attività criminali registrate nel territorio della provincia di Vibo Valentia, l’audizione del Prefetto o, in alternativa, una riunione di Commissione sul territorio, chiedendo ai commissari di esprimersi al riguardo.

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)

Concorda sulla possibilità di programmare un incontro presso la Prefettura di Vibo, per poi continuare con le altre Prefetture.

DE CAPRIO Antonio (Forza Italia)

Condivide quanto suggerito dal consigliere Bruno, ritenendo opportuno procedere sotto forma di visite informali.

IIRITI Daniela (Fratelli d’Italia)

Pur adeguandosi alla decisione della maggioranza, ritiene che sarebbe più opportuno convocare i Prefetti nella sede istituzionale della Commissione e magari successivamente raggiungere le sedi nei territori.

DE CAPRIO Antonio (Forza Italia)

A suo avviso l’una ipotesi non esclude l’altra, ma ritiene più efficace recarsi direttamente presso le sedi di Prefettura.

PRESIDENTE

Evidenzia che l’ipotesi di cominciare dalla Prefettura di Vibo è finalizzata ad offrire un segnale di vicinanza e solidarietà al territorio.

IIRITI Daniela (Fratelli d’Italia)

Condivide l’idea di fare una visita istituzionale nei territori e, a seguire, invitare i Prefetti a presso Palazzo Campanella, sede naturale della Commissione.

PRESIDENTE

Esauriti i punti all’ordine del giorno, toglie la seduta.

La seduta termina alle 14,28

 

La funzionaria IEQ

Dott.ssa Giada Katia Helen Romeo